LOTTA AL RAZZISMO
Riserve
dell’Italia sul “processo di Durban”
Frattini:
“Da foro di dibattito e coordinamento dell'azione internazionale contro il razzismo,
la discriminazione e la xenofobia in una tribuna d’accusa contro Israele”
ROMA -
Da tempo l'esercizio noto in ambito ONU come "processo di Durban"
suscita le nostre riserve, poiché è stato negli anni oggetto di strumentalizzazioni
politiche per trasformarlo - di
Fu soprattutto
per questo motivo - prosegue il ministro degli Esteri - che decidemmo di non
partecipare nel 2009 alla Conferenza di revisione detta "Durban 2"
ed è per lo stesso motivo che l’Italia, insieme a diversi altri paesi occidentali
e dell'Unione Europea, ha votato contro la convocazione dell’evento celebrativo
del decennale di Durban, previsto per il 22 settembre prossimo a New York a
livello di capi di Stato e di Governo.
Nel negoziato
in corso in queste settimane a New York sui contenuti e sull'organizzazione
di questo evento ci siamo perciò mossi, insieme ai partner Ur più vicini alle
nostre sensibilità, per cercare di evitare le derive avvenute nelle conferenze
del 2001 e del 2009. Ricordo l’intervento, in quella circostanza, del presidente
iraniano Ahmadinejad, nel quale, tra l'altro, si legittimavano le tesi negazioniste
sull'Olocausto. Per questo, abbiamo chiesto che il documento finale riconosca
esplicitamente che riferimenti fatti in passato nell'ambito del processo di
Durban alla specifica situazione mediorientale non fanno parte dell'impegno
internazionale contro la discriminazione razziale. Riteniamo inaccettabile ogni
collegamento assiomatico tra difesa di Israele del proprio diritto ad esistere
come Stato e razzismo.
Purtroppo
però, a qualche settimana all'evento, devo constatare che tale richiesta non
viene accolta. In tali circostanze, ritengo che non sussistano le condizioni
minime perché l'Italia possa partecipare all'evento commemorativo del 22 settembre
prossimo.
L'Italia
- conclude Frattini - ribadisce il proprio impegno contro il razzismo e contro
tutte le forme di intolleranza e discriminazione. Continuiamo a considerare
la cooperazione internazionale in questo settore come uno dei principali strumenti
per migliorare la protezione e promozione dei diritti umani nel mondo. (