ITALIANI ALL’ESTERO
Lettura della
Bibbia in friulano: consegnati a Udine attestati a giovani lettori argentini
di origine friulana
UDINE - Bibbia
in friulano: a Udine nell’aprile scorso, la lettura non stop per iniziativa
dell’ARLeF – Agjenzie Regjonâl
pe lenghe furlane (v. Inform http://www.mclink.it/com/inform/art/11n04235.htm
)
Un evento che
ha visto anche la partecipazione di alcuni friulani di 4° e 5° generazione (la
loro età va dai 16 ai 52 anni), appartenenti al Circolo ALEF di Colonia Caroya (città fondata da friulani nel 1878, nella provincia
argentina di Cordoba), i quali hanno letto il libro di Zaccaria, in cui si parla
di lontananza dalla Patria.
“I lettori argentini,
molto attivi nel mantenimento del legame con il Friuli e desiderosi di parlare
e di praticare di più la marilenghe, in qualche modo
hanno rappresentato con la loro presenza “in differita” le migliaia di friulani
all’estero che in quei giorni hanno seguito l’evento in streaming” sottolinea
l’Arlef. La lettura è stata registrata in 5 chiese
storiche della zona di appartenenza in terra argentina e messa in onda nell’Oratorio
della Purità nel cuore della notte (verso le 3) prima dell’alba dell’8 aprile.
“Tale adesione è segno che l’attaccamento alla propria Patria d’origine non
ha limiti d’età e di tempo”.
In occasione
della visita degli stessi argentini in Friuli per partecipare al Festival dei
Cuori di Tarcento – una loro esibizione è in programma
anche sabato sera a Gemona - l’Arlef, grazie anche all’interessamento della scrittrice Giacomina De Michieli, ha colto
l’opportunità di incontrarli di persona e ringraziarli per la loro partecipazione
alla lettura, consegnando loro, ieri 25 agosto, gli attestati, così come è stato
fatto, subito dopo il servizio, per tutti i lettori.
Erano presenti
due lettori in rappresentanza degli 8 che si sono prestati alla lettura del
testo: Diego Bovo, di 33 anni, agricoltore e fiero
di aver imparato la sua lingua d’origine direttamente dai suoi avi. Lui infatti
rappresenta la 5a generazione e i suoi avi furono i fondatori della città di
Colonia Caroya . Marcos Goy, 18enne e studente di legge, friulano di 4a generazione
– i suoi avi arrivarono in Argentina dopo la Prima Guerra Mondiale, ha voluto
iscriversi in Argentina addirittura ad un corso di friulano al fine di impararlo
al meglio.
“Senza la vostra
partecipazione sarebbe mancato qualcosa all’evento! È stata fondamentale, quasi
naturale e fisiologica, il tassello necessario per far sì che questa straordinaria
iniziativa andasse a buon fine!” ha voluto sottolineare il presidente dell’Arlef,
Lorenzo Zanon.
Christian Romanin, consigliere dell’Arlef,
ha specificato che la partecipazione alla lettura degli argentini “è stata fondamentale
proprio perché ha rappresentato l’intero Friuli presente in tutto il mondo.
Avete rappresentato i nostri compatrioti all’estero. E per questo è importante
ringraziare chi ha permesso che questo avvenga: il regista Claudio Roya e Luca Peresson.”
“Durante l’incontro è emersa – sottolinea l’Arlef - la volontà e soprattutto la forte necessità di favorire ancor di più i legami tra la Piccola Patria e ifriulani all’estero che sono ben 4 milioni in tutto il mondo (di cui 8000 a Colonia Caroya). Questo perché, come hanno dimostrato i due giovani argentini-friulani, la voglia di continuità è tanta: il desiderio di non perdere le proprie radici è evidente. Sarebbero perciò necessarie più iniziative simili, maggiori fondi a sostegno di corsi di friulano per esempio, oppure maggiori possibilità di scambi culturali. Perché il Friulano è un lingua che può essere persino utilizzata negli scambi economici e la nuova generazione friulana all’esterno che è favorevole ad impararlo è da sfruttare positivamente in questa direzione”. (Inform)