INFORM - N. 164 - 7 settembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

“Tribuna Italiana” a colloquio con il Console generale d’Italia a Buenos Aires Scognamiglio

Ancora tempi lunghi per rinnovare i passaporti, ma si lavora per ridurli

Turni non prima di dicembre. Stampanti non sufficientemente rapide per stampare tutti i passaporti che si fanno al giorno. In via di soluzione i ritardi delle Questure

 

BUENOS AIRES - Sono passati sei mesi da quando il Console generale Giuseppe Scognamiglio si è insediato nel palazzo di via Reconquista a capo della sede consolare italiana più numerosa al mondo.

Appena iniziata la sua missione, aveva deciso un importante cambiamento nel sistema di attenzione al pubblico che ogni giorno si reca in Consolato per l'espletamento delle varie pratiche. Invece dell'apertura indiscriminata, che provocava la ressa del pubblico nei vari uffici consolari e lunghe ore di attesa, il Cons. Scognamiglio ha disposto di organizzare un sistema di attenzione al pubblico solo con appuntamento (salvo casi di comprovata urgenza o emergenza), da prenotare specialmente per via telematica, per consentire tempi rapidi nel portare a termine le varie pratiche. Disponibile anche un numero telefonico per chi non ha accesso a internet, che da turni dalle ore 13 alle 14.

Sembra però che non tutto sia andato per il verso giusto, perché sebbene viene riconosciuto che non si perde più tempo per fare una pratica in Consolato (l'attesa in sala, prima di essere chiamati nel rispettivo ufficio, difficilmente supera i quindici minuti), invece si è persa la possibilità di programmare una pratica con poco tempo perché, col passare dei giorni e delle settimane, i turni disponibili si vanno esaurendo e quindi i giorni di attesa per poter fare una pratica, si allungano sempre di più.

Per fare un esempio, per fare il passaporto, oggi si può ottenere un turno non prima del mese di dicembre. Se a questo poi si aggiunge il nulla osta che devono dare le questure in Italia, che impiegano da uno a tre o mesi per trasmettere quell'indispensabile comunicazione al Consolato, l'attesa per fare un passaporto, può arrivare anche a 4-5 mesi. Difficile quindi pensare a partenze a sorpresa, se non si è previdente per fare il necessario documento di viaggio "por las dudas". Naturalmente per chi ha la doppia cittadinanza il problema è meno pressante, specialmente se si deve solo viaggiare in Italia, perché può partire col solo passaporto argentino. Ma se invece si tratta di italiani nati in Italia, che non hanno preso la cittadinanza argentina, il problema si pone: è per questo che il Console Generale ha disposto che costoro possano accedere in Consolato anche senza turno, se hanno necessità di lasciare il Paese.

Il Console generale Scognamiglio ha gentilmente risposto a Tribuna Italiana su questi e altri argomenti.

Turni, passaporti e attese

Il Console generale ha riconosciuto che sul tema delle prenotazioni, effettivamente, specialmente per quanto riguarda i nuovi passaporti, il problema c'è. Il motivo principale - ha spiegato - è di carattere tecnico, perché le stampanti non sono sufficientemente rapide per far fronte alla quantità di passaporti - in media 100/120 - che vengono fatti ogni giorno. I tecnici stanno studiando il problema per cercare di risolverlo, altrimenti saranno chieste nuove stampanti a Roma. Inoltre si è al lavoro per capire dove ci sono altre criticità, in modo da consentire di ridurre i tempi. Sul tempo di risposta delle Questure, il Console generale Scognamiglio, ha spiegato che dopo un intervento del ministero dell'Interno, in questo campo le cose stanno migliorando.

Sempre per quanto riguarda i turni, il dott. Scognamiglio confida che in poco tempo potrà essere attivato il nuovo centralino, che servirà soprattutto per orientare in modo migliore gli utenti. Infatti, oltre a chiare risposte automatiche sui vari servizi consolari, ci sarà anche la possibilità di comunicare con un operatore che eventualmente potrà dare le informazioni che la segreteria telefonica non sarà in grado di fornire.

Va ricordato comunque che per alcune pratiche, non c'è bisogno di chiedere il turno. E' il caso del pagamento del bollo annuale sul passaporto e della pratica di naturalizzazione per matrimonio. Lo stesso vale per le persone molto anziane che hanno serie difficoltà per spostarsi.

Si cerca quindi di trovare soluzioni ai problemi attuali,in attesa che nel futuro un nuovo programma per un collegamento telematico più fluido tra le sedi consolari e Roma, che consentirebbe agli utenti non soltanto di prenotare turni, ma anche di fare alcune pratiche o dare comunicazioni al consolato, oppure seguire l'avanzamento delle loro pratiche. I tecnici però, dovranno essere certi della capacità del programma di sopportare una utenza talmente numerosa come è quella della Circoscrizione consolare di Buenos Aires.

Intanto - ha spiegato il Console generale - è diventato attivo il canale di comunicazione attraverso l'e-mail. "Adesso, a chiunque ci scrive una mail - ha spiegato il dott. Scognamiglio - noi rispondiamo".

Ad ogni modo, bisogna sempre tener presente il fatto che si parla di un Consolato che deve servire una utenza talmente numerosa che, come sostiene Scognamiglio, è sempre una grande sfida da affrontare.

L'assistenza

Un'altro settore importante del servizio consolare è quello dell'assistenza.

Il Console generale fa presente che è stato avviato il contratto con la Medicyn, al posto di quello precedente e scaduto con la Medicus, per i 132 connazionali anziani che non potevano essere affidati alle cure del PAMI o di un'altra mutua. E' allo studio però una forma di contratto con il PAMI, secondo le modalità di affiliazione previste dall'assicurazione sanitaria dei pensionati argentini per i non soci, per consentire che tutti i connazionali ricevano lo stesso trattamento, anche perché - sostengono al Consolato - i servizi del PAMI sono molto migliorati rispetto ad alcuni anni fa. Infatti, ha spiegato il dott. Scognamiglio, non abbiamo ricevuto lamentele significative dopo il passaggio al PAMI di 1200 nostri assistiti che in precedenza erano coperti dal contratto Swiss Medical.

Secondo il piano allo studio, per i 132 connazionali indigenti, il Consolato pagherebbe le rette di quell'assicurazione al PAMI: in una fase successiva si intenderebbe verificare la possibilità di stipulare una convenzione con l'Ospedale Italiano e il PAMI per fornire a tutti i connazionali indigenti determinate prestazioni specialistiche.

Inoltre, il Consolato si fa carico direttamente dei pochi anziani connazionali (meno di trenta) ricoverati presso case di riposo private, ove non sia possibile farli accogliere in adeguate strutture dipendenti dal PAMI.

Un altro aspetto dell'assistenza, quella meno nota, ma comunque dai risvolti drammatici, riguarda i carcerati. Negli ultimi tempi è aumentato il numero di cittadini italiani venuti dall'Italia recentemente, molti dei quali in possesso della doppia cittadinanza, accusati di delitti legati al traffico di stupefacenti, per i quali è d'obbligo l'intervento del Consolato.

Cultura

Per quanto riguarda l'attività del Consolato nella diffusione della cultura italiana, si tratta di un campo che il dott. Scognamiglio fin dal suo insediamento ha considerato di importanza fondamentale, per avvicinare le nuove generazioni. Ci vuole però ancora del tempo per poter annunciare progetti e iniziative, sulle quali il Console generale preferisce parlare una volta che saranno pronte.

Ad ogni modo si pensa ad un premio per artisti italo-argentini, cominciando con quelle dedicati alle arti figurative, per poi proseguire con le altre. Il progetto è ancora in fase di definizione, ma si pensa a un viaggio in Italia e a un periodo presso istituzioni artistiche di alto livello e, al loro ritorno, ad una mostra importante.

Si pensa anche a iniziative che possano coinvolgere gli italiani che vengono in Argentina, i discendenti e le persone che pur non essendo discendenti, amano la cultura italiana o hanno forti legami con l'Italia. Iniziative che, messe in rete, possano far scattare sinergie anche in altri settori (studio, formazione, ecc..), in modo da utilizzare al meglio le risorse disponibili, che oggi sono disperse tra iniziative nazionali, regionali, locali, ecc.

Su questo e su altri aspetti, il dott. Scognamiglio ribadisce la sua più ampia disponibilità. "Le nostre porte sono sempre aperte", sottolinea. "Con piacere ascolteremo le proposte che vorranno presentarci", confidando in una piena collaborazione e capacità propositiva da parte dei vari settori rappresentativi della collettività. (Tribuna Italiana/Inform)

 

 


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