INFORM - N. 154 - 10 agosto 2011


MARCINELLE

In Emilia Romagna dopo 55 anni il ricordo è vivo e doloroso: cinque i corregionali caduti

 

BOLOGNA - Quest’anno ricorrono i cinquantacinque anni dalla tragedia mineraria avvenuta a Marcinelle in Belgio che costò la vita a 262 persone tra cui cinque emiliano-romagnoli: Giuseppe Geti di Prignano (Modena), Lino Gherardini e Adolfo Mazzieri di Pavullo (Modena); il bolognese Roberto Vitali, nativo di Pietracolora di Gaggio Montano e il forlivese Terzo Galinucci.

Alle 136 vittime italiane venne conferita la medaglia d’oro al Merito civile alla memoria, in occasione del cinquantesimo anniversario. Ricevettero l´onorificenza i familiari di Adolfo Mazzieri a Pavullo; i figli di Roberto Vitali, a Pietracolora di Gaggio Montano; il Comune di Prignano per Giuseppe Geti; i parenti tuttora residenti in Belgio di Lino Ghermandi di Pavullo; i parenti di Terzo Galinucci.

Il ricordo ancora vivissimo del tragico incidente nella miniera di carbone belga, motiva numerose iniziative di commemorazione, sia in Italia che in Belgio e nei Paesi dove vivono comunità italiane.

Il disastro - si ricorda nel sito degli Emiliano Romagnoli nel Mondo - ebbe origine da un rogo causato da errore umano, quando, alle ore 10,40 dell´8 agosto 1956, a 900 metri di profondità, si sprigionò un gas letale per le 262 vittime di 12 diverse nazionalità. Fu la più grande tragedia sul lavoro nella storia dell’emigrazione. Ad essa vengono dedicate diverse pagine della ricerca storica sull’emigrazione modenese in Belgio, di Antonio Canovi, che lavora con prof. Bertuccelli dell’Università di Modena. Il volume, pubblicato nel 2010 con il contributo regionale, sarà nel 2011 divulgato su dvd. (Inform)

 


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