LIBIA
Frattini, L’Italia alla Conferenza internazionale
di Parigi per confermare gli impegni presi
ROMA
- "A Parigi andiamo in primo luogo a confermare l'impegno della Comunità
internazionale" verso la Libia,
già espresso nelle riunioni del Gruppo di contatto. E' quanto sottolinea il ministro
degli Esteri Franco Frattini ricordando le priorità immediate quali "sbloccare
fondi e riaprire le ambasciate al più presto". E proprio nell'ottica dei
rapporti con una Libia libera post-Gheddafi, il ministro ha auspicato che vi sia
in ambito Onu "una iniziativa a sostegno di risoluzioni che consentano di
tornare indietro sulle sanzioni". L’Italia, dunque, arriva a Parigi con due
conferme sugli impegni presi in Libia e per i libici. La riapertura dell'Ambasciata
a Tripoli e un immediato potenziamento dei fondi sbloccati in aiuti per la popolazione
che, dai 350 milioni già annunciati la scorsa settimana, sono passati oggi a 500
milioni. Sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a illustrare il contributo
italiano.
Frattini,
in un intervento sul quotidiano americano ‘’Wall Street Journal’’ ha proposto
che l’Unione Europea nomini un ambasciatore comune in Libia che possa coordinare
gli sforzi dei paesi europei per sostenere la costruzione delle nuove istituzioni
democratiche. Secondo Frattini "l'Ue dovrebbe anche fare un grosso sforzo
nel sostenere il processo di costruzione delle istituzioni in Libia e nominare
un ambasciatore/capo delegazione che possa effettivamente coordinare gli sforzi
europei sul campo". Per il ministro "una transizione di successo verso
la democrazia richiederà sia assistenza internazionale di lungo termine nel costruire
istituzioni funzionanti, sia un enorme sforzo nell'addestramento di forze di sicurezza,
quadri della pubblica amministrazione e manager d'affari". "La comunità
internazionale - ha aggiunto Frattini - deve evitare di adottare un atteggiamento
paternalistico verso la Libia.
Il futuro politico del paese può e deve essere deciso solo dal
popolo libico. Questo è vero anche quando si arriva al punto cruciale della sicurezza.
I termini di una limitata presenza internazionale nell'immediato post-Gheddafi
devono essere considerati insieme e con la piena partecipazione del Consiglio
nazionale di transizione (Cnt)’’. (Inform)
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