ESTERI
Sul numero di settembre del mensile italiano
di politica estera diretto da Pialuisa Bianco
Cina e Libia sotto la lente di “Longitude”
Un editoriale del ministro Franco Frattini scritto all'indomani
della sua recente visita in Cina
ROMA - Cina e Libia, più specificamente la generazione
dei leader cinesi che andrà al potere nel 2012 e la caduta del regime del colonnello
Gheddafi nonché il futuro politico-istituzionale del Paese nordafricano nell'ambito
della più generale situazione della cosiddetta “primavera araba”: questi gli
argomenti centrali analizzati dall'ottavo numero di “Longitude”, la rivista
diretta da Pialuisa Bianco, che sarà in edicola il prossimo 9 settembre.
Un editoriale del ministro Franco Frattini scritto
all'indomani della sua recente visita in Cina, fa il punto sui rapporti tra
il Paese della Grande Muraglia e l'Occidente in una visione, che partendo dalle
profonde radici culturali che contraddistinguono le due civiltà e traendo da
esse linfa vitale per la reciproca comprensione, porti, sul piano politico,
a ridisegnare le nuove regole della “governance globale”. Con la nuova generazione
di leader cinesi - spiega Frattini - si delineano le condizioni per compiere
un “salto di qualità” dell'affrontare e gestire i grandi dossier, come la crisi
economica, il clima la sicurezza e immaginare condizioni più ampie di convivenza
civile nel mondo per le future generazioni. In questo spirito che dovrà essere
anche il risultato non soltanto di uno “sforzo di volontà politica” ma anche
di “elaborazione culturale” sulla base dei valori che ciascuna delle due civiltà
è portatrice, si costruisce il confronto per “ridisegnare le nuove regole del
mondo”, senza distruggere l'esistente ma “costruendoci su”.
L'editoriale di Pialuisa Bianco, “La nebbia
della guerra”, fa da timone ai servizi sulla Libia del dopo-Gheddafi. Un personaggio,
quest'ultimo, che, secondo quanto scrive il direttore di ''Longitude'', ha attraversato
due mondi: al potere da 42 anni, prima di Khomeini; ha trattato con Breznev,
ha visto la caduta di De Gaulle e che, ora, viene identificato come un “relitto
del passato”. Sul futuro prossimo del dopo-Gheddafi, l'Occidente, alle prese
con una pesante crisi economica, si trova nelle stesse “condizioni psicologiche”
del dopo-attacco alle “Torri Gemelle”: depresso ed insicuro anche per le complicazioni
che appaiono più gravi di quelle che si sono manifestate prima e nel corso della
missione militare in Libia. Alle difficoltà oggettive, sul terreno, si aggiungono
quelle interne all'Occidente: gli Stati Uniti dopo un'iniziale collaborazione,
hanno “mollato il campo”. In Europa appaiono delinearsi interessi divergenti
con
Sia sulla Cina sia sulla Libia analisti esperti
esaminano i diversi aspetti dei due temi centrali riguardanti i due Paesi. Un
quadro esaustivo dei candidati-leader alla successione a Pechino: nella copertina
della rivista c'è l'immagine delle scarpe di Mao che sono custodite nel Museo
della sua città natale. Sono una “reliquia” ma anche il significato della “lunga
marcia” dei nuovi leader cinesi. Un servizio su Shanghai, sulla storia di questa
città che ha “cambiato pelle” nel corso degli anni, rimanendo il “perno” dei
grandi traffici, e nell'assimilare influenze di altre aree del mondo è divenuta
una sorta di grande Ipad di tutte le novità tra cui quella che sta a cuore a
noi italiani, cioè il design e la moda italiani in particolare. (