INFORM - N. 150 - 4 agosto 2011


ITALIA-ARGENTINA

In una intervista alla “Tribuna Italiana”

Il capogruppo del partito di Macri alla Camera Pinedo: “Vogliamo portare i rapporti con l’Italia al più alto livello”

 

BUENOS AIRES - Domenica scorsa Mauricio Macri è stato confermato dagli elettori a capo di governo della Città Autonoma di Buenos Aires. In favore di Macri aveva votato il 48 per cento degli elettori nel primo turno e ora ha ottenuto 20 punti in più, diventando il grande elettore, secondo gli analisti, per le prossime elezioni presidenziali di novembre.

A fianco a Macri, nel partito e alla Camera, c’è un avvocato, professore universitario e deputato alla sua seconda legislatura, Federico Pinedo. In una intervista alla Tribuna Italiana, l’on. Pinedo ha parlato delle possibilità di collaborazione tra l’Argentina e l’Italia, dei rapporti tra il suo partito, il PRO, e forze del centro e del centro destra italiane e sulla conservazione del patrimonio italiano nella Città di Buenos Aires.

Pinedo ha ricordato il suo primo viaggio in Italia, quando aveva 16 anni, nel 1972. Ho capito subito che siamo italiani. Infatti, spiega, chi è stato in qualsiasi città italiana ha subito la sensazione di trovarsi a Buenos Aires. E aggiunge: “Quando andiamo in giro per il mondo capiamo da lontano chi è argentino, non appena lo sentiamo salutare. Ebbene, nonostante questa nostra identità così marcata, in qualsiasi città italiana ci sembra di essere a casa. Non succede lo stesso, per fare un esempio, con Madrid, che per noi è una città straniera”.

Durante l’intervista Pinedo ha ricordato i due viaggi in Italia che ha fatto negli ultimi tempi, l’ultimo un anno fa, come esponente del PRO e deputato di detto partito alla Camera dei Deputati argentina. Allora, accompagnato dal collega Jorge Triaca e dal dott. Duilio Ferlat, esponente del PRO nonché presidente della Federazione dei Circoli Giuliani, è stato ricevuto dal presidente della Camera Gianfranco Fini. In quell’occasione inoltre ha stretto accordi tra la Fondazione Pensar, del PRO e la Fondazione Fare Futuro del Fli, partito di Fini. Ha avuto anche rapporti con altri parlamentari italiani del Pdl e alla domanda de ha avuto rapporti con Casini, ha risposto di non averlo incontrato ma di essere interessato a conoscerlo.

Pinedo ha ricordato inoltre il recente accordo firmato tra il Governo della Città di Buenos Aires e la Regione Friuli Venezia Giulia, che prevede l’assistenza per corsi di formazione per giovani e consulenze per imprenditori e per le piccole e medie imprese.

Si tratta del programma “Alternanza scuola lavoro”che prevede periodi di tirocinio di alunni delle scuole medie superiori, presso imprese che partecipano all’iniziativa. L’accordo sarà implementato dal “minsterio de Educación” della Città di Buenos Aires e si pensa al concorso di imprese italiane, di origine italiana o comunque legate all’Italia come partner dell’inziativa.

Sono allo studio altre forme di collaborazione con vari enti italiani, quali l’Enaip, l’ente di formazione delle Acli, diretto a Buenos Aires dall’ing. Raffaele Arizio. In questo caso si studiano corsi di formazione a distanza ed altre alternative legate alla formazione per la promozione sociale di giovani di settori esclusi.

Sui rapporti tra l’Argentina e l’Italia, l’on. Pinedo ha detto che c’è stato un gesto per superare il periodo di freddezza e di chiusura. “A noi ci sembrava vergognoso ascoltare funzionari e diplomatici italiani che ci dicevano che non esisteva assolutamente nessuna relazione tra i due Paesi. Era una cosa scandalosa. Noi invece, vogliamo portare i rapporti ai più alti livelli. Penso a due corsie diverse. Da una parte i rapporti economici e culturali tra i due paesi e dall’altra la promozione della cultura italiana in Argentina, e del patrimonio legato alla cultura italiana nel Paese”.

Sul primo aspetto, Pinedo ha detto che ci son grandi sinergie da sfruttare, tra il lavoro e le materie prime argentine e il primato dell’Italia in alcuni settori tecnologici e del disegno.

D’altra parte Pinedo sottolinea che l’Argentina dovrebbe tornare ad essere ponte tra l’Europa, “nostra patria culturale” e l’America latina, “anch’essa nostra patria culturale”. “L’Argentina, sostiene il deputato argentino, ha contatti con quelle due realtà e quindi dovrebbe riassumere quel ruolo di collegarle.

Inoltre l’Argentina dovrebbe proporsi come hub commerciale per l’Italia nel continente, una possibilità che rischia di perdere a causa delle politiche restrittive e di chiusura del commercio estero in atto con l’attuale governo argentino. Inoltre, prendendo lo spunto del’accordo firmato col Friuli (“che è una prova che, se funzionerà, diventerà un modello da seguire”), sostiene che vanno approfonditi i legami con le regioni italiane e in questo campo vede anche l’attiva partecipazione della collettività italiana in Argentina.

Partecipazione che il deputato Pinedo vede anche nel campo della promozione e della conservazione del patrimonio culturale italiano al Plata.

Specificamente per quanto riguarda la Città di Buenos Aires, fa presente che c’è l’area di conservazione del patrimonio che cura questo settore e col quale, la collettività dovrebbe interloquire per curare un piano di interventi.

Federico Pinedo parteciperà alle primarie del 14 agosto in testa alla lista di deputati del PRO, con la scheda gialla. Avrà davanti a se un compito difficile, dato che il Pro non presenta candidati alla presidenza per cui gli elettori del deputato Pinedo dovranno tagliare le schede per indicare da una parte il candidato alla presidenza e dall’altra i candidati a deputati. (Tribuna Italiana/Inform)

 


Vai a: