INFORM - N. 144 - 27 luglio 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Prosegue alla Commissione Esteri la discussione sulla risoluzione presentata da Franco Narducci (Pd) relativa alla rete consolare

Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica definisce non accettabile il testo da parte del governo, pur confermando la sua disponibilità a portare avanti la discussione sulla materia

 

ROMA – E’ ripresa ieri alla Commissione Esteri alla Camera dei Deputati la discussione relativa alla risoluzione presentata da Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, sulla ristrutturazione della rete consolare italiana all’estero. Presente ai lavori della Commissione anche il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che è intervenuto sul merito del testo, definendolo “non accettabile” da parte del governo.

La risoluzione (vedi Inform del 14 luglio: http://www.mclink.it/com/inform/art/11n13520.htm), firmata anche da altri esponenti del Pd, propone in particolare l’istituzione di agenzie consolari nei luoghi in cui è stata disposta la chiusura delle sedi diplomatiche, indicando in tre unità la consistenza minima dell’organico da impiegarsi in esse. Narducci, chiarendo i termini della risoluzione, segnala le “numerose lettere di protesta prevenute alla Commissione, soprattutto dal Limburgo” che lamentano i disagi seguiti alla chiusura delle sedi consolari e “ripercussioni negative a carico delle generazioni più anziane, in quanto i sopravvenuti oneri di spostamento rischiano di incidere su bilanci familiari già modesti”. “Non si tratta di ripetere lamentele sulle condizioni degli italiani all’estero – ha affermato l’esponente democratico – perché ritengo che sia invece in gioco la presenza del Paese in aree geografiche di grande valenza economica, come quelle di Lille, Liegi e Manchester”. Segnalate dal deputato del Pd anche le criticità relative al consolato di Losanna, “la cui chiusura suscita molte perplessità anche per i gravosi costi ricadenti sulla sede ricevente di Ginevra – spiega Narducci, che definisce utile il processo di informatizzazione dei servizi consolari avviato pur ritenendo “necessario un passaggio graduale in cui restino in vita sul territorio almeno delle microstrutture”.

“La risoluzione deriva da un atteggiamento bipartisan e dalla rappresentanza delle esigenze dei residenti all’estero di cui le istituzioni non possono non farsi carico, al pari di quelle dei cittadini residenti in Italia – aggiunge il deputato democratico. - In essa  si invita il governo ad elaborare un piano più organico e a non proseguire con interventi inopinati così come purtroppo conferma la recente vicenda della soppressione dell’ICE”. Narducci critica infine “la politica dei tagli secchi e delle scadenze perentorie, i cui risparmi sono destinati a rivelarsi peraltro del tutto irrisori, mettendo a rischio i contatti con le comunità residenti all’estero”.

Mantica, definendo “inaccettabile” per il governo il testo della risoluzione in esame, ricorda come la riorganizzazione della rete consolare non abbia come obiettivo “la riduzione delle spese, ma una loro razionalizzazione per potere effettuare nuovi investimenti”, citando in proposito i recenti acquisti di immobili a Londra e Charleroi - che accorperà il consolato di Liegi - per un importo di diversi milioni di euro. Segnala poi come l’informatizzazione delle procedure consolari rientri nei tempi previsti, confermando che essa sarà completata entro il prossimo mese di ottobre. “Tale innovazione permetterà l’apertura di sportelli multifunzionali, con conseguente semplificazione delle operazioni. Ottimi risultati, con la riduzione dei tempi di attesa dopo una fase di adeguamento, si sono già riscontrati in numerose realtà a partire dai consolati di Berlino, Zurigo e Berna – fa sapere il sottosegretario. - In tre quarti dei consolati è inoltre possibile effettuare tramite internet prenotazioni per i servizi consolari e ulteriori innovazioni saranno possibili con il completamento della rete dei servizi consolari on-line, prevista per la fine del 2012”.

L’obiettivo è dunque “assicurare maggiore flessibilità alla rete consolare e ridurre gli sprechi”, una finalità “condivisa in sede europea – rileva Mantica, - come dimostrato dalle numerose chiusure di consolati esteri in Italia”. Annunciata anche la scelta di Londra, il più grande consolato in Europa, quale “sede pilota del cosiddetto consolato digitale, mentre a Manchester resterà uno sportello consolare”.

Per quanto riguarda le recenti disposizioni sull’ICE, Mantica chiarisce come non si tratti di “uno smantellamento dell’Istituto ma di una razionalizzazione che pone le ambasciate come sede di coordinamento della promozione del sistema - Paese, in sintonia con la recente riforma della struttura del Mae”.

In definitiva, il sottosegretario evidenzia come il processo di riorganizzazione “non sia avvenuto in maniera precipitosa, ma si stia svolgendo con gradualità, in un periodo di quattro anni a partire dal 2009”, mentre attribuisce le criticità segnalate in merito alla chiusura del consolato di Losanna, al fatto che “la comunità italiana residente nel territorio appare caratterizzata da maggiore stabilità rispetto a quella di Ginevra. Numerosi Paesi europei hanno però compiuto la stessa scelta, avente natura politica – precisa, - in considerazione dell’importanza della realtà ginevrina per le numerose istituzioni internazionali là esistenti e la relativa vicinanza tra le due città”.

Annunciata anche la nomina di consoli onorari a Durban, Lille ed Amburgo, mentre “è stata per il momento sospesa la riorganizzazione della rete consolare in Paesi di grandi dimensioni come gli Stati Uniti e l’Australia – segnala Mantica, precisando come siano al momento allo studio “ipotesi innovative anche alla luce dell’esperienza di altri Paesi europei, come ad esempio quella del Regno Unito che in Australia si avvale della rete degli sportelli postali”. Pur confermando la non accettazione da parte del governo dei termini contenuti nella risoluzione, il sottosegretario conferma “piena disponibilità a portare avanti la discussione sulla materia, anche al fine di trarre un bilancio a conclusione del processo di ristrutturazione avviato”. Il seguito della discussione sulla risoluzione viene quindi rinviata ad altra seduta. (Inform)

 


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