CAMERA DEI DEPUTATI
Il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi risponde
all’interpellanza sull’espletamento delle pratiche per il riconoscimento della
cittadinanza italiana in Brasile
“Dall’inizio della legislatura si è verificata una sensibile
riduzione delle pratiche in giacenza, ma sono possibili ulteriori margini di
miglioramento”
ROMA – “Cercare una soluzione straordinaria ad una situazione particolare che si è venuta a creare nei nostri consolati in Brasile”: questa l’esortazione rivolta ieri al governo da Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, durante l’illustrazione in Aula dell’interpellanza urgente relativa alle numerose giacenze di domande di riconoscimento della cittadinanza italiana presenti in particolare nel Paese sudamericano.
L’interpellanza, sottoscritta da oltre trenta deputati, tra i quali il presidente del Comitato per gli italiani all’estero Marco Zacchera, Massimo D’Alema e i deputati eletti all’estero Gino Bucchino (Pd), Marco Fedi (Pd), Gianni Farina (Pd), Giuseppe Angeli (Pdl), Di Biagio (Fli), Amato Berardi (Pdl) e Guglielmo Picchi (Pdl), chiede al ministero degli Affari Esteri e a quello dell’Interno se intendano adottare “misure straordinarie e mirate volte a riassorbire in tempi definiti e ragionevoli le residue giacenze delle domande di cittadinanza in America Meridionale”, suggerendo in particolare il “potenziamento dell’organico per il consolato italiano di San Paolo”, e non solo, e una più marcata flessibilità del personale a contratto. Segnalata anche l’opportunità di valutare a questo scopo “variazioni compensative all’interno del programma Italiani nel Mondo e politiche migratorie”, mentre si richiede anche “il quadro aggiornato delle richieste di riconoscimento avanzate dai discendenti degli abitanti dell’ex Impero austro-ungarico” e quali strumenti si intendano mettere in atto per completarne “in tempi ragionevoli” l’esame.
Nell’interpellanza
si ricorda infatti come alle richieste di cittadinanza inevase in America latina
ad inizio legislatura (
Al 31 dicembre 2010, grazie anche all’intervento di una task force costituita per far fonte alla gravità della situazione e finanziata attraverso risorse destinate allo scopo dalla legge finanziaria 2008, “le giacenze presenti nei consolati italiani in Argentina e in Uruguay sono state sostanzialmente riassorbite (divenendo rispettivamente 34.311 e 12.683), quelle relative al Venezuela praticamente azzerate (6), mentre quelle riguardanti il Brasile non hanno beneficiato dello stesso ritmo di riduzione – segnala l’interrogazione - e restano notevolmente alte, oltre l’81 % del totale dell’area sudamericana”, quantificate in 209.270, il 75% delle quali registrate presso il consolato italiano di San Paolo. L’interrogazione ricorda anche come il Brasile non abbia aderito alla Convenzione dell’Aja sul reciproco riconoscimento degli atti amministrativi e ciò “dovrebbe indurre il governo ad accelerare i tempi di un accordo bilaterale” rivolto allo scopo, per non aggravare la situazione già di per sé complessa e anche alla luce di numerosi ricorsi al Tribunale Amministrativo del Lazio da parte di cittadini in attesa del disbrigo della pratica per il riconoscimento, che ha dato ragione a questi ultimi.
Illustrando l’interpellanza, Porta ha segnalato come le numerose richieste avanzate per il riconoscimento della cittadinanza italiana da parte di discendenti di emigrati in America latina non siano riconducibili a “opportunistiche operazioni volte ad approfittare di antichi legami che il tempo sembrava aver logorato, ma a spinte reali verso il recupero della propria identità e l’acquisizione di elementi anche giuridici, che corrispondono ad un’esigenza di mobilità internazionale del tutto in linea con i tempi che viviamo”. “Vorrei rimarcare con forza – ha aggiunto Porta - che si tratta di richieste che non si traducono meccanicamente in oneri e aggravi di spesa per il nostro erario, semmai al contrario, se consideriamo le percezioni consolari che derivano da questo tipo di attività, dal momento che ad esse non sono collegate né per l’oggi né per il futuro prevedibili erogazioni di ordine socio-assistenziale o di altra natura”.
Rispondendo all’interpellanza, il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi ha ribadito come “i dati relativi al carico complessivo delle pratiche di cittadinanza in giacenza presso i nostri consolati in America Latina siano sostanzialmente positivi, avendo conosciuto una significativa contrazione nel periodo che va dall’inizio della presente legislatura ad oggi”. Definisce poi “particolarmente significativo” il progressivo riassorbimento delle giacenza in Argentina e “confortanti” i dati richiamati di Venezuela e Uruguay.
“Nonostante
le ridotte disponibilità finanziarie, dovute alla congiuntura economica sfavorevole
ed alle impellenti necessità di stabilizzazione della finanza pubblica, il governo
intende comunque continuare a sviluppare la sua azione per consolidare ulteriormente
tale risultato positivo – afferma Stefania Craxi, precisando come in Brasile
“nonostante una sensibile riduzione delle giacenze, vi sono ulteriori margini
di miglioramento”. Pur avendo dimezzato in loco le pratiche in giacenza, il
sottosegretario evidenza come “il governo non intenda far venire meno la sua
attenzione ed il suo forte impegno. Nel 2011 è stata, infatti, stanziata una
somma di 450 mila euro a beneficio della task force della cittadinanza
per l’acquisizione di lavoro interinale da parte degli uffici consolari in Brasile,
superiore rispetto ai 445 mila euro stanziati del
“Il
governo ha anche fornito adeguata attenzione alle esigenze di personale di cui
complessivamente necessita la rete consolare in Brasile – ha precisato Stefania
Craxi, ricordando come il consolato generale di San Paolo possa contare attualmente,
per quanto attiene al personale di ruolo, su due funzionari diplomatici, due
coordinatori amministrativi, un funzionario contabile, due funzionari consolari,
quattro collaboratori amministrativi, sei assistenti amministrativi e due impiegati
esecutivi, per un totale di 19 unità di ruolo. “Un organico che risulta essere
in linea o superiore rispetto ad altre sedi, non solo dell’area, aventi carichi
di lavoro analoghi – afferma il sottosegretario, rilevando come nella sede sia
in servizio anche un funzionario diplomatico come vicario. Anche il numero dei
contrattisti risulta essere potenziato: “
Stefania Craxi ha riassunto infine l’iter connesso al riconoscimento della cittadinanza italiana per cittadini e discendenti degli abitanti dell’ex Impero austro-ungarico, segnalando come ad oggi siano state esaminate dalla Commissione appositamente istituita “19 mila e 54 istanze di cittadinanza sulle circa 45 mila finora pervenute, in gran parte trasmesse tramite i consolati italiani in Brasile e Argentina”. Un numero che potrebbe essere ancora destinato a crescere, vista la recente scadenza dei termini di presentazione delle richieste, fissata per lo scorso 20 dicembre.
In
sede di replica, Porta ha di
Osservazione analoga “vale per il potenziamento dell’organico consolare – fa notare Porta - perché, nonostante i numeri, la rete e anche lo sforzo dei nostri funzionari nei consolati in Brasile, noi abbiamo una struttura sicuramente al di sotto, non soltanto della dimensione della nostra collettività, ma anche al di sotto delle straordinarie opportunità che quel Paese rappresenta dal punto di vista dell’internazionalizzazione commerciale ed economica”.
Anche in merito all’esame delle richieste di cittadinanza avanzate dai cittadini e discendenti di cittadini dell’ex Impero austro-ungarico, l’esponente democratico parla di una “situazione lontana dagli obiettivi minimi accettabili nonostante, lo scorso anno, si sia concluso il termine per la presentazione delle domande di cittadinanza da parte degli aventi diritto”. Porta definisce infine “irrisoria” la quantità di pratiche di cittadinanza espletate in poco più di 6 mesi dalla rete consolare italiana in Brasile e richiamata dal sottosegretario.
“Se
non riusciremo a mettere mano a questa situazione, a trovare delle soluzioni
adeguate, ne verrà intaccata anche la nostra credibilità internazionale – conclude
l’esponente democratico, augurandosi che le istituzioni possano, attraverso
l’interpellanza presentata, “prendere atto di un problema e trovare risposte
a favore dei cittadini italiani residenti all’estero, così da non costringere
lo Stato italiano a dover pagare alla fine un prezzo molto più alto”. (