INFORM - N. 164 - 7 settembre 2011


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it” del 7.9.2011

Manovra, alle 20 il voto di fiducia. L'ultima modifica vale 4,3 miliardi

Il governo preme: "Crisi grave". Le novità: Iva aumentata al 21%, contributo sopra i 300mila euro, stretta su pensioni rosa dal 2014

 

ROMA - Le ultime modifiche alla manovra, su cui stasera il Senato voterà la fiducia, sono di ieri sera. Il maxi-emendamento equivale a 4,342 miliardi di euro nel 2012, 4,399 mld nel 2013 e 4,389 mld nel 2014, somme che andranno a impattare positivamente sul deficit dello Stato. Nel 2011 invece l’impatto sull’indebitamento netto sarà di 700 milioni. Quasi tutto il gettito aggiuntivo arriva dal ritocco dell’aliquota Iva dal 20 al 21%.

La manovra economica, dopo il maxi-emendamento presentato all’Aula del Senato, vale per il 2013, l’anno in cui è fissato il pareggio di bilancio, 54, 2 miliardi di euro, come impatto sull’indebitamento netto. È quanto risulta sommando i 49,8 miliardi di euro, indicati nella Relazione Tecnica al decreto del 13 agosto, sempre in relazione al deficit, ai 4,3 miliardi indicati nella Relazione Tecnica diffusa oggi e relativa al maxi-emendamento.

Stamane il governo ha posto nell’aula del Senato la questione di fiducia sulla manovra, con il maxiemendamento che conterrà le correzioni. Il voto di fiducia è il numero 49 dall'inizio della legislatura. Il Senato voterà la fiducia intorno alle 20.00 secondo la scaletta decisa dalla conferenza dei capigruppo, che ha fissato per le 12.00 il dibattito sul maxi emendamento e per le 18.00 - in diretta televisiva - le dichiarazioni di voto. Dopo le 19 è prevista la prima chiama dei senatori sulla fiducia.

Le novità principali sono tre: aumento di un punto Iva, dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico; fino al pareggio di bilancio, contributo del 3% sopra i 300 mila euro; adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014. Inoltre nel maxiemendamento si legge che «Per i soggetti che hanno aderito al condono di cui alla legge 27 dicembre 2002, n. 289, i termini per l’accertamento ai fini dell’imposta sul valore aggiunto pendenti al 31 dicembre 2011 sono prorogati di un anno».

Il voto di fiducia è stato chiesto per evitare sorprese e per abbreviare i tempi di approvazione, malgrado Pd e Terzo polo avessero deciso di dare il via libera alla manovra entro oggi rinunciando a molti emendamenti e riducendo al minimo gli interventi nel dibattito generale. La "blindatura" del testo contrasta anche con gli auspici del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di quello del Senato Renato Schifani, che avevano segnalato la necessità di un ampio confronto.

Tra le decisioni assunte ieri dal Consiglio dei ministri c'è quella di approvare, in una nuova riunione che si terrà domani, un disegno di legge costituzionale che prevede la regola del pareggio di bilancio (analogo provvedimento è stato approvato dal Parlamento spagnolo nei giorni scorsi) e l'attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province che verranno abolite alla fine dell'iter di modifica della Costituzione. Mentre dell'aumento dell'Iva e della reintroduzione del contributo di solidarietà si era continuato a parlare nei giorni scorsi, la sorpresa delle ultime modifiche riguarda l'equiparazione dell'età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne a 65 anni. Su questo punto il ministro Giulio Tremonti è riuscito a strappare il sì della Lega che si era impegnata fino a ieri a non modificare ulteriormente le norme previdenziali. (La Stampa.it del 7 settembre 2011)

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