INFORM - N. 166 - 9 settembre 2011


SENATO

La Commissione Esteri avvia la discussione sulla modifica alla Convenzione fra Consiglio d’Europa e Ocse in materia fiscale

Gli interventi del sottosegretario agli Esteri Mantica, del relatore Marcenaro (Pd), del presidente Dini e del senatore Micheloni (Pd).

Il 16 settembre un incontro parlamentare italo-svizzero per la ripresa del dialogo intergovernativo ed un eventuale accordo bilaterale

 

ROMA – Alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, la Commissione Esteri del Senato ha avviato l’esame per la ratifica e l’esecuzione del protocollo emendativo della Convenzione del 1988 tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa e i Paesi OCSE riguardante la reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, protocollo stipulato a Parigi il 27 maggio 2010 e già approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati.

Il relatore del provvedimento, Pietro Marcenaro (Pd), ha segnalato come il protocollo risponda alla necessità di armonizzare i contenuti della Convenzione “al nuovo modello dell’OCSE attualmente in uso in materia di trasparenza e di scambio delle informazioni nel campo della fiscalità”, fornendo alle amministrazioni fiscali degli Stati aderenti “strumenti di maggiore efficacia per la lotta all’evasione fiscale a livello nazionale ed internazionale, mediante un costante flusso informativo e alla reciproca assistenza nel recupero dei crediti di natura tributaria”. “Dall’entrata in vigore del protocollo – ha precisato Mercernaro - non deriveranno dunque oneri finanziari per lo Stato ma vantaggi per l’erario, vista la finalità in esso contenuta di incremento del contrasto all’evasione fiscale”. Marcenaro ha inoltre ricordato come sia connessa a tale contrasto anche la disciplina del segreto bancario. A tal proposito il relatore ha segnalato l’importanza di risolvere al più presto anche “la problematica attinente ai rapporti tra Italia e Svizzera in materia di controversie fiscali pendenti e di trattamento dei depositi bancari all’estero”.

Sui rapporti in materia tra Italia e Svizzera è intervenuto il presidente della Commissione, Lamberto Dini, segnalando come “i negoziati per la revisione della Convenzione contro le doppie imposizioni siano al momento fermi, mentre accordi bilaterali tra Confederazione elvetica e, rispettivamente, Inghilterra e Germania, sono già di recenti stati definiti”. Per analizzare lo stato di avanzamento di tali negoziati ed eventuali contenuti di un accordo bilaterale, Dini ha annunciato un incontro, che si terrà  venerdì 16 settembre,  con una rappresentanza della Commissione Esteri e delle competenti Commissioni del Senato e del Consiglio degli Stati svizzero, con il coinvolgimento degli ambasciatori e di rappresentati del mondo bancario e delle Camere di Commercio. “Un’iniziativa parlamentare – ha aggiunto Dini - che auspico possa costituire l’occasione per un approfondimento e per un confronto che agevoli il dialogo anche a livello governativo”. Dal canto suo il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha fatto presente come anche per quanto concerne i rapporti bilaterali tra Italia e Repubblica di San Marino in materia di disciplina dei depositi bancari si manifesti “un’analoga esigenza di approfondimento”.

“Sarebbe opportuno – ha aggiunto il sottosegretario - avviare un negoziato con la Repubblica di San Marino sul delicato problema del segreto bancario anche per la definizione dei protocolli, ancora non approvati, in materia di contrasto all’evasione fiscale e per risolvere altresì una problematica che interessa specificamente l’area dell’Emilia Romagna”. Per quanto riguarda i rapporti in materia fiscale tra Italia e Svizzera, Mantica ha poi precisato come vi siano atteggiamenti di chiusura “anche da parte del governo elvetico”, richiamando le posizioni di recente assunte dal Canton Ticino. “La decisione di mancato riversamento dei contributi dei lavoratori transfrontalieri nel Canton Ticino assume una connotazione preoccupante – ha affermato Dini in proposito, auspicando che il governo federale prenda provvedimenti in proposito e assicurando la disponibilità a prendere in considerazione la richiesta di dialogo interparlamentare in materia fiscale con lo Stato di San Marino, qualora venisse formulata.

Nel corso della seduta è intervenuto Claudio Micheloni (Pd), il quale ha espresso il suo apprezzamento per l’incontro annunciato per la prossima settimana con la controparte svizzera. “L’Italia – ha affermato l’esponente democratico eletto nella ripartizione Europa - ha un preciso interesse a giungere al più presto ad un accordo sulla tassazione dei depositi bancari di cittadini italiani in Svizzera, trattandosi di un futuro introito fiscale di notevoli dimensioni, oltreché di agevolare le attività di contrasto alle infrazioni fiscali e finanziarie”. Micheloni ha anche ricordato di aver presentato, in occasione dell’esame da parte della Commissione Bilancio della manovra straordinaria di finanza pubblica, un ordine del giorno volto proprio a sollecitare l’impegno del governo ad una pronta ripresa di tali negoziati. Per quanto riguarda la già citata problematica relativa ai contributi dei lavoratori frontalieri nel Canton Ticino, Micheloni  ha puntualizzato che “il governo federale svizzero con ogni probabilità sopperirà alle posizioni assunte dal  Canton Ticino” e si è dichiarato favorevole ad intraprendere analoghe iniziative anche nei confronti dello Stato di San Marino.

Sullo svolgimento dei lavori della Commissione, Micheloni ha auspicato una “sollecita ripresa delle audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Ministero degli Esteri, onde consentire al Parlamento di formulare osservazioni e suggerimenti in materia”. (Inform)

 


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