ENTI GESTORI
Da Berna il personale del CASCI
lancia un allarme sulla situazione finanziaria dell’ente
Formulata al Mae
una richiesta di garanzie per far fronte al pagamento degli stipendi di docenti
e personale di segreteria
BERNA –
I docenti e il personale di segreteria del CASCI di Berna, ente gestore di corsi
e lingua italiana in loco, chiedono garanzie al ministero degli Esteri per far
fronte al pagamento degli stipendi sino a luglio 2012, prospettando di sospendere
il servizio, in caso contrario, dal 1° novembre 2011.
La richiesta
è stata formulata a seguito di una riunione avvenuta giovedì 8 settembre, in
cui, esaminando lo stato attuale dell’ente e le prospettive future, il presidente
ad interim Orazio Di Maggio ha reso evidente l’impossibilità di poter pagare
gli stipendi del personale docente e di segreteria, “presumibilmente sino a
marzo 2012 – si legge nel comunicato diffuso dall’ente, che sta ventilando,
nel caso di un mancato intervento da parte del Mae,
anche a forme di protesta alternative, in aggiunta alla sospensione delle attività.
La richiesta
e l’analisi emersa nel corso della riunione sono stati inoltrati anche al sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica, all’ambasciatore italiano a Berna, Giuseppe Deodato,
ai parlamentari eletti nella circoscrizione Estero Claudio Micheloni,
Franco Narducci, Gianni Farina e Antonio Razzi e al
segretario generale del Cgie, Elio Carozza.
“In questa
situazione di estrema difficoltà – prosegue il comunicato scritto dal coordinamento
dei docenti dell’ente gestore svizzero, - il personale CASCI chiede ai responsabili
dell’ente di tralasciare quanto di secondaria importanza per concentrare tutte
le energie nella ricerca di modalità di azione concrete che possano mettere
lo stesso nella condizione di far fronte ai suoi impegni contrattuali”. A quanti
sono interessati alla continuità e alla qualità dei corsi di lingua e cultura
italiana (CASCI, genitori, segreteria cantonale delle Associazioni dei Genitori,
Associazioni dei Genitori, docenti Mae, Comites, rappresentanti del Cgie
per la Svizzera) si chiede inoltre di “unire gli sforzi per mettere in atto
ogni forma di protesta finalizzata al raggiungimento degli obiettivi indicati”.
(Inform)