EVENTI
Per
la prima volta in Italia, a Riva del Garda dal 18 al 23 settembre
In Trentino 350 scienziati da tutto il
mondo per il convegno SIMS
TRENTO - Più di 350 scienziati da ogni parte del mondo invaderanno pacificamente il Trentino dal 18 al 23 settembre 2011 per partecipare al convegno scientifico internazionale SIMS XVIII (18th International Conference on Secondary Ion Mass Spectrometry), ospitato per la prima volta in Italia. Organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento con l’Università degli Studi di Catania e il Centro MATIS-IMM-CNR di Padova, l’evento, giunto alla diciottesima edizione, si terrà a Riva del Garda, presso il centro Fierecongressi, e riunirà gli esperti (fisici, chimici, biologi) che a livello internazionale si occupano delle tecniche SIMS, utilizzate nei laboratori per analizzare con grande accuratezza la composizione della superficie dei materiali.
La ricerca trentina ha una lunga tradizione in questo settore, basti pensare che la prima macchina SIMS nel nostro Paese fu installata nel luglio 1985 proprio all’Irst di Povo. A far nascere e crescere attorno allo strumento un consistente gruppo di ricercatori esperti a livello internazionale nella spettrometria di massa di ioni secondari fu Mariano Anderle, ora membro del Cda della FBK, che presiederà l’edizione di quest’anno del convegno insieme ad Antonino Licciardello ed Enrico Napolitani. Attualmente nei laboratori della FBK sono operativi due strumenti SIMS di ultima generazione, utilizzati per l’analisi delle superfici con applicazioni che vanno dalla microelettronica al supporto della produzione di celle fotovoltaiche.
Al convegno, patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento, dall’Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia – AIV e dalla Divisione Chimica-Fisica della Società Italiana di Chimica, i ricercatori giungeranno domenica 18 settembre e, dopo l’apertura dei lavori in programma lunedì 19 settembre alle 8.30, presenteranno oltre 350 studi innovativi sulle tecniche SIMS.
“Questa tecnica
analitica - spiega Massimo Bersani, responsabile dell’Unità di ricerca MiNALab
della FBK e coordinatore dell’organizzazione del convegno - storicamente fu
utilizzata in geologia per studiare la composizione delle rocce ed ora viene
sempre più spesso impiegata anche in campo biologico per analizzare ad esempio
cellule e cromosomi. Grazie all’utilizzo di un fascio di atomi caricati elettricamente
e indirizzati sull’area da studiare, si è in grado di poter individuare con
precisione ogni tipo di elemento presente sulla superficie dei materiali”. (