INFORM - N. 141 - 22 luglio 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal Corriere Canadese Online di oggi

Canada - Pensioni all’estero, le lettere non arrivano

E’ ancora caos sulle certificazioni in vita: molti non hanno ricevuto la rata di luglio

 

TORONTO - Pensioni non pagate, lettere mai arrivate, problemi e disservizi con la Western Union che spesso anziché «semplificare le cose, le complica causando tanti problemi ai nostri anziani». È un vero e proprio caos la certificazione dell’esistenza in vita per i pensionati all’estero.

Un caos che non risparmia nessuno: né chi riceve il vitalizio ogni mese e nemmeno chi deve riscuotere i soldi soltanto due volte all’anno. Ma cominciamo con ordine. Molti dei pensionati “mensili” dopo essersi certificati e aver riscosso regolarmente i compensi di maggio e giugno ora denunciano ritardi nei pagamenti di luglio. Mentre parecchi dei “semestrali” stanno attendendo ancora la lettera dell’Inps/Icbpi per potersi recare alla Western Union e ritirare i loro soldi. «È una situazione insostenibile e frustrante – ha affermato Mimmo Rizzo direttore generale del patronato Inas - Ci sono problemi a ripetizione e qui anziché facilitare le cose sembra che ci si diverta a complicarle sempre di più».

Le pensioni mensili - Quando sembrava tutto risolto, ecco l’ultima grana denunciata dai patronati che si sono visti all’improvviso centinaia di “anziani” nei propri uffici per chiedere informazioni sulla mancata ricezione della mensilità di luglio. Per legge infatti i vitalizzi devono essere versati il primo giorno lavorativo di ogni mese. Secondo le disposizioni, chi si è certificato entro il 24 maggio non deve più andare agli sportelli della Western Union per riscuotere il compenso ma può riceverlo direttamente in banca o tramite assegno. «E invece le cose non stanno così – continua Rizzo – perché a luglio diversa gente non ha ancora ricevuto nulla e noi ora continuamo a scrivere alla banca (l’Icbpi, ndr) che ci risponde dandoci un codice che poi verrà utilizzato dal pensionato per ritirare la pensione andando di nuovo alla Western Union». L’istituto bancario, conferma Rizzo, «è sempre molto veloce nelle risposte ma il problema è che tutta questa trafila doveva già essere sbrigata a maggio mentre qui ci ritroviamo di nuovo punto e a capo».

Le pensioni semestrali - Anche qui, secondo le denunce dell’Inas, le cose procedono molto a rilento. La prima questione riguarda le lettere che per una serie di motivi non sono state ancora consegnate ai pensionati. La prima causa sembrerebbe essere il recente sciopero delle Poste canadesi che ha provocato un accumulo del materiale in giacenza ritardando le consegne. Un altro è la non perfetta corrispondenza degli archivi dove sono contenuti gli indirizzi dei pensionati. La conseguenza è che centinaia di anziani invadono ogni giorno i patronati chiedendo informazioni e lamentandosi per i disagi.

I problemi con la Western Union - A tutto ciò si aggiunge un irrigidimento della Western Union che, per una serie di regolamenti interni, non sembra più essere disponibile a chiudere un occhio. A onor del vero, va anche detto che tantissimi anziani si presentano agli sportelli bancari senza i documenti in regola. Ma dall’altra parte lo stesso istituto di credito, incaricato dall’Icbpi di certificare l’esistenza in vita degli anziani e di erogare i pagamenti, non sembra disponibile a trovare una soluzione che possa agevolare un minimo le procedure. «Gli unici documenti riconosciuti sono i passaporti validi e la patente – ha proseguito Rizzo – Nulla da fare invece per il Power of Attorney che per essere valido deve essere rilasciato da un avvocato. Una cosa pazzesca – commenta - perché spesso i familiari si trovano a spendere dai 200 ai 300 dollari per avere un documento quando la somma da riscuotere ogni sei mesi è spesso inferiore ai 100 dollari». Di fronte a tutti questi inconvenienti Rizzo lancia un appello a tutti gli istituti competenti (Inps, Icbpi e Western Union) affinché facciano al più presto qualcosa: «La situazione peggiora ogni giorno di più – ha concluso – Qui c’è gente sulla sedia a rotelle che si presenta alla Western Union e si vede negare la propria pensione spesso per delle autentiche sciocchezze. Devono capire tutti che non si può andare avanti così e spero che qualcuno ascolti questo mio appello e intervenga al più presto. I nostri anziani non si meritano di essere trattati così». (Mario Cagnetta-Corriere Canadese Online/Inform)

 


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