GIORNATA DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO
A Marcinelle sarà presente
anche la parlamentare eletta nella ripartizione Europa
Laura Garavini (Pd): “Marcinelle insegna: quella
sul lavoro è la forma più grave di insicurezza”
ROMA – “Il disastro di Marcinelle dell’8 agosto 1956 fu una tragedia agghiacciante. Ricordare i 136 minatori italiani che persero la vita tra le fiamme della miniera al Bois du Cazier è un’occasione per riflettere sull’importanza della sicurezza sul lavoro e sulla storia della nostra emigrazione – afferma Laura Garavini, deputata del Pd eletta nella ripartizione Europa, a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo, istituita proprio a ricordo della tragedia.
L’esponente democratico annuncia che l’8 agosto sarà presente a Marcinelle, per rendere omaggio alle 262 vittime, tra le quali più della metà erano emigrati italiani. “La storia dell’emigrazione italiana – aggiunge - è una storia piena di sofferenze e di sacrifici che contribuirono a fare dell’Italia un grande Paese e degli italiani un popolo di lavoratori stimati e apprezzati in tutto il mondo”.
Per Laura Garavini non va dimenticato che “se quell’incidente si trasformò in tragedia, è perché la manutenzione e la sicurezza del sito erano ridotte al minimo”, segnalando come anche oggi il problema sicurezza sul lavoro abbia provocato in Italia la morte di 384 persone, dall’inizio dell’anno, “il 15.6% in più rispetto al 2010 – precisa, accusando il governo di sottovalutare la questione.
“Quella
sul lavoro è la forma più grave d’insicurezza, perché colpisce gli individui
mentre si guadagnano da vivere. E con buona pace della retorica xenofoba e populista,
a pagarne il prezzo più alto sono le categorie più deboli, tra le quali spicca
proprio quella degli immigrati. Oggi ci stringiamo tutti nel ricordo dei nostri
connazionali caduti a Marcinelle. Ma la loro memoria – conclude Laura Garavini
- impone l’obbligo politico di agire concretamente per tutelare i lavoratori
e togliere all’Italia l’ignobile primato di Paese più insicuro d’Europa”. (