IMMIGRAZIONE
Parte la raccolta di firme della campagna
"L'Italia sono anch'io"
Per le Acli “una campagna di civiltà per
contrastare un grave ritardo culturale e giuridico del nostro Paese”
ROMA - Cittadinanza come diritto soggettivo e introduzione dello jus soli. Partecipazione degli immigrati alla vita della comunità e diritto di voto dopo 5 anni di residenza. Queste le riforme richieste dalla campagna "L'Italia sono anch'io", mediante due leggi di iniziativa popolare i cui testi sono appena stati depositati in Cassazione.
Ora può prendere il via la raccolta delle firme necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento. Ci sono 6 mesi di tempo per raggiungere l’obiettivo richiesto delle 50.000 firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge, e i promotori stanno pianificando iniziative in tutta Italia.
Tra i promotori anche le Acli. "Si tratta di una campagna di civiltà - sottolinea Antonio Russo, responsabile dell'area Immigrazione delle Associazioni cristiane lavoratori italiani - per contrastare un grave ritardo culturale e giuridico del nostro Paese. In Italia ci sono ormai oltre 5 milioni di stranieri regolari, cittadini di fatto ma non di diritto. Penso sopratutto ai giovanissimi figli di immigrati e ai bambini nati in Italia che parlano correntemente italiano, vanno a scuola con i nostri figli e spesso non conoscono nemmeno il Paese di origine dei loro genitori".
Primo appuntamento nelle piazze italiane per la raccolta delle firme è il 1° ottobre.
Ricordiamo che
"L’Italia sono anch’io" è promossa, nel 150° anniversario dell’unità
d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile, del mondo ecclesiale e
della cultura e dall’editore Carlo Feltrinelli. (Simone Sereni-