FRONTALIERI
In risposta
ad un’interrogazione dei deputati del Pd Marantelli e Braga
Il governo annuncia la convocazione per settembre di
un incontro bilaterale con
ROMA
– Il governo ha risposto ad un’interrogazione presentata dai deputati del Pd
Daniele Marantelli e Chiara Braga sulla tutela dei lavoratori frontalieri, annunciando
che dopo due anni di stallo, a settembre verrà convocato su iniziativa della
Presidenza del Consiglio un incontro bilaterale con
I
due esponenti democratici avevano infatti chiesto a ministero degli Affari Esteri
e ministero dell’Economie e delle Finanze la ripresa di un dialogo con
“In
questi due anni – di
“Noi abbiamo sempre sollecitato la strada del dialogo e del negoziato, consapevoli dell’importanza delle relazioni tra i due Paesi e anche degli effetti che la globalizzazione e la crisi finanziaria hanno avuto sui rapporti tra due Paesi legati storicamente da rapporti di amicizia e collaborazione. Il doveroso contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio di capitali provenienti da attività illecite e criminali non deve compromettere il giusto riconoscimento dei diritti dei lavoratori e dei Comuni di confine. Per questo, - affermano Marantelli e Braga - facendo nostro l’appello degli oltre 100 Comuni di frontiera, abbiamo nuovamente chiesto al governo di farsi garante, con risorse proprie, dei ristorni attualmente bloccati”.
I parlamentari democratici affermano di accogliere “con favore l’impegno assunto dal governo” a seguito dell’interrogazione, augurandosi che “quanto chiediamo da tempo si traduca tempestivamente in atti concreti”.
Anche
per Claudio Pozzetti, responsabile nazionale per i lavoratori frontalieri della
Cgil e consigliere del CGIE, l’ipotesi di convocazione imminente di un incontro
tra governi italiano e svizzero sarebbe un risultato positivo. Un’iniziativa
per la quale “Cgil, Cisl e Uil frontalieri si sono impegnati unitariamente a
fondo nelle ultime settimane: mi auguro che l’impegno venga mantenuto nei tempi
previsti – conclude Pozzetti - e fino a raggiungere una soluzione che
permetta di superare tutti i problemi che si sono manifestati, soprattutto dopo
la decisione del Canton Ticino di bloccare metà dei fondi destinati ai ristorni
fiscali dei frontalieri verso l’Italia”. (