ITALIANI ALL’ESTERO
Dal
Corriere Canadese Online
Marcinelle, una ferita aperta
Bonastella: la sicurezza dei lavoratori
deve essere una priorità
TORONTO -. Era la mattina dell’8 agosto 1956, quando un terribile incidente in una miniera di carbone a Marcinelle, nei pressi di Charleroi in Belgio causò la morte di 262 minatori. La maggior parte di essi, 136, erano italiani emigrati in Belgio.
Sono tutti morti
a
«Dobbiamo imparare anche da questi eventi dolorosi, e capire che la sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità» afferma Orlando Buonastella dell’Injured Workers Consultants di Toronto, ricordando che tragedie del genere possono essere prevenute. «Quella di Marcinelle è una vera e propria tragedia dell’emigrazione, e a distanza di 55 anni c’è ancora molto lavoro da fare sia per quanto riguarda la sicurezza sul posto di lavoro, che l’assistenza per coloro che subiscono infortuni».
Proprio per questo
la strage di Marcinelle è commemorata ogni anno in tutto il mondo dalle comunità
di emigrati italiani, la cui storia ricalca quella dei minatori morti in Belgio,
che hanno lasciato il Paese in cerca di un futuro migliore, pronti a lavorare
duro.
«Ricordare il passato è importante se lo si fa in modo costruttivo - prosegue
Buonastella - I lavoratori costituiscono la base della nostra società, e la
loro sicurezza non può che essere una priorità».
Con questo spirito
saranno in migliaia coloro che lunedì mattina prenderanno parte alla commemorazione
in Belgio, proprio in quella miniera - Bois du Cazier - trasformata oggi in
museo, ed il rintocco della campana Maria Mater Orphanorum ricorderà le 262
vittime.
La comunità italiana di Toronto, guidata dal Comites e dal Congresso Nazionale
Italo-Canadese, distretto di Toronto, hanno organizzato come ogni anno la commemorazione
presso il Monumento dei Caduti sul Lavoro sito al Woodbridge Memorial Arena
(Islington & Autostrada 7) con inizio alle 7 pm.
«La comunità canadese
è particolarmente sensibile a questo tipo di problematiche - spiega Buonastella,
ricordando l’enorme contributo che gli emigrati italiani hanno fornito a tutta
la provincia dell’Ontario, pagando spesso un prezzo troppo alto - Ancora oggi
il 30% della forza lavoro della provincia non è coperto da nessun tipo di assicurazione
contro incidenti o infortuni sul posto di lavoro. I sindacati coprono meno lavoratori,
il lavoro nero è in crescita, e il momento economico che stiamo vivendo mira
sempre più alla perdita di ogni tipo di sicurezza e diritto basilare. Sembra
quasi che il sistema non si voglia prendere cura di coloro che lavorano, visto
che l’intera macchina si muove solo una volta che gli incidenti sono già successi,
e i lavoratori sono infortunati. E anche quando si muove, le cose non funzionano
come dovrebbero». La speranza è dunque che la commemorazione della strage di
Marcinelle non sia «un ricordo astratto, ma diventi un impegno concreto per
azioni presenti e future». (Elena Serra-Corriere Canadese Online/