INFORM - N. 149 - 3 agosto 2011


ASSOCIAZIONI

Sabato 30 e domenica 31 luglio

L’Assemblea della “Trevisani nel Mondo” a Farra di Soligo e il Raduno internazionale dell’emigrazione in Cansiglio

 

TREVISO - Stampa associativa libera e non fagocitata dalla Regione, difesa della lingua italiana all’estero, proposta di inserimento della materia emigrazione nelle scuole, un “giù le mani dai consolati e dalle pensioni”, oltre ad un grappolo di proposte innovative  (censimento mirato, nuova emigrazione, analisi specifiche, ecc. ). Sono stati questi alcuni dei temi emersi nel corso della 38esima assemblea generale annuale targata At, che si è svolta nell’Auditorium Santo Stefano di Farra di Soligo messo a disposizione dall’amministrazione comunale locale. Ha presieduto Giuseppe Zanini coadiuvato da Riccardo Masini, con rispettive relazioni dove si è entrati negli interstizi delle dinamiche associative e si sono sintetizzate immagini e situazioni  della trevigianità nel mondo.

Immancabile l’incrociasi di persone provenienti da ogni dove: Australia, Canada  Svizzera , Brasile, persino dal Polo Sud con Luciano Sartori dislocato a lavorare al 60° parallelo del Circolo Polare, al  quale è stato consegnato  un gonfaloncino della Trevisani  da “piantare”  in quelle remote e fascinose terre di ghiaccio. Tutti con il loro carico di problemi, affetti, emozioni , ma con nel volto i tratti di un’intima fierezza e anche di sentirsi a casa propria . E’ stato un felice ritrovarsi , tanto più che ciò avveniva nel cuore del Quartier del Piave, patria dei primi fermenti di associazionismo  emigratorio. Un concetto che è stato scandito anche dal sindaco Giuseppe Nardi, a sua volta ex emigrante, che  è andato con il pensiero anche ai tantissimi conterranei partiti 50 anni fa e al quale si è aggiunta Laura Puppato, capogruppo consiliare regionale, con riferimenti alle nuove generazioni e alla trasmissione di valori.

Il prosieguo è stato tutto un alternarsi di interventi, con le disamine e i concetti programmatici del presidente Zanini e del direttore Zanini. Rino Carniel, neo amministratore, ha messo a fuoco i riscontri del bilancio, con a seguire tutto un prosieguo di relazioni altrettanto pregnanti che sono venute da Luciano Murer (Valdobbiadene),  Guido Campagnolo ( Careano , Gianni De Bortoli  ( Australia ) Bruno Ronco ( Svizzera ) Guido Armellin a Mario Barbon ( Canada), Fiorello Michielotto ( San Biagio ) Silvio Civiero  ( Castello di Godego ) Guerrino Maggiotto ( Riese ) Giovanni Fortran ( Roncade)  Piero Paletti ( Miane)  padre Giovanni Corso ( Brasile) Maria Saccol ( Villorba ).  Oltre che da un grappolo di giovani (  Alessando Facchin,Alessando  Corazza, Martina Merotto e Mario Algeo responsabile ) che hanno informato rispettivamente su proposta di censimento, meeting in Sud Africa, riuscitissimo convegno di Laggio e proposta di “ riforma” elettorale.

Soprattutto si è guardato dentro alle situazioni non solo associative ma anche generali, con il rimbalzo di verifiche sia al futuro che al presente , un futuro che come in tutte le cose della vita si presenta tinto di problemi , ma che in fondo alla via lascia intravedere una luce di speranza che si chiama : avvento dei giovani.

Don Noè Tamai,consulente ecclesiastico provinciale, ha aperto i lavori con l’auspicio di un profondo  pensiero religioso,Tiziano  Daltin ha integrato gli interventi “ centrali” e   mons. Canuto Toso, fondatore storico, ha chiuso i lavori  dando conto degli sforzi compiuti, e nel contempo ha esortato all’attenzione costante nei confronti delle “nuove emigrazioni”, puntando il dito sui seri problemi causati dalla chiusura indiscriminata di molti consolati. Conclusione in gloria nel suggestivo pianoro di San Gallo , in convivio e grazie ai fantastici alpini  posto in un’atmosfera …. d’altri tempo.

Il giorno successivo, nelle amene e fresche alture del Cansiglio, che coniugano i monti al cielo per fondersi un una mondialità di amicizia e fratellanza, si è svolto il 19° Raduno internazionale dell’emigrazione. Una marea di volti e dietro ad ognuno una grande storia  di umanità, lavoro e mondialità . E affinità comuni: l’origine e il fatto di essere fieri testimoni d’Italia nel mondo, conoscitori di esperienze impegnative e processi di integrazione che hanno fatto scuola. Hanno incrociato anche gli uomini delle istituzioni : una sessantina i sindaci con la duplice veste dell’on. Simonetta Rubinato a rappresentare il parlamento, Paolo Spernzon l’assessorato provinciale preposto e Daniele Stival quello regionale. A sorpresa è arrivato anche il governatore veneto Luca Zaia .

Questo il quadro del grande raduno annuale, organizzato dall’Atm centrale e dalla sezione di Fregona ( presieduta da Gino Da Ros ) con l’apporto di Veneto Agricoltura. Il tutto in un  anfiteatro naturale che aveva per cornice il brulicar di folla e tanti e tanti vessilli al vento.  Un tu per tu di grandi  di piccole grandi storie , tasselli di quell’immenso mosaico che è la trevigianità nel mondo

Ha aperto  la sfilata la banda “  MusiCanova” di Possagno , portando la moltitudine alla tradizionale  messa da campo, animata dal Gruppo Corale Cantori di corte e dal solista Renzo Rostirolla. Erano all’altare mons. Giuseppe Rizzo vicario generale di Treviso, e i con celebranti mons. Canuito Toso, mons. Noè Tamai,. don Francesco Sandrin, don Giovanni Corso e don Domenico Fietta.

Mons Rizzo, all’omelia , ha detto forte e chiaro: “Siete uomini e donne che il pane lo conoscevano e avete messo nella vostra vita la legge del pane, motore della società che assicura il pane. Uomini e donne dell’emigrazione, siete quelli che hanno tenuto  conto delle difficoltà e delle prospettive, con per forza ulteriore, la fede . Che prevede la condivisione del pane, perché da soli non si può mangiare e il popolo è tale quando ha qualcosa da condividere. Parlare di una persona e dire “ bon come el pan” è il massimo…perché il pane è un simbolo massimo: sappiate essere moltiplicatori di pane e lavoro. …”

Nel saluto il presidente Zaia  tra le altre cose ha parlato di problemi di migrazione, di dimezzamento del consiglio regionale e ha spezzato una lancia a difesa delle pensioni degli emigranti messe ultimamente in discussione. Ha chiuso l’ultraventicinquennale presidente Giuseppe Zanini che ha ringraziato dell’eccezionale partecipazione e ha indicato nell’avvento giovani il segnale giusto per il futuro.  (Riccardo Masini-Inform)

 


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