FESTA DEMOCRATICA
A Pesaro tavola rotonda su “Riforma elettorale e
voto degli Italiani all’estero”
Prove di dialogo fra maggioranza e opposizione per
il miglioramento tecnico e la messa in sicurezza del voto per corrispondenza
Gli interventi di Marino (Pd), del senatore Malan (Pdl), di Stumpo (Pd), di Pittau (Dossier
Migrantes) e dei deputati del Partito democratico
Fedi, Narducci, Farina e Barbi
PESARO – Si è svolta a Pesaro,
nell’ambito della Festa Democratica nazionale, la tavola rotonda sul tema
“Riforma elettorale e voto degli italiani all’estero. Rappresentanza e politiche
per gli italiani nel mondo”. Il dibattito ha avuto luogo nella Sala Pietrangeli
ed è stato moderato dalla giornalista di Radio 24 Daniela Binello.
La tavola rotonda, che ha visto
la partecipazione di esponenti del Partito democratico provenienti da Belgio,
Svizzera, Inghilterra, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Francia, è stata aperta
dal responsabile del Pd per gli Italiani nel mondo Eugenio Marino che, dopo
aver sottolineato la necessità di tutelare la conquista del voto all’estero
per corrispondenza, ha ricordato la presentazione da parte del Pd, alla Camera
ed al Senato, di una proposta di legge volta a migliorare e mettere in sicurezza
l’espressione del voto delle nostre comunità nel mondo. Un’esigenza improrogabile
su cui , secondo Marino, va trovato un terreno di intesa con le forze di maggioranza,
anche perché in caso di elezioni anticipate andrebbero trovate soluzioni tecniche
veloci ed efficaci, seppur meno radicali di quelle che potrebbero essere poste
in essere entro la fine naturale della legislatura.
Marino ha anche auspicato chiarezza
sui contenuti della bozza di riforma costituzionale Calderoli, dove potrebbe
essere prevista la soppressione della circoscrizione Estero, e la realizzazione
di politiche che sappiano valorizzare il voto all’estero nell’ambito di quello
che è oggi il mondo moderno della globalizzazione e della internazionalizzazione
delle imprese. Una proiezione verso l’estero, quella del nostro paese, che potrebbe
trarre grande giovamento dalle comunità italiane nel mondo e soprattutto da
un riavvicinamento delle nuove generazioni italiane nate all’estero. “Il Partito
democratico – ha infine precisato Marino dopo aver ricordato le tante
iniziative poste in essere dal Pd attraverso i mezzi di comunicazioni per dare
visibilità ai problemi delle nostre comunità - sta tentando di tenere
alta l’attenzione della politica sugli italiani nel mondo e vuole portare avanti
con le forze di maggioranza un dialogo trasparente per mettere in sicurezza
l’esercizio del voto all’estero”.
“Per superare il deficit di attenzione
nei confronti degli italiani all’estero – ha affermato il deputato del Pd Marco
Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, occorre essere realisti e superare
posizionamenti di parte. A dieci anni di distanza dal varo della legge ordinaria
sul voto all’estero una valutazione va fatta e noi del Pd siamo pronti al dialogo
con la maggioranza”.
Fedi ha inoltre auspicato alcune
modifiche alla norma ordinaria del voto all’estero, come ad esempio l’adozione
dell’opzione preventiva da parte di chi vuole votare per corrispondenza, - lo
scopo è quello di realizzare un elenco degli elettori più preciso - l’aggiornamento
degli indirizzi degli aventi diritto al voto, la stampa in Italia del materiale
elettorale per l’estero, lo scrutinio dei voti in più sedi – una per ogni
ripartizione - e l’inserimento nella busta grande del plico inviato agli aventi
diritto al voto, che poi viene separato dalla busta più piccola contenente
la scheda, della firma e di una fotocopia del documento d’identità dell’elettore.
“Rimane aperta – ha aggiunto Fedi - la questione nodale della preferenza ovvero
del meccanismo di voto. L’auspicio è che questo segua un’eventuale nuova
legge elettorale italiana in modo che il meccanismo per il suffragio all’estero
sia simile a quello utilizzato in Italia”. Il deputato del Pd ha anche chiesto
la modifica della legge di riforma di Comites e Cgie
già approvata dal Senato. Una rete di rappresentanza che, per Fedi, appare fondamentale
anche per il mantenimento dei contatti fra gli elettori delle varie comunità
e i parlamentari della circoscrizione Estero.
Dal canto suo il senatore del Pdl Lucio Malan, relatore delle
proposte di modifica della legge sul voto all’estero ha sottolineato come
un’eventuale riforma costituzionale che prevedesse la riduzione del numero dei
parlamentari avrebbe indubbiamente delle ripercussioni anche sulla consistenza
numerica degli eletti all’estero, con possibili problemi, soprattutto
al Senato, per quanto riguarda l’aumento dell’estensione territoriale delle
singole ripartizioni della circoscrizione Estero. Malan
ha poi evidenziato l’impossibilità per la maggioranza, vista la presenza al
suo interno di eletti all’estero il cui voto è molto importante per la stabilità
del Governo, di sostenere l’ipotesi di un eliminazione della circoscrizione
Estero o l’espressione del suffragio in loco presso i consolati. Il deputato
del Pdl ha invece ritenuto accettabili alcune proposte
del Pd di modifica dell’attuale legge sul voto all’estero, come l’introduzione
di un opzione preventiva che, nel rispetto dei dettami costituzionali, faccia
votare all’estero solo chi lo chieda e l’inclusione della fotocopia del
documento di identità nel plico elettorale. “Io credo - ha precisato Malan
– che alla luce di possibili rischi di brogli sia invece pericoloso associare
la preferenza al voto per corrispondenza. Meglio avere all’estero una lista
bloccata”. Malan ha anche auspicato il superamento
del mero criterio del risparmio per la messa in atto della ristrutturazione
della rete consolare ed ha condiviso l’ipotesi di costituire dei Comitati elettorali
presso i singoli consolati.
“La legge sul voto all’estero –
ha affermato Franco Pittau, curatore del Rapporto
Migrantes sugli Italiani nel Mondo - è scarsamente
sentita dalla popolazione italiana e questa può essere una cosa molto pericolosa.
Un esempio che noi possiamo prendere è la legge sugli immigrati 40/98 quando
il parlamento varò una norma che andrò molto oltre la sensibilità della popolazione
italiana. E allora dobbiamo stati attenti perché questa legge sul voto, che
è una cosa giusta, non è però una cosa scontata, perché in questa situazione
italiana dove i problemi stanno diventando enormi tutto si pensa fuorché agli
italiani nel mondo”.
“Abbiamo – ha aggiunto Pittau - tanti italiani nel mondo quanti sono gli immigrati
in Italia, vi sono poi gli oriundi. Ci accorgiamo che dal punto di vista quantitativo
questa realtà è importante, mentre dal punto di vista del travaso nella coscienza
della popolazione vediamo che tutto questo non è avvertito . Noi operatori del
settore dobbiamo dunque dire che qualche cosa l’abbiamo sbagliata, perché forse
non abbiamo utilizzato tutte le leve per connettere la popolazione con la presenza
italiana nel mondo”. Secondo Pittau bisogna dunque svecchiare il modo di presentare
i nostri connazionali all’estero, che sono mediamente più giovani della popolazione
italiana, proponendo iniziative concrete unitarie e innovative che interessino
davvero la gente.
Dal canto suo il deputato del Pd
Franco Narducci, eletto nella ripartizione Europa,
ha auspicato un cambiamento di rotta della Lega Nord, che da sempre è
contraria al voto, e l’apertura di un dialogo fra maggioranza ed opposizione
sulla riforma della legge 459.
“Questa Italia nel mondo
più ampia e a 360 gradi – ha spiegato Narducci – è
una risorsa straordinaria, ha grandissime potenzialità e deve trovare voce nel
nostro Parlamento. Se si dovesse procedere alla soppressione della circoscrizione
Estero si aprirebbero due scenari. Il primo contemplerebbe la sola possibilità
di votare tornando in Italia. Una seconda ipotesi potrebbe essere il voto per
corrispondenza dall’estero per i collegi italiani. Un possibilità che però è
sempre stata osteggiata dal mondo politico. Allora il rischio è quello -
ha concluso Narducci - di un progressivo e accelerato
distacco delle nostre comunità dal paese d’origine, soprattutto delle nuove
generazioni nate all’estero e dei nuovi flussi migratori composti dai
‘cervelli in fuga’.
Dopo l’intervento di Pietro Emili (Pd Bruxelles) che ha sottolineato l’esigenza di
una lista su cui gli elettori intenzionati a votare per corrispondenza si iscrivano
preventivamente e volontariamente, il deputato del Pd Gianni Farina ha evidenziato
come la Francia, seguendo l’esempio dell’Italia, si appresti ad istituire 11
collegi elettorali nel mondo che eleggeranno altrettanti rappresentanti all’assemblea
nazionale con voto diretto e segreto che verrà espletato da circa un milione
di cittadini francesi all’estero, su una comunità complessiva di un milione
e mezzo di persone. “Questa scelta – ha precisato Farina – non è arrivata a
caso, ma dopo un analisi di cosa è il mondo odierno e di quali sono oggi gli
interessi delle singole nazioni. La comunità italiana nel mondo è un asse fondamentale
per l’avvenire sociale, economico, politico del nostro paese questo lo dobbiamo
sapere. Le nostre comunità rappresentano una ricchezza nel processo di competizione
mondiale. Se non capiamo questo, allora è inutile discutere di voto all’estero”.
Farina ha poi evidenziato la possibilità,
in caso di elezioni anticipate che impediscano una riforma più radicale, di
migliorare la legge sul voto all’estero attraverso circolari interpretative
dell’attuale norma che ad esempio consentano di stampare le schede in Italia,
di scrutinare i voti in più sedi e di costituire, al fine di rendere più sicuro
il voto, Commissioni elettorali paritetiche, con i rappresentanti dei partiti
in campo, presso i vari consolati.
Da segnalare anche l’intervento
di Anna Pompei Ruedenberg, presidente Pd Svizzera
e consigliere del Cgie , che ha espresso il suo rammarico
per il fatto che ancora oggi nel 2011 il Rapporto Migrantes sia l’unico documento che cerchi far conoscere
all’opinione pubblica italiana il potenziale e il valore economico e culturale
delle comunità all’estero per l’Italia. Dopo l’intervento di Roberto Parillo
del Pd Belgio, che ha sottolineato l’esigenza di garantire con tutti gli accorgimenti
necessari la massima sicurezza del voto per corrispondenza anche correndo il
rischio di perdere qualche elettore, il deputato del Pd Mario Barbi si è detto
favorevole, fatto salvo il principio costituzionale della circoscrizione Estero,
ad un miglioramento tecnico del voto per corrispondenza. Barbi ha però sollevato
dubbi sulla costituzionalità dell’introduzione dell’opzione preventiva per chi
voglia votare all’estero per corrispondenza. “Lavorerò – ha aggiunto il deputato
del Pd – per abolire l’attuale legge elettorale che squalifica il Parlamento
. Credo che sia necessario un sistema elettorale unitario per quanto riguarda
il voto in Italia ed all’estero”.
Da ricordare anche la parole di
Attilio Tassoni (Pd Svizzera) che ha chiesto al Partito
democratico di non mollare sulla questione del voto all’estero e di farne una
questione di principio, e di Filippo Giuffrida,
(segretario Pd Belgio), che ha segnalato come la ristrutturazione della rete
consolare e la relativa soppressione delle sedi renderanno più difficoltoso
il compito degli elettori italiani che devono recarsi a votare presso
i consolari per le elezioni europee. A seguire l’intervento di Claudio
Pozzetti (Cgie – Frontalieri) che ha ricordato la
necessità di continuare la battaglia in Parlamento contro la proposta di riforma
di Comites e Cgie e di garantire
agli italiani all’estero un efficace sistema complessivo della rappresentanza.
Dal canto suo Nico Stumpo, responsabile per l’organizzazione Pd Nazionale,
ha evidenziato l’esigenza di trovare su temi come il miglioramento del voto
all’estero una rinnovata unità della politica
“Il partito democratico – ha concluso
Stumpo - considera gli italiani nel mondo la ventunesima
regione. Si è italiani quando si nasce in Italia e si resta italiani quando
si vuole essere italiani. Bisogna, e questo è un compito della politica, valorizzare
le nostre comunità per far sentire i connazionali nel mondo italiani a pieno
titolo”. (Goffredo Morgia/Inform)