MEMORIA
A Dachau riaperta
Dopo i lavori di restauro voluti dal ministero della
Difesa italiano e realizzati in collaborazione con il Consolato generale in
loco, la riapertura è stata celebrata ufficialmente lo scorso 29 luglio
MONACO
DI BAVIERA - Venerdì 29 luglio è stata riaperta al pubblico
Tra le autorità presenti, il sottosegretario Carlo Giovanardi, il sindaco della città di Dachau, Peter Bürgel, il console italiano Filippo Scammacca, il commissario generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra Vittorio Barbato, il prefetto Luigi Mone e il sindaco di Erdweg Michael Reindl. Presenti anche Christoph Hillenbrand (Regierungspräsident von Oberbayern), Bernhard Seidenath e Martin Güll (Bayerischer Landtag), Ulrich Fritz (Stiftung Bayerische Gedenkstätten), Kay Kufeke (KZ-Gedenkstätte Dachau) e Max Mannheimer, sopravvissuto ai campi di sterminio di Theresienstadt, Auschwitz-Birkenau e Dachau.
Dopo
la cerimonia di apertura, presso
Tra gli interventi di saluto, quello di Carlo Giovanardi, del sindaco Bürgel, di Kay Kufeke, del generale Vittorio Barbato e del presidente del Comites di Monaco di Baviera, Claudio Cumani. Quest’ultimo ha ripercorso in particolare carriera militare e storia personale del generale Gaetano Cantaluppi, militare che partecipò a primo e secondo conflitto mondiale e sopravvisse ai campi di concentramento di Bolzano e Flossenbürg, dove fu imprigionato dai tedeschi perché entrò a far parte del Comitato di Liberazione nazionale di Verona, dopo l’8 settembre. Si deve proprio a Cantaluppi infatti l’idea di realizzare una Cappella in ricordo di tutte le vittime italiane dei campi di concentramento, da erigersi sulla collina del Leitenberg, “luogo utilizzato per liberarsi dei corpi dei prigionieri deceduti che non potevano essere cremati nei forni per mancanza di legna – ha ricordato Cumani, segnalando come qui siano state radunate anche salme provenienti da altri campi di concentramento, in grandissima parte non identificate.
Richiamato
anche il sostegno di governo italiano e tedesco e della Chiesa cattolica all’iniziativa,
attraverso l’intervento diretto di 3 pontefici, gli artefici materiali (scultori
e architetti) del progetto e la cerimonia di inaugurazione ufficiale della Cappella,
svoltasi il 31 luglio 1963 alla presenza dei presidenti della Repubblica Federale
Tedesca, Heinrich Lübke, e di quello italiano Antonio Segni, ripresa dalle rispettive
televisioni statali. “Da allora sulla Cappella italiana e sul Cimitero del
Leitenberg cade il silenzio – ha ricordato Cumani, salutando con soddisfazione
e speranza la riapertura del monumento. “Soddisfazione, perché il monumento
a tutti i caduti italiani nei Lager, un monumento che raccoglie opere di significativi
artisti italiani del ‘900, è stato salvato dal degrado e recuperato. Speranza,
- conclude il presidente del Comites - perché ci auguriamo che questa giornata
segni la riscoperta di questo nostro pezzo di storia e di arte e ne avvii la
valorizzazione, rendendo così onore a coloro cui è dedicato, gli italiani morti
per la libertà di tutti i popoli”. (