INFORM - N. 142 - 25 luglio 2011


AFGHANISTAN

Ucciso a Bala Murghab un paracadutista italiano

Altri due militari sono rimasti feriti. Dall’inizio della missione 41 soldati italiani hanno perso la vita. Il cordoglio del Presidente Napolitano, del Premier Berlusconi e del ministro degli Esteri Frattini

 

KABUL – Nuovo lutto fra il contingente italiano in Afghanistan. Nel corso di uno scontro a fuoco presso la valle di Bala Murghab è rimasto ucciso il caporalmaggiore David Tobini, nato a Roma nel luglio 1983 e in forza al 183 reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia. Sono inoltre stati feriti i militari Simone D'Orazio, che versa in gravi condizioni, e Francesco Arena che è rimasto colpito a un gomito. Lo scontro  ha avuto luogo durante un’operazione congiunta tra militari italiani e forze afgane. Ad oggi sono 41 i militari italiani che hanno perso la vita in Afghanistan.

Appena appresa la notizia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso, “rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese, sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei militari colpiti”.

Vicinanza alle famiglie del paracadutista ucciso e dei soldati feriti in Afghanistan è stata espressa anche dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “A tutti i nostri soldati impegnati nelle operazioni di pace contro il terrorismo – si legge nella nota - rinnoviamo la gratitudine del Governo e del Paese".

“La notizia di un altro caduto italiano in Afghanistan mi addolora e mi colpisce immensamente – ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini che ha espresso “sentimenti di ammirazione e gratitudine nei confronti delle nostre Forze Armate, nella memoria di tutti i nostri militari che hanno dato la vita per servire il Paese nei teatri di crisi”. “Stiamo vivendo – ha proseguito Frattini - una fase cruciale per il futuro dell’Afghanistan, che ha avviato proprio in questi giorni il processo di transizione, un percorso, graduale ma definito, che consentirà alle autorità ed al popolo afghano di riappropriarsi del proprio destino e costruire un Paese migliore. Se gli Afghani possono guardare con speranza al proprio avvenire lo dobbiamo anche e soprattutto al sacrificio dei soldati impegnati nella missione di pace”. “Il prezzo che stiamo pagando – concluso Frattini - è altissimo, per un obiettivo che riveste un senso ed un significato nei quali la comunità internazionale si riconosce profondamente. E’ dunque con commozione e riconoscenza sinceri e non retorici che ci stringiamo attorno ai familiari del militare che oggi ha perso la vita”.(Inform)

 


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