INTERVENTI
Elio Carozza (CGIE): “Nel ricordo di Marcinelle,
rilanciare le politiche per gli Italiani all’estero”
ROMA - Commemorare le vittime della tragedia di Marcinelle, simbolo della giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, rappresenta per il nostro Paese e per i milioni di italiani che vivono fuori dai confini nazionali la rivisitazione di una parte importante della storia d’Italia e dei suoi cittadini.
Abbiamo ricordato in occasione dell’ultima Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi dal 18 al 20 maggio a Torino, cosa è stata la storia dell’Italia fuori in questi primi 150 anni di Unità del Paese. Quella tragedia, avvenuta l’8 agosto 1956, segnò allora la presa di posizione del nostro Paese verso quella grande diaspora e iniziò il cammino verso il riconoscimento dei diritti e della partecipazione di milioni di italiani.
Commemoriamo il 55esimo anniversario in un momento molto difficile, complesso e delicato del rapporto del nostro Paese verso le comunità all’estero: si smantellano le politiche conquistate negli anni, particolarmente quelle legate alla lingua e alla cultura italiana, all’informazione e all’assistenza ai più deboli, nonché ai servizi, e si attaccano in modo frontale i diritti, specie sul voto e sulla rappresentanza.
Per il nostro Paese, il modo migliore per onorare le centinaia di vittime della sciagura mineraria è quello di invertire la tendenza attuale e di rimettere al centro dell’attenzione la risorsa rappresentata ancora oggi, e forse più di ieri, dai milioni di connazionali che vivono fuori dall’Italia. Un rilancio delle politiche per le collettività all’estero contribuirebbe a rafforzare il legame, soprattutto delle nuove generazioni, con la patria di origine e a rinnovare l’immagine del nostro Paese nel mondo.
Rievocare i morti di Marcinelle senza riconoscere pari dignità e diritti a chi, come loro, lascia la propria terra e la propria famiglia per cercare lavoro e futuro, significa sminuire il loro sacrificio del valore umano e storico.
Oggi l’Italia è approdo di speranza per tante persone che cercano nelle nostre terre migliori condizioni di vita. Non si può, in questa ricorrenza, dimenticare l’incessante dramma che vivono migliaia di emigranti che lasciano il loro Paese e che trovano la morte al largo delle nostre coste, animati dalla speranza che quel viaggio possa costituire una nuova speranza di vita.
Si avverte come
indispensabile l’esigenza che gli avvenimenti che videro protagonista l’emigrazione
italiana aiutino a comprendere i fenomeni migratori del nostro Paese, affinché
siano parte integrante del codice etico che segna i diritti sociali e politici
dell’Italia di oggi. (Elio Carozza*-
* Segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani
all’estero