EVENTI
Dal primo
Santuario dedicato a Giovanni Paolo II, alla Perdonanza
Il mese
di agosto, all’Aquila, nel segno di due Pontefici santi: Celestino V e papa
Wojtyla
L’AQUILA
– San Pietro della Jenca è un piccolo borgo ameno e pittoresco su un colle dei
tanti che arrancano sul costone occidentale della catena del Gran Sasso d’Italia.
Da un lato, in basso, il borgo di basse casette in pietra guarda la valle del
Vasto dove scorrono le acque del Raiale, dall’altro svettano Pizzo Cefalone,
Monte Portella e, più indietro, Monte Corvo, Pizzo Intermesoli, Corno Piccolo
e Corno Grande. Insomma, davvero un bel vedere, un tempio della natura che aiuta
ad elevare lo spirito. Un luogo dove San Franco, un monaco di queste parti vissuto
nel primo secolo dopo il Mille, lasciato il monastero benedettino di San Giovanni
Battista in Lucoli si scelse qui il suo eremo, a mezza costa, laddove sgorgano
le acque che ora portano il suo nome e che alimentano il garrulo ruscello lungo
la valle verde di olmi, faggi, carpini e ontani.
Il
villaggio di San Pietro della Jenca sorge intorno all’omonima chiesetta medioevale.
In un suo contributo ne annota bene la storia Antonio Angelini in Una stele per il Papa a San Pietro della Jenca
(L’Aquila, GTE, 1999), ricordando come fu l’imperatore Ottone, nel diploma emanato
nel 956 mentre era in visita ad Aveia, a parlare per la prima volta del luogo
- “Rotilianus simul cum toto Guasto ubi
sunt… ad locum qui dicitur Vadus…alie petie de terra Adselici que tendunt usque
supra Paganicam et usque in supradictum Vadum” - senza tuttavia citare il
villaggio di San Pietro che, forse, all’epoca non era ancora edificato o non
aveva ancora una dignità per essere citato in un documento ufficiale. Compare,
invece, nella Bolla che papa Alessandro III il 24 settembre 1178 indirizzava
al Vescovo di Forcona per richiamare le località sottoposte alla giurisdizione
episcopale forconese. Tra queste, appunto “Ecclesiam S. Marie de Guasto, cum hominibus,
et tenimentis suis. Ecclesiam S. Petro de Guasto cum hominibus, et tenimentis
suis. Ecclesiam S. Nicola de Genca cum possessionibus suis”. La menzione
di San Pietro del Vasto non può che riferirsi a San Pietro della Jenca, non
avendo il minuscolo agglomerato rurale del Vasto potuto comprendere, oltre alla
chiesetta di Santa Maria, anche un altro tempio. E del resto - annota l’Angelini,
“…anche alla luce di altri documenti probanti,
sussistono ottime ragioni per protendere verso l’ipotesi dell’esistenza, già
nel 1178, dell’esistenza di San Pietro”.
Fatto gli è che quando nel 1254 venne fondata L’Aquila,
Guasto, Genca, San Pietro, Assergi, Camarda e Filetto furono tra i castelli
fondatori della nuova città fortificata, appartenenti al Quarto di Santa Maria
Paganica, confermando peraltro che il nome del villaggio fosse dedicato a San
Pietro Apostolo, non potendo essere altrimenti S. Pietro Celestino, ipotesi
da taluni avanzata, essendo papa Celestino V stato elevato alla gloria degli
altari solo nel 1313. E d’altronde lo stemma stesso del borgo, due chiavi incrociate,
richiama l’insegna vaticana, con evidente riferimento al primo vicario di Cristo.
Nel
Il villaggio rurale di San Pietro della Jenca, è rimasto
nei secoli successivi residenza estiva per contadini e pastori di Camarda, impegnati
nel lavoro dei campi o sui pascoli circostanti, anche se negli anni più recenti
si erano avviati graduali restauri al patrimonio architettonico per iniziativa
dei proprietari, ma anche sulla spinta dell’attenzione che Pasquale Corriere,
il più longevo consigliere comunale dell’Aquila, porta per quel grazioso borgo.
Fin quando a San Pietro della Jenca, nella bella chiesetta medioevale, il 29
dicembre 1995 papa Giovanni Paolo II, in una delle sue numerosissime e segrete
escursioni sul Gran Sasso, non vi sostò raccolto in prfeghiera. Poi ancora altre
volte. Da quel momento quel luogo sacro è diventato molto caro agli aquilani,
man mano caro a tanti appassionati della montagna e ai visitatori che lo raggiungono
da ogni angolo d’Italia e talvolta dall’estero, quasi in pellegrinaggio, già
da quando papa Wojtyla era ancora in vita. Ma sopra tutto è diventato un luogo
dell’affetto e della devozione verso il papa “santo subito” dal 2 aprile 2005,
dal giorno in cui il più carismatico dei pontefici è volato al cielo. Il primo
maggio 2011, Roma piena di pellegrini da tutto il mondo, con una commovente
cerimonia Benedetto XVI ha di
Nella sua lettera del 18 maggio 2011, per l’inaugurazione
del Santuario, il Cardinale Stanislao Dziwisz, Arcivescovo metropolita di Cracovia,
che di papa Wojtyla fu segretario, scrive: “ … vorrei salutare cordialmente le Autorità ecclesiastiche
e civili dell’Aquila e tutti i presenti, radunati nella chiesa di San Pietro
della Jenca, nel giorno della solenne dedicazione del Santuario al Beato Giovanni
Paolo II. Insieme con voi ringrazio Dio onnipotente per il giorno della nascita
di Karol Giuseppe Wojtyla, il secondo figlio di Karol ed Emilia Wojtyla. Ringrazio
il Signore della vita per il giorno 18 maggio 1920, il quale negli impenetrabili
disegni di Dio fu il giorno della sua nascita per Dio, per
Ormai
da anni singoli pellegrini e gruppi organizzati fanno sempre più di San Pietro
della Jenca una delle tappe “wojtyliane”. La testimonianza di questo flusso
crescente di devozione è testimoniata nei voluminosi registri che raccolgono
i nomi dei visitatori, le richieste di grazie e le emozioni provate il quel
luogo suggestivo, nel quale si avverte la presenza spirituale d’un papa santo
particolarmente amato dai fedeli. E in effetti in questo luogo ormai tutto parla
di Karol Wojtyla. Lungo il percorso che conduce a San Pietro della Jenca si
seguono le indicazioni stradali “Chiesa del papa” fino a quel piccolo sentiero
sterrato che, ci si augura, possa mantenere le attuali caratteristiche non cedendo
alla tentazione di ampliare gli spazi, conservando la singolarità del luogo
e il suo invito al raccoglimento. Alla destra della chiesetta sono poste
Come
dunque si vede, una presenza che ha fortemente inciso la storia dei luoghi ed
è entrata nel cuore degli aquilani e dell’Abruzzo intero. Sicché è naturale
che da quella prima visita del papa a San Pietro della Jenca molteplici siano
state le iniziative che l’associazione omonima ha messo in cantiere. A cominciare
dal Premio “Stele della Jenca” che
ogni anno, nell’ambito delle manifestazioni agostane “Ci vediamo alla Jenca”, viene attribuito a Personalità o Enti. Quest’anno
la “speciale” Stele è conferita al Beato Giovanni Paolo II, “in memoria e in ricordo della Sua intensa attività
pastorale in ogni angolo del mondo”. In particolare, ricordando il forte
legame con l’Abruzzo, con L’Aquila e con il Gran Sasso d’Italia. Viene ritirata
da mons. Pawel Ptasznik, della Segreteria di Stato vaticana. Il riconoscimento,
dalla sua istituzione, è stato conferito a Luigi Accattoli (2001) vaticanista
del Corriere della Sera, a Walter Mazzitti (2002) presidente del Parco Nazionale
del Gran Sasso Monti della Laga, agli Alpinisti Abruzzesi (2003) scalatori del
Cho Oyu, sesto “ottomila” dell’Himalaya, al Cardinale Stanislao Dziwisz (2005)
Arcivescovo di Cracovia e già segretario di papa Giovanni Paolo II, a Osvaldo
Bevilacqua (2006) giornalista della Rai, al Club Alpino Italiano (2007) Sezione
dell’Aquila, al Corpo Forestale dello Stato (2008), alla Protezione Civile della
Sardegna (2009) e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (2010) per la loro
opera di soccorso dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Gli altri eventi in programma,
domenica 7 agosto, della manifestazione “Ci vediamo alla Jenca” prevedono, alle
ore 11,
Come
nel segno del Beato Giovanni Paolo II si apre
Il
28 agosto sarà il Cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San
Pietro e vicario di Sua Santità per