INFORM - N. 147 - 1 agosto 2011


RAPPORTO SVIMEZ 2011

Franco Siddi (FNSI/CGIE) sui dati relativi a perdita dei posti di lavoro e disoccupazione giovanile

“Nel Meridione pesano non solo la crisi economica generale, ma anche scelte che disorientano rispetto a soluzioni di sviluppo possibile e di riduzione del gap tra nord e sud”

 

ROMA – Il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, rappresentante della Federazione al CGIE, interviene in merito alle anticipazioni del Rapporto Svimez 2011 (vedi Inform del 29 luglio: http://www.mclink.it/com/inform/art/11n14614.htm ), che evidenziano dati allarmanti sulla perdita dei posti di lavoro nel nostro Paese e sulla disoccupazione giovanile, relativi in particolare al sud Italia. Dati sulla “declinante condizione del meridione in Italia – afferma Siddi, – che consentono di fare giustizia di alcune ovvietà modaiole, non rispondenti alla realtà e, purtroppo, chiamano ad alcune riflessioni amare per tutti, anche per il mondo dell’informazione, nel suo complesso, troppo spesso travolto dalle scansioni di una politica che, lungi dall’affrontare i problemi veri, tende a legittimarsi nella competizione di una chiacchiera fatta di parole d’ordine capaci di vendere come generali, interessi, ambizioni, molto particolari”.

“Il rapporto Svimez – prosegue il segretario della Fnsi - evidenzia la criticità delle condizioni del Meridione in termini di occupazione e sviluppo ma allo stesso tempo rende chiaro ciò che è tale solo per pochi: ci sono eccellenze non trascurabili che hanno solo bisogno di essere conosciute e valorizzate, non mortificate”. Siddi si riferisce in particolare alla “lettura, per esempio, di alcune scelte che negli anni scorsi hanno premiato la Sardegna, oggi di nuovo abbandonata in una svantaggiosa condizione di insularità che lo Stato sta trattando quasi come una colpa”.

“Al sud l’informazione e il suo sistema industriale e, di conseguenza, l’occupazione qualificata e regolare stanno pagando prezzi molto alti alla crisi economica generale ma anche a scelte che disorientano rispetto a soluzioni di sviluppo possibile e di riduzione del gap tra nord e sud. Lo sviluppo – conclude Siddi - ha bisogno di investimenti fatti con fiducia a partire dal superamento del digital divide e dalla promozione di politiche di medio e lungo termine per l’industria culturale e i servizi attivi, per i quali esiste un enorme potenziale umano di alta qualificazione oggi mortificato, come dimostra il dato Svimez di due giovani laureati su tre senza opportunità di lavoro”. (Inform)

 


Vai a: