CGIE
Con una lettera al segretario generale Elio Carozza, al segretario esecutivo Stefano Verrecchia e ai componenti del Consiglio Generale
Presa di posizione dei consiglieri Andrea Amaro e Claudio
Pozzetti sulle questioni riguardanti gli italiani all'estero e i loro organi
di rappresentanza
“Con la proposta Calderoli non esisterebbe più in Parlamento
una rappresentanza diretta dell’emigrazione e scomparirebbe uno dei risultati
qualificanti dell’introduzione del voto all’estero”
ROMA - Pubblichiamo qui di seguito
la lettera che Andrea Amaro, vice segretario generale del CGIE per i consiglieri
di nomina governativa, e Claudio Pozzetti (Frontalieri Cgil), hanno inviato
al segretario generale Elio Carozza, al segretario
esecutivo Stefano Verrecchia e a tutti i componenti
del Consiglio Generale degli Italiani all’estero.
Condividiamo la proposta del Segretario
Generale Elio Carozza di anticipare alla prima metà
del mese di Ottobre la convocazione dell’Assemblea plenaria del Cgie, anche come risposta alle richieste avanzate da numerosi
consiglieri. Nello stesso tempo vogliamo con forza distinguerci dalle intenzioni
strumentali di alcuni che chiedono riunioni a Roma in contrapposizione allo
svolgimento delle Assemblee Continentali, forse perché preferisce evitare di
assumere responsabilità in prima persona. Riteniamo invece che nelle iniziative
continentali sia possibile realizzare un rapporto d’informazione e di coinvolgimento
delle diverse Comunità locali e dei Comites, rapporto indispensabile e decisivo per determinare
le condizioni per bloccare il disegno del Governo e della maggioranza che lo
sostiene. Inoltre le iniziative il più possibile decentrate possono realizzare
una sensibilizzazione e una pressione forte sui rappresentanti parlamentari
eletti all’estero e sulle autorità diplomatiche che, pur senza poter decidere
nel merito, possono esercitare una forte pressione sull’Amministrazione centrale.
Naturalmente una forte iniziativa decentrata non si contrappone al ruolo che
il Cgie ha giocato e può, anzi deve giocare, in queste
settimane e in questi mesi, con un forte impegno unitario com’è stato nel recente
passato, anzi lo integra, lo completa e lo rafforza.
D’altra parte gli avvenimenti di questi
ultimi giorni confermano l’analisi preoccupata del Cgie
e la sua ferma resistenza contro una serie di misure che tendono ad azzerare
l’esistenza di un rapporto fra l’Italia, la sua emigrazione e le decine di milioni
di cittadini di origine italiana nei diversi paesi del mondo.
La proposta Calderoli, approvata dal
Consiglio dei Ministri, conferma “autorevolmente” l’analisi del Cgie che ha visto nell’attacco ai Comites
e al Cgie la premessa per la liquidazione o il sostanziale
declassamento dell’intera rappresentanza, compreso il gruppo dei Parlamentari
eletti nella Circoscrizione estera, anche attraverso la possibilità di esprimere
il voto di preferenza.
Non è chiaro se Il “porcellum bis”, che Calderoli propone, voglia mantenere il
voto all’estero per corrispondenza, ma certamente intende annullare il collegio
estero e costringere tutti a votare per candidati delle circoscrizioni
italiane scelti in Italia dai partiti senza poter esprimere la preferenza. In
questo modo non esisterebbe più in Parlamento una rappresentanza diretta dell’emigrazione
e scomparirebbe uno dei risultati qualificanti dell’introduzione del voto all’estero.
E’ sperabile che quanti,nella maggioranza
e persino nell’opposizione, hanno sottovaluto il ridimensionamento del ruolo
e dell’autonomia dei Comites o il pratico annullamento
del Cgie, oggi comprendano la necessità di rilanciare
l’intera rappresentanza degli italiani all’estero, scelta autonomamente
a tutti i livelli con la partecipazione responsabile ed il voto democratico
delle Comunità interessate. (Andrea Amaro e Claudio Pozzetti)
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