RASSEGNA STAMPA
Su
“Il Sole 24Ore” di oggi un articolo del Segretario Generale del Ministero degli
Esteri
Massolo: “
ROMA - Se lo scorso anno il ministro Franco Frattini ha fortemente voluto una riforma ambiziosa della Farnesina, lo si deve anche alla consapevolezza che occorreva introdurre elementi di dinamismo e innovazione al fine di renderla ancor più tangibilmente al servizio del sistema Paese.
La rete estera
delle ambasciate e dei consolati è, per il Paese, un asset strategico troppo
importante perché non se ne ottimizzi la funzionalità. Sotto questo profilo,
i dati contenuti nel Rapporto 2011 sull'Italia delle imprese realizzato dalla
Fondazione Nord Est, e riportati sul Sole 24 Ore di domenica scorsa, corroborano
l'intuizione di fondo che è alla base del processo di modernizzazione del ministero
degli Esteri condotto in questi anni e culminato, ma non certo esauritosi, nella
riforma. Due anni fa avevamo già dato vita a due strumenti,
Proprio questi
numeri, nel testimoniare la richiesta sempre più impellente delle aziende di
poter contare su meccanismi efficaci di supporto e assistenza, ci hanno incoraggiato
ad approfondire il percorso di cambiamento e a varare una "nuova Farnesina".
"Nuova" perché vuole proporsi oggi come naturale interlocutore di
riferimento nei confronti di tutte le articolazioni del sistema Italia, grazie
anche a un peculiare strumento,
Ci siamo inoltre
dati il compito di mettere sempre più a disposizione del sistema Italia la rete
diplomatico-consolare, gli istituti di cultura, la rete degli addetti scientifici,
ma non solo: d'ora in poi, anche le sezioni per la promozione degli scambi istituite
nelle ambasciate e nei consolati per effetto dell'integrazione in esse degli
ex-uffici dell'Ice.
Si tratta di un
primo passo, nella prospettiva di rendere più coesa la gestione del nostro commercio
estero, teso a consentire d'invertire la tendenza al declino dell'Istituto stigmatizzata
nel Rapporto, e a consolidare il ruolo della rete diplomatica quale braccio
operativo a difesa degli interessi strategici nazionali. Un braccio tanto più
incisivo quanto più manovrato da un centro che, elaborando anche le grandi opzioni
politico-strategiche, detiene il complesso degli strumenti necessari per definire
le priorità e indirizzarvi le risorse. Da qui, la particolare attenzione che
riserviamo alle economie emergenti. Faccio mia, in fin dei conti, la domanda
che si sono posti i ricercatori della Fondazione, se prevalga la preferenza
degli imprenditori a muoversi in autonomia, o manchi l'offerta di servizi. Di
sicuro
*
Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri