INFORM - N. 150 - 4 agosto 2011


SOLIDARIETA’

In seguito alla morte del bambino rom folgorato in un campo nomadi della capitale

Il cardinal vicario di Benedetto XVI, Agostino Vallini, assicura preghiera e vicinanza alla famiglia del piccolo George

Mons. Feroci (Caritas di Roma): “Solo condividendo il dolore sapremo gettare le basi per i difficili interventi sociali che tutti noi, ad iniziare dalle istituzioni, siamo chiamati a fare”

 

ROMA - Il cardinale Agostino Vallini, vicario di papa Benedetto XVI per la diocesi di Roma, esprime cordoglio per la morte del piccolo George, il bimbo rom di un anno folgorato ieri mentre giocava in uno dei campi nomadi della capitale, assicurando la sua preghiera e la vicinanza della comunità ecclesiale di Roma alla famiglia. “Si è ripetuta una nuova tragedia, frutto del degrado e dell’emarginazione, che ferisce profondamente non soltanto la famiglia della piccola vittima, ma tutti noi e non può lasciarci indifferenti – ha detto Vallini. - Un innocente che muore, è una sconfitta per tutti. Le pubbliche istituzioni, la comunità ecclesiale, le forze generose del volontariato, i singoli cittadini intensifichino gli sforzi perché nella nostra città si moltiplichino le iniziative di solidarietà che, nella legalità, permettano di superare così gravi emergenze”.

Anche il direttore della Caritas romana, monsignor Enrico Feroci ha espresso cordoglio per la piccola vittima Rom. “Con la preghiera e la partecipazione al dolore, - ha affermato Feroci - la Caritas di Roma rinnova l’impegno a condividere con il popolo rom il difficile cammino per l’affermazione dei diritti e della dignità”. Per il direttore della Caritas “più volte abbiamo affrontato situazioni così difficili, dove la città ha saputo trovare nella tragedia i sentimenti di solidarietà che sono alla base dell’accoglienza e dell’integrazione. Solo condividendo il dolore e partecipandone con la preghiera e l’impegno civile – ha concluso Feroci - sapremo gettare le basi per i difficili interventi sociali che tutti noi, ad iniziare dalle istituzioni, siamo chiamati a fare”. (Inform)

 


Vai a: