STAMPA ITALIANA PER L’ESTERO
Dal “Messaggero
di sant’Antonio”, luglio-agosto 2011
Brasile.
Gemellaggio tra Nove (Vicenza) e Carlos Barbosa
L’esempio
di due piccole città, situate in capi opposti del mondo, dimostra come il gemellaggio
possa diventare un volano di iniziative culturali, economiche, sociali
La prima
volta in Brasile, per Manuele Bozzetto e Claudio Gheller, fu nel 2007. Entrambi
facevano parte di una delegazione della Regione Veneto arrivata nel Sud del
Paese per celebrare il gemellaggio tra i Comuni di San Biagio di Callalta (Treviso)
e Santa Tereza (Rio Grande do Sul). Un’unione favorita anche dal fatto che Santa
Tereza venne fondata da un gruppo di famiglie venete giunte in quell’angolo
meridionale del Brasile all’epoca della grande migrazione italiana. La realtà
che incontrarono li colpì non poco: «Un mondo sconosciuto e affascinante – ricorda
oggi Gheller –, dove l’elevata qualità della vita raggiunta è evidentemente
il risultato di un modus vivendi ancorato a valori fondamentali come
il senso comunitario, l’amicizia, l’ospitalità, la solidarietà, la fede religiosa».
Per Manuele
e Claudio quel primo impatto con il «Brasile italiano» fu un’autentica folgorazione.
Non tanto per la bellezza delle verdi colline gaúche o per l’incomparabile
skyline (la linea del cielo) offerto dagli ombrelli di araucarie, quanto
piuttosto per la gente del posto: brasiliani sì, ma con cognomi, tratti somatici,
lingua e filosofia di vita del tutto simili a quelli della gente veneta di una
volta. Secondo Manuele, quel primo viaggio «è stato come riscoprire la nostra
più genuina matrice, che dalle nostre parti abbiamo quasi completamente rimosso,
attraverso i volti dei fratelli italo-brasiliani». E siccome Bozzetto e Gheller
non erano dei turisti qualsiasi, ma rispettivamente sindaco e vicesindaco della
città di Nove (Comune vicentino di 5 mila anime noto per l’ultrasecolare tradizione
della ceramica artistica), i due decisero che da quel momento in poi avrebbero
fatto di tutto per intensificare i rapporti con quel «nuovo mondo», anche a
livello istituzionale. Tornati a casa, il sindaco e il suo vice riuscirono a
entusiasmare con i loro racconti l’intera Giunta, il Consiglio comunale e gran
parte della cittadinanza, «anche se certe realtà devi vederle con i tuoi occhi»
afferma convinto Gheller. Seguirono altri viaggi, incontri, scambi di e-mail,
contatti che portarono, qualche tempo dopo, al «fidanzamento» di Nove con Carlos
Barbosa, prospera cittadina del Rio Grande do Sul.
Partenariato
fecondo
Oggi il
gemellaggio fra Nove e Carlos Barbosa è cosa fatta. Nello scorso mese di maggio
una delegazione della cittadina riograndense era a Nove per fare il punto sui
progetti già avviati e lanciare nuove idee per il futuro. Vi facevano parte
una quindicina di persone, tra rappresentanti dell’amministrazione comunale,
giornalisti, un gruppo di teatro amatoriale (i «Vanti e Indrìo») e semplici
cittadini, guidati da Cesar Augusto Prezzi, docente di storia e cultura regionale,
ricercatore e referente della Regione Veneto per il Rio Grande do Sul.
Nel corso
degli incontri ufficiali a Venezia, con l’assessore regionale Daniele Stival,
e a Nove, Melissa Baccon, giovane assessore al turismo, industria, commercio
e servizi di Carlos Barbosa, ha ribadito più volte uno dei principali meriti
storici della presenza italiana in Brasile: quello di aver reso possibile lo
sviluppo sociale ed economico di numerose aree del Rio Grande do Sul, ma anche
di larga parte del Paese. «In questo contesto – ha sottolineato l’assessore
brasiliano – la formula del gemellaggio può essere molto importante per le comunità
coinvolte: come veicolo di scambio culturale, ma anche per l’interscambio turistico
e lo sviluppo economico». Un aspetto quest’ultimo dal quale potrebbero trarre
vantaggio soprattutto le imprese italiane, stando a quanto messo in rilievo
da Claudio Chies (presidente dei Trevisani nel Mondo di Carlos Barbosa), che
spiega alcuni significativi dati riguardanti lo «scambio commerciale» tra il
Rio Grande do Sul e il Veneto: «“Tramontina”, tra i colossi mondiali degli attrezzi
da cucina in acciaio inox, nella sua modernissima linea di produzione utilizza
quasi tutti macchinari italiani; “made in Veneto” sono 350 iniettori – ogni
pezzo vale più di 100 mila euro – presenti negli stabilimenti della “Grendene”
(leader mondiale nel settore delle calzature); e lo stesso dicasi per “Todeschini”,
prima fabbrica di mobili di tutto il Sud America, per “Randon”, numero due al
mondo nel settore dei rimorchi per camion, e ancora per “Salton” e “Miolo”,
leader nazionali del comparto vitivinicolo».
Secondo
Cesar Prezzi, questa evidente preferenza accordata dalle grandi industrie brasiliane
«con dna italiano» alle imprese italiane e venete si deve, prima di tutto, alla
qualità dei nostri prodotti. Ma sulla scelta finale incide, quasi a livello
subliminale, il fatto che si tratti di manufatti realizzati in quell’Italia
che rappresenta ancora la terra delle origini. E non a caso tutte le aziende
sopracitate sono ancora saldamente in mano alle famiglie dei pionieri che le
fondarono. «Se riuscissimo a intensificare i rapporti tra i due Paesi, si aprirebbero
ulteriori opportunità di lavoro per le imprese italiane – aggiunge Prezzi –.
Il Brasile è uno dei pochi Paesi al mondo, in questo periodo, a non essere entrato
in recessione».
Orizzonti
futuri
La strada
maestra da percorrere, secondo il Sindaco di Nove, si chiama appunto gemellaggio.
«Gemellaggio non come semplice scambio di gagliardetti tra primi cittadini o
una bella targa affissa all’ingresso della città, ma molto di più – precisa
Bozzetto –. La recente visita a Nove della delegazione di Carlos Barbosa è stata
appunto l’occasione per dare il via alla “fase due” del gemellaggio. Una fase
in cui vogliamo concretizzare progetti, aprire piste di lavoro e di intervento,
favorire l’interscambio di giovani, lo sviluppo di flussi turistici. Nei giorni
in cui stiamo ospitando la delegazione brasiliana, il mio omologo di Carlos
Barbosa, il prefeito Fernando Xavier da Silva, ha ricevuto un gruppo
di studenti italiani e il nostro consigliere comunale Valeria Ferraro». A Nove
ha sede il liceo artistico statale «De Fabris», che offre cinque indirizzi di
studio a ragazzi provenienti dall’area del bassanese. «Grazie ai contatti con
il Brasile meridionale – ricorda il sindaco Bozzetto – abbiamo già avviato programmi
di scambio e collaborazione con gli istituti scolastici di Criciuma (città di
130 mila abitanti nello stato di Santa Catarina) e con l’Università di Caxias
do Sul (Rio Grande do Sul). E ne stiamo pianificando altri, con l’idea di dare
vita a un “Erasmus” in miniatura».
Della
delegazione brasiliana in visita in Italia faceva parte anche Gabriela Chies,
una giovane oriunda veneta, che spiega: «La mia generazione, purtroppo, sta
gradatamente perdendo la “lingua” dei nonni e dei genitori. Mi riferisco a quel
portoghese non perfettamente corretto – da noi si usa l’espressione falar
errado (parlare non corretto) – che ha contraddistinto e contraddistingue
ancora oggi il popolo gaúcho da tutti gli altri brasiliani. Una distinzione
netta che si evidenzia anche nel nostro patrimonio culturale, nel modo di pensare
e in quello di lavorare. Credo che noi giovani non dovremmo mai rinunciare alla
nostra identità, ma andarne orgogliosi; in futuro dovremo cercare di recuperare
la passione e l’orgoglio di sentirci brasiliani di origine italiana, e in questo
senso i gemellaggi possono svolgere un ruolo molto importante».
Intanto
il Sindaco Manuele Bozzetto, sostenuto dall’entusiasmo della sua Giunta comunale,
si autocandida legittimamente a diventare una sorta di coordinatore deigemellaggi
in essere, e di quelli futuri, tra i Comuni del Veneto e quelli brasiliane.
«Il grande Stato sudamericano sta vivendo l’inizio di un’epoca straordinaria
paragonabile, forse, al boom economico italiano di cinquant’anni fa. Vista la
pregnante presenza italiana in Brasile, sono convinto che anche per noi si aprano
opportunità che dobbiamo cavalcare». Il prossimo appuntamento è fissato per
novembre 2011, quando Bozzetto tornerà a Carlos Barbosa e in altre località
del «Brasile-italiano». «Ma stavolta – promette – voglio portare con me un pullman
di cittadini novesi». (Paolo Meneghini-Il Messaggero di sant’Antonio edizione
italiana per l’estero/