INFORM - N. 153 - 9 agosto 2011


SINDACATI

Lo Spi Cgil sulle misure anticrisi allo studio del Governo

Pedretti “E’inaccettabile che siano ancora i pensionati e gli anziani a pagare il prezzo più alto”

 

ROMA - “Riguardo le misure proposte per raggiungere il pareggio di bilancio è inaccettabile che siano ancora i pensionati a pagare il prezzo più alto della crisi”. Lo afferma in una nota il segretario nazionale dello Spi Cgil Ivan Pedretti che critica il Governo per come sta affrontando questa difficile situazione economica. “Sulla previdenza – continua Pedretti - sono state già effettuate tutte le riforme possibili, è impensabile toccare gli assegni di riversibilità, aumentare senza gradualità l’innalzamento dell’età pensionabile. Non possono essere i ceti medi e medio bassi ad essere continuamente vessati da provvedimenti iniqui e ingiusti.  A chi ci chiede la pace sociale, responsabilità e severità dei comportamenti, rispondiamo che si cominci da loro, dai loro sprechi, quelli del Governo, dei dirigenti di tante aziende pubbliche, di tanti politici ed amministratori pubblici sia nazionali che locali.

Ogni persona che ci governa – precisa Pedretti - sia esso presidente della provincia, consigliere regionale o governatore regionale ,oppure dirigente di un’azienda sanitaria piuttosto che dirigente di una società municipale e tanti altri che incontriamo quotidianamente sulla nostra strada, hanno stipendi almeno a dir poco 5-10 volte superiori ad una bella pensione di 1000 euro,  figurarsi rispetto alla media delle pensioni italiane che sono  di 560 euro”.

“E’ ora che  si metta mano – conclude Pedretti  che per il bene dell’Italia chiede le dimissioni dell’attuale Governo - ad una riforma fiscale  equa che faccia pagare di più a chi ha redditi alti e patrimoni consistenti  e che permetta a chi vive di pensione una vita dignitosa. Occorre alzare  il prelievo sulle rendite finanziare al pari delle misure già adottate negli altri Stati europei. Lavoratori e pensionati debbono rimanere fuori da ulteriori tagli.  In un momento di crisi bisogna che chi possiede maggiori risorse contribuisca in maniera proporzionata a rilanciare la produttività e a salvare il Paese”. (Inform)  

 


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