INFORM - N. 162 - 5 settembre 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Ottava edizione della Giornata dei toscani all’estero

La mostra sul Risorgimento a Roccastrada

La rete dei toscani nel mondo: 110 circoli ed associazioni, tra giovani e adulti

 

ROCCASTRADA, Grosseto – Il Risorgimento, l’Unità d’Italia e la Toscana. La mostra allestita in anteprima l’anno scorso a Firenze e che poi ha iniziato dalla Svizzera il suo viaggio nel mondo, nei paesi dove più numerose sono le comunità toscane, è approdata a Roccastrada in provincia di Grosseto, in occasione dell’ottava edizione della Giornata dei toscani all’estero. E’ il modo scelto per festeggiare con i toscani nel mondo i 150 anni dall’Unità d’Italia ed è l’occasione per raccontare la Toscana e il contributo toscano nella costruzione dello stato italiano.

Finora la mostra sul Risorgimento, di cui esistono tre copie, è stata, dopo la Svizzera, in Belgio, a Parigi in Francia e a Perth, Sidney e Brisbane in Australia tra luglio ed agosto. Dal 9 settembre, per due settimane, sarà ospite a Melbourne, sempre in Australia, presso il Museo dell’emigrazione. Quindi volerà a dicembre nell’Irlanda del Nord per poi approdare in America Latina e tornare ancora in Australia e Europa.

Un viaggio nel Risorgimento

“Firenze e la Toscana contribuirono in modo determinante alla formazione culturale della nascente Italia e lo fecero anzitutto attraverso la diffusione della lingua italiana – ricorda l’assessore regionale Riccardo Nencini – Alessandro Manzoni nel 1868 ammonì l’allora ministro dell’istruzione affinché in tutte le scuole si insegnasse “il toscano, ovvero l’italiano”. La mostra parla della Toscana, del Risorgimento e del ruolo centrale che la Toscana ebbe nella costruzione e modernizzazione della nazione fino al 1848 ed oltre. Una mostra agile ma densa di contenuti, curata dai professori Valentino Baldacci, presente all’evento di Roccastrada, e Cosimo Ceccuti, costruita su 21 pannelli facilmente ripiegabili e trasportabili tradotti anche in inglese e spagnolo, tutti alti due metri e larghi, con cronologie, immagini e didascalie scritte con linguaggio semplice e immediato. Una mostra in crescita anche, che nel corso di questi mesi si è arricchita di contributi video realizzati dalla Fondazione Sistema Toscana, che ha pescato negli archivi della Mediateca regionale e di altri enti.

Dai Lorena a Firenze capitale

La rassegna parte dai Lorena e dei Lorena si sottolineano la spinta riformatrice ma anche le contraddizioni: come quella di una dinastia che, anche se profondamente radicata nella tradizione toscana, era pur sempre un ramo della casa regnante nell’impero austriaco. Vengono ricordate le riforme nel campo agrario e del commercio, le bonifiche e lo sviluppo delle infrastrutture: prime fra tutte le strade e le ferrovie che furono realizzate, facendo della Toscana una regione all’avanguardia. Si parla anche della scuola e dell’educazione popolare, che fu al centro della riflessione e dell’attività di personaggi come Gino Capponi, Cosimo Ridolfi e Raffaello Lambruschini, e dei movimenti di opposizione di ispirazione carbonara e mazziniana. La seconda parte della mostra è dedicata agli anni dopo il 1848, con il progressivo emergere di una opposizione non solo di tendenza democratica e repubblicana ma formata dalla stessa classe dirigente liberale moderata, la trasformazione di Firenze negli anni in cui fu capitale, non senza qualche malumore per l’arrivo di trentamila piemontesi e gli affitti schizzati alle stelle, e alla questione appunto della lingua.

La rete dei Toscani nel mondo

Sono 110 i circoli e le associazioni di toscani all’estero che riuniscono in tutto il mondo 12 mila toscani e 558 famiglie, tra giovani ed adulti. Molti circoli esistono da parecchi anni, ancor prima di quando, nel 1977, l’allora sindaco di San Marcello Pistoiese, Mario Olla, si fece promotore di una legge per tentare di riannodare i tanti fili sparsi dei toscani emigrati all’estero. Iniziativa che diede vita alla Consulta dei toscani all’estero, operativa dall’anno successivo. Altre associazioni sono nate invece dopo ed anche di recente.

In particolare le associazioni di adulti sono 78. Contano tra i soci oltre 10 mila iscritti e 558 famiglie. Ma ai circoli si iscrive, come simpatizzante, anche chi toscano non è: e magari neppure italiano. Così hanno fatto in oltre cinquemila e 186 famiglie. I circoli di soli giovani sono invece 32 e contano 1384 soci di origine toscana ed altri 801 simpatizzanti. Questo almeno si rileva dall’ultimo censimento della Regione Toscana.

L’associazione più vecchia è quella di mutuo aiuto di Avellaneda in Argentina, che risale al 1927, seguita dal circolo dei toscani di Toronto in Canada, fondato nel 1966. Gli ultimi ad essere costituiti, due e tre anni fa, sono state l’associazione dei toscani nel mondo di Belo Horizonte in Brasile, l’associazione toscana di Aragua in Venezuela e l’associazione culturale toscana a Parigi. Tra i giovani il primato di circolo più anziano spetta al centro toscano argentino, fondato nel 1981, mentre l’ultimo nato, nel 2008, è il circolo dei giovani toscani di San Nicolas, sempre in Argentina. Il maggior numero di iscritti è argentino. Sono oltre il 34 per cento, più del doppio in percentuale dei toscani immigrati in quel paese. Un altro socio su quattro è brasiliano. Gli iscritti ai circoli del Nord America sono invece poco meno del 13 per cento: gli statunitensi il doppio dei canadesi. Quasi il 10 per cento vive in Europa e un altro 7,89% in Australia.

In Africa, dove le associazioni sono appena tre (tutte in Sudafrica), i soci toscani sono 190, ovvero l’1,20 per cento degli iscritti ai 110 circoli. Non ci sono associazioni di toscani nel mondo in Asia. (Walter Fortini-Inform)

 


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