INFORM - N. 142 - 25 luglio 2011

 


ISTITUTI DI RICERCA

Firmata una convenzione italo-russa 

Eurispes e Centevit: studi congiunti su lavoro, povertà, Terzo settore

 

ROMA – Firmata a Roma una convenzione tra Eurispes e Centevit - All-Russian Centre for Living Standard, il prestigioso Istituto di Studi di Mosca specializzato in ricerche e analisi sulla qualità della vita, che fa capo al Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Sociale della Federazione di Russia.

La convenzione fa seguito ad una serie di incontri ed attività comuni avviati nel 2008, quando i rappresentanti del Centevit parteciparono a Roma alla III Conferenza internazionale promossa da Eurispes sull’evoluzione del Modello Sociale Europeo.

Il programma comune previsto dalla convenzione affronterà studi congiunti e formulerà proposte in tre aree strategiche: il mercato del lavoro (livelli di funzionalità, efficienza, monitoraggio); le disuguaglianze sociali e la povertà (con riferimento agli effetti negativi sullo sviluppo economico ed al rischio di rottura del sistema democratico); il Terzo settore (sulle pratiche di rafforzamento delle strutture della società civile).

Un obiettivo specifico della convenzione è l’ampliamento della collaborazione a primari istituti ed organismi sia a livello nazionale (in Italia e in Russia), sia a livello internazionale (soprattutto a livello europeo).

Alla cerimonia della firma erano presenti, per Centevit il direttore generale Vlacheslav Bobkov e il responsabile dei rapporti internazionali Evgheny Novoselov; per Eurispes il presidente Gian Maria Fara e il segretario generale Marco Ricceri.

Per Vlaceslav Bobkov le aree di studio e di analisi individuate consentiranno di dare risposte su due questioni particolarmente importanti ed aperte: la “regolamentazione etica dell’economia” e la “sostenibilità dello sviluppo”. La Russia è impegnata attualmente in un vasto processo di modernizzazione, ha sottolineato Bobkov, ma analogo impegno dovrebbe essere posto per rimediare alle disuguaglianze sociali eccessive che possono pregiudicare questo grande sforzo. La collaborazione con l’Italia, con il suo modello di sviluppo dinamico e diffuso nelle regioni, è importante anche per individuare insieme e proporre ai responsabili delle decisioni indicazioni in materia di “economia partecipata”. (Inform)

 

 


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