COOPERAZIONE ITALIANA
Afghanistan: il contributo dell’Italia per la giustizia
minorile
ROMA - Afghanistan:
Le nuove generazioni sono il futuro di ogni Paese. In Afghanistan questa affermazione si rafforza di significato, se si considera che quasi il 70 per cento della popolazione ha meno di diciotto anni. Di qui lo sforzo della Cooperazione per la riabilitazione dei minori in conflitto con la legge, avendo cura di ogni singolo passaggio del percorso giudiziario e di reintegrazione sociale, dall’arresto, alla detenzione fino alla rieducazione e al reinserimento nella società.
L’Italia ha costruito la struttura del Centro di Riabilitazione per Minori di Kabul e l’ha dotata di una sezione sperimentale “aperta”, la prima nel suo genere in Afghanistan, dove risiedono bambini e ragazzi che hanno il permesso di uscire per tornare alle loro famiglie.
Alcune delle storie dei giovani afghani del Centro di Riabilitazione Minorile di Kabul sono state raccolte come casi di studio in una nuova pubblicazione, finanziata dalla Cooperazione Italiana e realizzata dall’ONG afghana Aschiana, che riassume i risultati di un progetto messo in atto nei Centri di Riabilitazione Minorile, maschili e femminili, a Kabul e a Herat con fondi italiani.
“Migliorare i servizi per la riabilitazione nei centri di riabilitazione minorile in Afghanistan”, questo il titolo del libro che a partire dall’analisi dei bisogni e delle condizioni di vita dei giovani detenuti espone le iniziative, i risultati e le raccomandazioni per ottimizzare le capacità delle strutture e dei servizi riabilitativi per i minori che hanno violato la legge.
Il progetto da cui è nata la pubblicazione ha interessato diverse componenti: alfabetizzazione ed educazione, assistenza legale, formazione professionale, sostegno psicologico, sanità, sport ed attività ricreative; azioni parte di un approccio integrato volto a garantire effettive opportunità di riabilitazione e reinserimento ai giovani detenuti.
Prima della cerimonia
di inaugurazione, Aschiana ha presentato il testo per introdurre una tavola
rotonda di discussione su queste tematiche, presieduta dal direttore del Dipartimento
generale per la direzione dei Centri di Riabilitazione Minorile, Mohammad Seddiq
Seddiqi e dalla Cooperazione Italiana, che ha coinvolto i rappresentanti del
Ministero della Giustizia e di altre organizzazioni internazionali impegnate
nella tutela dei minori in conflitto con la legge, come Unodc, Unicef e Terre
des Hommes.(