CORNO D’AFRICA
Emergenza per oltre 11 milioni di persone. Gli aiuti
dell’Italia
Particolarmente allarmante è lo scenario della situazione
umanitaria in Somalia
ROMA - Oltre 11 milioni di persone
(11,3 milioni) sono bisognose di assistenza umanitaria urgente mentre continua
ad aumentare il numero di profughi, in particolari somali, che cercano riparo
ed accoglienza nei campi situati nei paesi confinanti: è il quadro drammatico
della situazione nella regione del Corno d’Africa, in particolare Etiopia, Kenya,
Somalia e Gibuti, che sta attraversando una delle più gravi siccità degli ultimo
60 anni.
Particolarmente allarmante è lo scenario
della situazione umanitaria in Somalia dove, in alcune zone (Southern Bakool e Lower Shabelle), lo stato di carestia
è una realtà. Le Nazioni Unite hanno definito la situazione in Somalia come
la più severa crisi alimentare nel mondo oggi e la più grave crisi umanitaria
nel paese da dieci anni a questa parte.
L’onere dell’accoglienza dei nuovi
flussi di rifugiati somali risulta sempre più insostenibile per i paesi confinanti,
primo fra tutti il Kenya con l’affollatissimo agglomerato di Dadaab (il più grande al mondo e composto da tre campi) che
ad oggi ospita oltre 400mila persone, con un ingresso giornaliero di circa 1.300
profughi somali. Dall’inizio dell’anno sono giunti nei campi di Dadaab circa 79mila rifugiati somali e richiedenti asilo,
di cui 31mila nel solo mese di giugno. Recentemente il governo keniota ha acconsentito
alla costruzione di due nuovi campi profughi, al fine di alleviare la situazione
di sovraffollamento di quelli presenti.
Continuano altresì i flussi dei rifugiati
somali verso l’Etiopia, in particolare verso la regione di Dolo Ado con una media giornaliera di arrivi stimata tra i 1.400
e i 2.000 rifugiati. I due campi esistenti nell’area di Dolo Ado hanno da tempo superato la loro capacità massima, ospitando
fino a 38mila persone ciascuno. Un terzo campo è stato costruito a fine giugno
nell’area di Kobe, raggiungendo anch’esso la capienza massima di 20mila persone,
tanto da richiedere la costruzione di un quarto campo ad Halowein. Con tali ritmi si stima che da qui alla fine dell’anno
potrebbero arrivare circa 90mila nuovi rifugiati in fuga dalla Somalia.
Le condizioni di salute e lo stato
nutrizionale dei nuovi rifugiati somali nei campi summenzionati confermano la
gravità dell’attuale crisi. Secondo l’UNHCR, infatti, il 50% dei bambini sotto
i cinque anni accolti nei campi profughi soffre di malnutrizione acuta.
L’impegno della Cooperazione italiana
si suddivide in contributi già erogati ed attività in programmazione: 11 milioni
di euro sono i fondi già erogati, mentre sono 5,2 milioni di euro quelli in
programmazione. (Inform)