ITALIANI IN CROAZIA
Da “La Voce del Popolo”
Il deputato della Cni, Furio Radin, scrive al presidente Giorgio Napolitano: “Doppio voto, rischia di vanificarsi una battaglia lunga vent’anni”
ZAGABRIA – Nubi fosche aleggiano sul doppio voto in Croazia. Esiste infatti il timore che la Corte costituzionale alla sua prossima sessione possa “depennare” questa importante conquista delle etnie. Di questo diritto delle minoranze nazionali ha parlato anche il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, nel suo discorso tenuto il 14 luglio scorso al Parlamento di Zagabria.
«Conquiste che altamente apprezzo» “La minoranza italiana in Istria, Fiume e Dalmazia gode del pieno rispetto dei diritti fondamentali, del sostegno anche finanziario del Governo croato ed ora del cosiddetto ‘doppio voto’, della possibilità cioè di esprimersi per il proprio candidato e allo stesso tempo per le liste politiche generali”, ha sottolineato Napolitano. “Sono conquiste significative che altamente apprezzo”, ha aggiunto il Capo dello Stato italiano.
L’accenno di Napolitano al voto aggiuntivo per le etnie è stato accolto con grande soddisfazione dal deputato della Comunità nazionale italiana al Sabor, Furio Radin, che lo ha definito un importante segnale politico di sostegno alla CNI.
«Il passato va ricordato in tutte le sue parti» L’On. Radin ha inviato anche una lettera al presidente della Repubblica Italiana nella quale ha rilevato: “È stato un grande piacere, e un onore poterla incontrare al Parlamento di Zagabria, in una giornata che resterà nella memoria di tutti noi per il Suo discorso, pieno di contenuti simbolici. Il dispiacere per il rinvio della seconda giornata del Suo viaggio, a Pola, città dell’esodo, ma anche dell’antifascismo e della solidarietà con i tanti popoli che oggi la abitano, è passato per un momento in secondo piano di fronte ai valori che Lei ha voluto trasmettere dalla tribuna del Sabor. Una Croazia europea merita, infatti, di sentire che il passato va ricordato in tutte le sue parti, senza rimuovere nulla, ma rivolti verso il futuro, perché ci troviamo di fronte ad un lungo e fraterno percorso comune. La ringrazio particolarmente per avere ricordato noi italiani rimasti, la sopravvivenza della nostra lingua e cultura, in condizioni che, per molti anni, ci sono state fortemente avverse. Gli esuli e noi, oltre ad essere pezzi delle medesime famiglie frantumate dalla storia, siamo anche due parti complementari della medesima tragedia, che ha stravolto queste bellissime terre”.
Suffragio aggiuntivo, pericoli.Nella missiva il parlamentare della CNI ha pure ricordato che tra i valori che Napolitano ha sottolineato “ce n’è uno, quello del cosiddetto doppio voto, che purtroppo potrebbe venirci negato tra qualche giorno dalla Corte costituzionale croata. Pur essendo previsto dalla Costituzione di questo Paese, e sancito dalla Legge costituzionale sulle minoranze e dalla Legge elettorale, una sentenza di questa corte potrebbe sopprimerlo, rendendo vana una battaglia che conduciamo da un ventennio. Questa situazione assurda, e questi cambiamenti avverrebbero con una procedura anticostituzionale a quattro mesi dalle elezioni, il che potrebbe essere profondamente lesivo nei confronti di un Paese che vuole fortemente diventare europeo”.
«Affetto nei confronti dell’Italia» L’On. Furio Radin ha concluso la sua missiva rilevando che “attendiamo con impazienza e con grandi aspettative la Sua visita del 3 settembre, con l’affetto nei confronti dell’Italia che da sempre denota la nostra orgogliosa gente di confine”.
Tornando al doppio suffragio, va evidenziato che non è certo questa la prima volta che vengono messe in discussione a Zagabria le modalità di voto che consentono agli appartenenti alle minoranze nazionali in Croazia di eleggere i propri rappresentanti parlamentari e di votare contestualmente anche per le liste dei partiti politici. Ora questo diritto riconosciuto dalla Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali, approvata con la maggioranza dei due terzi, e dalla Legge elettorale, potrebbe venire messo in discussione dalla Corte costituzionale.
«Prassi creativa» Esiste infatti la possibilità che venerdì la Corte costituzionale abroghi alcune disposizioni delle Leggi citate, decretando così che in occasione delle prossime elezioni parlamentari le modalità di voto siano regolate in parte dalla nuova Legge e in parte da quella vecchia. Si tratterebbe, in questo caso, di una “prassi creativa” mai riscontrata in precedenza. Va sottolineato che tutto questo avviene quattro mesi prima dell’appuntamento con le urne, nonostante il divieto sancito dalle norme costituzionali di modificare la legislazione elettorale alla vigilia del voto. Radin ricorda, infatti, che la Legge costituzionale di attuazione della Costituzione sancisce che la Legge sulle elezioni dei deputati al Sabor croato può essere modificata al più tardi un anno prima della scadenza del termine costituzionale per l’indizione delle elezioni. Tale termine, va detto, è scaduto il 14 marzo 2011. Inoltre, Radin ricorda che proprio per rispettare il divieto di procedere con modifiche della materia elettorale nell’anno elettorale di recente si è rinunciato a modificare le circoscrizioni elettorali, nonostante per queste ultime modifiche sussistessero valide motivazioni.
«Rispettare le norme costituzionali» Radin ha voluto mettere a conoscenza di quesi fatti il presidente Napolitano, sottolineando che non è sua intenzione interferire nell’autonomia della Corte costituzionale, bensì soltanto ricordare l’importanza del puntuale rispetto delle norme costituzionali. Pertanto non ha commentato in alcun modo la materia oggetto di esame da parte dei giudici costituzionali e rimane in attesa della decisione della Corte che deciderà in piena autonomia.(La Voce del Popolo, 27 luglio/ Inform )