LIBRI
Una
pubblicazione del «Messaggero di sant’Antonio»
Sentinelle del Mattino. Giovani liberi
e coraggiosi
Il libro, scritto dal giornalista Piero
Lazzarin, narra diciannove storie di giovani dei nostri giorni o di un recente
passato, coraggiosi e coerenti fino anche al sacrificio della vita
PADOVA - «Ora
più che mai è urgente che voi siate le “sentinelle del mattino”, le vedette
che annunciano le luci dell’alba e la nuova primavera del Vangelo, di cui si
vedono le gemme. L’umanità ha un bisogno imperioso della testimonianza di giovani
liberi e coraggiosi, che osino andare controcorrente e proclamare con forza
ed entusiasmo la propria fede in Dio». Queste le parole pronunciate da Giovanni
Paolo II
Storie di vita e di fede, di sofferenza e testimonianza. Vite che hanno messo al primo posto l’amore verso Dio e al servizio del prossimo. «Il bene che fai forse domani sarà dimenticato, non importa, fa’ il bene… – ripeteva spesso Federica Pighini, citando Madre Teresa di Calcutta –. La gente che hai aiutato forse non te ne sarà grata: non importa, aiutala. Da’ il meglio di te e forse sarai preso a pedate: non importa da’ il meglio di te». Così il giudice Livatino, abituato a lavorare in silenzio, lontano dalle luci della cronaca. Il «magistrato ragazzino», come era stato soprannominato, univa al suo forte impegno professionale la sua integrità morale, la limpidezza della sua fede, i grandi valori umani e religiosi che ispiravano la sua vita. «Accanto alla rabbia per l’assurda sua fine – scrive l’autore del libro – fiorisce nel cuore di chi lo conosceva, o di chi sta imparando a conoscere la preziosità della sua vita, la volontà di mantenere vivo il ricordo, la sua lezione di vita perché il sangue dei martiri continui a essere seme in quella sua terra, e non solo, di uomini innamorati della giustizia e della carità».
Promozione umana
e sociale hanno contraddistinto anche la vita di un altro giovane Alberto Marvelli,
tra i fondatori dell’Associazione cattolica dei lavoratori italiani (Acli).
«Servire è migliore del farsi servire. Gesù serve», annotava in un piccolo block
notes. Uno dei tanti esempi da seguire, come ha affermato Giovanni Paolo II
che lo beatificava il 5 settembre 2004, durante il raduno nazionale dell’Azione
cattolica, nella piana di Montorso, nei pressi di Loreto: Alberto «ha mostrato
come, nel mutare dei tempi e delle situazioni, i laici cristiani sappiano dedicarsi
senza riserve alla costruzione del regno di Dio nella famiglia, nel lavoro,
nella cultura, nella politica, portando il Vangelo nel cuore della società».
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