EVENTI
Martedì
16 agosto nei pressi di Vermiglio, in Val di Sole lo spettacolo "L'estremo
confine"
A Forte Strino memorie di guerra
TRENTO - L’edizione
2011 della rassegna “Storie a Memoria – Castelli e forti, palazzi e antiche
chiese del Trentino” – organizzata dall’assessorato alla Cultura, Rapporti europei
e Cooperazione della Provincia autonoma di Trento e dal Centro Servizi Culturali
Santa Chiara in collaborazione con il Museo Castello del Buonconsiglio e
Lo spettacolo,
a carattere storico, è un viaggio nella storia di un territorio che ha sempre
vissuto una condizione di marginalità e di confine. Lo storico Marcello Serra
ricorda al riguardo che il collegamento con
Fu negli ultimi anni del XIX secolo che la monarchia asburgica cominciò a prendere in considerazione la necessità di impostare un sistema difensivo lungo il confine meridionale dell’Impero che, con il Trentino, costituiva un vero e proprio cuneo nella zona italiana a ridosso delle Alpi. Nella zona del Tonale furono costruite alcune fortificazioni disposte “ a tenaglia” per contrastare, con il tiro incrociato delle artiglierie, una eventuale avanzata, dalla Valle Canonica, delle armate italiane.
L’Italia che, allo scoppio della prima guerra mondiale, aveva, in un primo tempo mantenuto un atteggiamento di neutralità, nel maggio 1915 dichiarò guerra all’Austria-Ungheria. L'entrata in guerra del Regno d'Italia portò i combattenti sulle montagne sovrastanti Vermiglio. A differenza dei precedenti conflitti, in questa guerra i combattimenti non si concentrarono sul valico del Tonale, ma si allargarono a macchia d'olio sulle cime circostanti, in osservanza a quella regola tattica, non sempre efficace come si credeva, che imponeva di impadronirsi delle alture prima di avanzare nel fondovalle. Torrione Albiolo, Castellaccio, cima Presena, cima Lago Scuro, cima Zigolon (ribattezzata dagli alpini «sgualdrina» perché passava continuamente dalle loro mani a quelle degli austriaci), cima Busazza, Monticelli, sono nomi che si scolpirono nell'immaginario popolare per le battaglie combattute su queste cime.
Come in tutti gli eventi bellici, pesante fu il tributo imposto ai civili; la militarizzazione del territorio, le azioni di guerra e la povertà della popolazione determinarono l'evacuazione forzata e totale dei vermigliani. Furono deportati a Mitterndorf, vicino a Vienna, dove era stato costruito un campo profughi per gli sfollati trentini. Le precarie condizioni igieniche, sanitarie e alimentari favorirono il dilagare di malattie infettive. Per la drammaticità delle loro condizioni i profughi vermigliani furono lasciati tornare in Trentino (ma non a Vermiglio) nel 1917 e poterono rientrare nel loro paese solo a guerra finita. Incendi, bombardamenti e saccheggi avevano ridotto l'abitato a uno scheletro: alle miserie della guerra seguirono quelle di una ricostruzione lunga e faticosa.
Il racconto delle
vicende belliche sarà affidato agli attori Giuliana Germani, Andrea Franzoi,
Mauro Gaddo e Bruno Vanzo della “Compagnia delle Arti”. Il fisarmonicista Stefano
Bragagna garantirà il commento sonoro. (