INFORM - N. 162 - 5 settembre 2011


PARTITI

Sabato 3 settembre, alla Festa democratica dell’Informazione a Firenze

Tavola rotonda su Rai Internazionale e l’informazione rivolta agli italiani all’estero

Una riflessione sulla funzione del servizio pubblico all’estero con Eugenio Marino, responsabile per il Pd per gli italiani nel mondo, i parlamentari Micheloni (Pd) e Picchi (Pdl) e il direttore Daniele Renzoni. Morri (capogruppo Pd in Commissione di vigilanza Rai): “Compito della politica è immaginare un diverso quadro d’azione per il miglioramento effettivo del servizio”

 

FIRENZE – Alla Festa democratica nazionale dell’Informazione, in corso a Firenze sino al prossimo 12 settembre, si è discusso sabato 3 anche di Rai Internazionale e dell’informazione fornita ai connazionali all’estero. Sono intervenuti al dibattito, introdotto dal responsabile Pd per gli italiani nel mondo Eugenio Marino, il direttore di Rai Internazionale, Daniele Renzoni, il giornalista Rai Michele Mezza, il senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa Claudio Micheloni, Guglielmo Picchi, deputato eletto per il Pdl nella ripartizione Europa – intervenuto al posto di Marco Zacchera, presidente del Comitato sugli italiani all’estero della Camera – e Fabrizio Morri, capogruppo Pd alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai.

Un tema, quello di Rai Internazionale, che sta molto a cuore agli italiani all’estero, il cui auspicio è poter mantenere un filo diretto con la terra di origine, anche attraverso i programmi trasmessi dalla rete e l’accesso ad uno spaccato dell’Italia attuale con le principali informazioni su argomenti di loro interesse, su politica ed attualità, indispensabili per esercitare in particolare il diritto di voto. Nel venire incontro a queste richieste, la rete televisiva deve vedersela con un’utenza molto diversificata, visto il numero e le caratteristiche delle collettività, e con la rapida trasformazione del sistema dei media, che ha visto negli ultimi anni affiancarsi tv, radio e offerta web.

Eugenio Marino evidenzia la complessità del servizio all’estero e richiama le numerose segnalazioni di connazionali non soddisfatti della programmazione, segnalazioni “che ci provengono nonostante nel corso degli anni si siano succedute diverse direzioni” e che attestano come nel complesso “la Rai pecchi di una incapacità nella valorizzazione del servizio internazionale”. Il responsabile del Pd per gli italiani nel mondo auspica dunque che il confronto possa servire per l’elaborazione di un “piano di rilancio serio” di Rai Internazionale, un “piano editoriale innovativo e coraggioso che possa garantirsi risorse adeguate” e un’adeguata distribuzione a livello globale. Per giungere a questo obiettivo risulta necessario un chiarimento sulla mission del canale, che “oltre all’utenza di connazionali all’estero dovrebbe guardare anche a tutti coloro che amano il nostro Paese e che intendono avvicinarsi ad esso, alle sue bellezze, alla sua lingua e cultura”.

Michele Mezza ribadisce come “la missione internazionale del servizio pubblico sia tra le linee strategiche dell’azienda, presidio pubblico che deve operare per diffondere all’estero l’immagine del nostro Paese”. “E’ necessario stabilire quindi a chi parliamo e perché – ha sottolineato il giornalista Rai, rilevando come la maggioranza dei connazionali residenti all’estero abbia caratteristiche “nomadi”, svolga spesso attività imprenditoriale e quindi sia fortemente interessata al ritorno di immagine che una maggiore conoscenza dell’Italia data da una più oculata programmazione televisiva potrebbe produrre. Mezza auspica inoltre un più stretto coinvolgimento delle singole realtà territoriali nella ridefinizione delle trasmissioni e un ripensamento dell’utilizzo del web, “che dovrebbe essere considerato una fabbrica di contenuti – precisa - piuttosto che una vetrina”.

“Informare il mondo dell’emigrazione italiana all’estero – afferma Claudio Micheloni – è solo uno dei compiti di Rai Internazionale. Completano la sua funzione l’informazione di ritorno, su cui riconosco siano stati fatti alcuni passi avanti in questi ultimi anni, e la missione a mio avviso più importante, ossia la promozione dell’Italia all’estero”. Promozione la cui efficacia potrebbe migliorare se fosse prevista una programmazione in più lingue, oltre l’italiano, “dal momento che oltre la metà degli italiani residenti fuori dei confini nazionali sono nati all’estero. In questo caso è essenziale far maturare l’interesse per l’Italia – prosegue Micheloni, – mentre oggi Rai Internazionale sembra soffrire della medesima visione provinciale di cui soffre la politica italiana”. Per il parlamentare democratico dovrebbe essere in primo luogo la politica a riflettere su quale messaggio comunicare all’estero, “ma se oggi non si riesce a definire un progetto unitario per il Paese, come possiamo accordarci su cosa comunicare all’estero? – si chiede Micheloni, augurandosi una ripresa del confronto sul tema, alla ricerca di risposte condivise, “guardando al di là degli interessi particolari”.

Anche Guglielmo Picchi parla della necessità di “ridisegnare l’offerta di Rai Internazionale”, “non limitandosi al solo utilizzo della lingua italiana” e insistendo sulla necessità di razionalizzare l’uso delle risorse disponibili. “E’ difficile comprendere funzioni e ragioni di tutte queste strutture, come Rai World, Rai Med, Rai Corporation, per esempio, ma il problema di fondo è a mio avviso la governance della Rai: una volta migliorate e rese più trasparenti le regole di gestione, - conclude Picchi, – sono convinto che anche le risorse potrebbero essere trovate”.

Daniele Renzoni concorda sulla necessità di un canale che parli di Italia all’estero in lingua inglese, tuttavia precisa che la convenzione stipulata con il governo per il servizio pubblico di Rai Internazionale richiede l’utilizzo della lingua italiana. “Per venire incontro ad esigenze avanzate anche nel corso di questo dibattito, abbiamo provveduto a sottotitolare in inglese o spagnolo alcuni programmi – ha affermato Renzoni, segnalando che per fare di Rai Internazionale il canale internazionale della Rai sia quanto mai necessario un ripensamento globale dell’offerta e dei termini della convenzione. Il direttore si è soffermato inoltre sulle scelte di palinsesto, chiarendo come i programmi vengano selezionati in base all’audience ottenuta in Italia e segnalando come da ottobre, mese in cui riprenderà la programmazione, è previsto un aumento dei notiziari trasmessi, che passeranno da 5 ad 8 edizioni giornaliere. Per quanto riguarda invece la scelta degli orari delle trasmissioni, egli ha chiarito come sia il distributore estero che acquisisce il segnale a decidere l’orario di messa in onda. Renzoni è consapevole che sia necessario fare di più: “per il servizio internazionale che voi stessi proponete va immaginata una rete che abbia le dimensioni della Bbc inglese, che non si limiti a trasmettere la programmazione nazionale”. Uno sforzo che, vista la situazione di crisi economica attuale, sembra però ancora più difficile da immaginare.

Nel corso del dibattito sono intervenuti alcuni direttori di testate italiane all’estero, richiamando alcune perplessità sulla programmazione della rete, segnalate anche dai lettori: Gian Luigi Ferretti, direttore de “L’Italiano”, ha sottolineato la necessità di un rinnovo dei termini della convenzione stipulata con il governo; Mimmo Porpiglia, direttore di “Gente d’Italia”, ha sollevato perplessità sulla recente chiusura della sede di Rai Internazionale a Montevideo; Ricky Filosa, direttore di “Italia chiama Italia”, ha auspicato una più attenta valutazione di ciò che il pubblico della rete televisiva vorrebbe vedere all’estero.

“La crisi potrebbe risultare un’occasione di trasformazione e cambiamento per Rai Internazionale – ha detto Fabrizio Morri, concordando sul fatto che la rete debba considerare interlocutori sia la componente più tradizionale dell’emigrazione italiana, che le generazioni nate all’estero e più in generale il pubblico interessato all’Italia. “Renzoni ci ha ben spiegato quale sia la cornice entro cui Rai Internazionale articola la sua attività. Compito della politica è immaginare e preparare un diverso quadro d’azione, che consenta il miglioramento effettivo del servizio, tenendo presenti tutti gli aspetti sin qui menzionati”. Per Morri è necessario dunque “porre la questione della missione internazionale della Rai in Commissione di vigilanza e verificare la possibilità di introdurre cambiamenti in un quadro di ridefinizione complessiva del sistema radio-televisivo pubblico nazionale”. Per l’esponente democratico sarebbe importante coinvolgere anche la Conferenza Stato Regioni nella discussione, affinché anche gli enti territoriali risultino coinvolti nella promozione dell’intero sistema Italia all’estero. (Viviana Pansa – Inform)

 


Vai a: