INFORM - N. 155 - 25 agosto 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Abruzzo: proposta di legge dei Verdi per abolire il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo

Walter Caporale: “Cram, organismo pletorico e autoreferenziale”. La replica di Franco Santellocco: “Non buttare via il bimbo con l’acqua. Potenziare il Cram con il reale coinvolgimento delle Associazioni abruzzesi nel mondo”

 

Abruzzo: poco prima di Ferragosto il capogruppo regionale dei Verdi Walter Caporale ha presentato una proposta di legge per abolire il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo (Cram). Il Cram, secondo Caporale, è “un organismo pletorico e autoreferenziale”. “In attuazione dei principi di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, nell'ultimo periodo la Regione Abruzzo ha soppresso diversi Enti regionali. La mia proposta di legge di modifica della L.R. n. 47/2004 (Disciplina delle relazioni tra la Regione Abruzzo e le Comunità di Abruzzesi nel Mondo) vuole concorrere al raggiungimento di tali obiettivi sopprimendo il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo previsto dagli articoli del Titolo III della L.R. n. 47/2004” ha spiegato Caporale. Secondo cui “questo organismo immaginato per coordinare una politica complessiva per gli abruzzesi nel mondo, in un periodo di crisi finanziaria strutturale della Regione aggravato dagli effetti di una recessione mondiale che rischia di scaraventarci in un nuovo 1929, ha da programmare, studiare, formulare ben poche attività e iniziative a favore degli emigrati. Si tratta, peraltro, di un organismo pletorico. E' infatti composto da 3 consiglieri regionali, da 30 emigrati residenti stabilmente all'estero, da 7 rappresentanti di Associazione a carattere nazionale, da 4 rappresentanti dei patronati, da un rappresentante dell'ANCI, da uno delle Province (UPI), da uno delle agoniche Comunità montane e, infine, da 4 rappresentanti dei Sindacati abruzzesi, per un totale di ben 52 componenti. Non a caso le spese per i rimborsi e le indennità (spese di viaggio, trattamento di missione, noleggi di mezzi ecc.) assorbono oltre un terzo delle somme stanziate dalla Regione per le politiche del settore. Così è stato ad esempio nel 2007 e poi nel 2009. “Allora – ha aggiunto Caporale - non è difficile prevedere che in anni di crisi questo rapporto tenderà a peggiorare ulteriormente a danno delle risorse per interventi in favore degli abruzzesi emigrati all'estero e dei contributi per situazioni di particolare bisogno o indigenza. Per questo propongo di riversare le somma stanziate nel capitolo di spesa relativo ai rimborsi ed indennità ai componenti del Cram sui capitoli per gli interventi veri a favore dei cittadini abruzzesi emigrati”.

Al consigliere dei Verdi Walter Caporale replica ora Franco Santellocco, che del Cram è vice presidente.  “Ridurre i costi della politica – scrive in un articolo Santellocco - è la richiesta pressante che gli italiani “indignati” rivolgono con forza ai loro rappresentanti eletti. A fronte di questa sacrosanta rivendicazione la risposta dei politici ai tagli lineari imposti dalla manovra finanziaria presentata dal governo appare inverosimile, per l’indifferenza che essi mostrano nei confronti degli elettori.

Di riduzione delle scorte, dei viaggi gratuiti, delle prebende, delle segreterie, degli infiniti vantaggi che la cosiddetta “casta” ha creato per sé in lunghi anni di potere non si parla, mentre la parola d’ordine appare “La manovra ci costringerà a ridurre i servizi ai cittadini”.

I cittadini – prosegue Santellocco - sono certamente disponibili a subire sacrifici nel difficile frangente che sta correndo l’economia nazionale, ma pretendono, ripeto pretendono, che analoghi sacrifici siano condivisi, in proporzione anche maggiore, da chi si candida a rappresentarli e nei discorsi elettorali, ma purtroppo solo in quelli, si di chiara al servizio degli elettori.

Vi sono degli elettori di tipo particolare, troppo a lungo e troppo spesso considerati cittadini di serie B, sono gli elettori residenti all’estero. Di abruzzesi è ricco il mondo e la parola ricco, in questa circostanza, è usata a ragion veduta. Hanno arricchito il mondo con la loro laboriosità, con la volontà, con la caparbietà e la forza di carattere propria delle genti di Abruzzo.

Quando lavoravano nelle miniere belghe, e vi morivano, ed il governo italiano riceveva 50 quintali di carbone per ogni minatore emigrato, tanto utili per la ricostruzione dopo il disastro della guerra, quando inviavano sotto forma di rimesse la loro paga alle famiglie, contribuendo al miracolo economico italiano, nessuno si è mai preoccupato di loro.

Ora – prosegue Santellocco - è arrivato il momento dei sacrifici ed è giusto che ad essi partecipino anche gli abruzzesi all’estero, non ne hanno fatti a sufficienza, si deve essere detto il consigliere regionale verde Walter Caporale.  Quando un neonato fa la cacca lo si lava e si butta l’acqua. Il suddetto consigliere ha pensato, invece, che proponendo di buttare il bambino il problema sarebbe stato risolto in maniera definitiva.

Aboliamo il CRAM è la sua proposta, cioè l’unico organismo regionale che dà voce agli abruzzesi emigrati, quelli che hanno atteso per decenni di essere ascoltati e che forse ora hanno trovato il modo di farsi sentire.

L’organismo è pletorico, certamente, ma non sono gli abruzzesi nel mondo ad aver richiesto 51 poltrone, ma gli abruzzesi in Italia o meglio i rappresentanti politici degli abruzzesi in Italia ad aver voluto questa pletora di poltrone.

Un assessore opportunamente delegato dal presidente della Regione, che dà l’indirizzo politico, così come previsto dalla legge, un vicepresidente vicario elettivo, operativo, una componente numerica territorialmente rappresentativa scelta dalle Associazioni degli Abruzzesi, una razionale ed essenziale segreteria presso gli uffici della Regione: ecco un esempio di Organismo snello, rappresentativo degli interessi e delle aspettative dei corregionali, politicamente guidato ed operativamente autonomo.

Naturalmente coinvolgendo l’Organismo CRAM in ogni azione politico-sociale-economica, comunque orientata a favore della nostra comunità all’estero in quanto tale; ma anche per provvedimenti singoli per specifici riconoscimenti istituzionali.

Consigliere Caporale non c’è alcun bisogno di buttare il bimbo con l’acqua sporca, di gettare di nuovo nell’oblio decine di migliaia di abruzzesi, di togliere loro ogni capacità di rappresentanza, basta convincere i suoi colleghi politici in Italia a rinunciare, loro, alle poltrone e di lasciare agli abruzzesi all’estero la capacità di esprimersi. Rifletta consigliere Caporale, prima di buttare il bimbo” conclude Franco Santellocco. ( Inform )

 


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