CONSIGLIO DEI MINISTRI
Approvato
il ddl Berlusconi-Bossi sulla riforma costituzionale
Nessun
riferimento, nel comunicato emesso al termine della riunione, all’abolizione
della Circoscrizione Estero
ROMA -
Il Consiglio dei ministri, nella riunione di questa mattina, ha approvato un
disegno di legge costituzionale, su proposta del presidente Berlusconi e del
ministro per le Riforme Bossi, che contiene una serie articolata di modifiche
dirette a modernizzare la nostra architettura costituzionale.
Nel comunicato
emesso al termine della riunione non figura alcun riferimento alla Circoscrizione
Estero, di cui era stato annunciata l’abolizione nei giorni scorsi dal ministro
per
- Riduzione
del numero dei parlamentari. La riforma costituzionale prevede il dimezzamento
del numero dei deputati e dei senatori, che comporta istituzioni più snelle
e riduzione dei costi della politica. Inoltre è previsto in Costituzione che
l’indennità parlamentare sia commisurata almeno per una parte significativa
all’effettiva partecipazione ai lavori.
- Riforma
del bicameralismo e trasformazione in senso federale del Senato. Si riforma
il nostro sistema bicamerale paritario e simmetrico trasformando in senso federale
il Senato, avviando una forte semplificazione dei procedimenti legislativi e
garantendo la pina governabilità del sistema. L’età per potere essere eletti
alla Camera e al Senato viene abbassata per ambedue le Camere.
- Migliore
ripartizione delle competenze legislative fra Stato e Regioni. La riforma punta
a fare chiarezza nella ripartizione delle competenze legislative fra Stato e
Regioni in materie molto delicate come l’energia e le infrastrutture strategiche.
- Procedimento
legislativo più veloce, più garanzie per Governo e opposizioni. Il procedimento
legislativo diviene più semplice e tempestivo; solo per poche e delicate materie
(come la revisione costituzionale) si procederà con il sistema bicamerale perfetto,
mentre negli altri casi la competenza sarà distinta tra i due rami.
Il Governo
avrà il potere di richiedere la conclusione dell’esame di disegni di legge,
presso
La riforma
intende inoltre garantire una maggiore stabilità di Governo ed un rafforzamento
del Premier, che assumerà la denominazione di Primo Ministro. La legge elettorale
per
L’eventuale
approvazione della mozione di sfiducia non comporta lo scioglimento necessario
della Camera dei deputati. E’ possibile che il Presidente della Repubblica,
nel rispetto dei risultati delle elezioni, nomini un nuovo Primo Ministro. E’
comunque previsto che il Primo Ministro possa chiedere al Presidente della Repubblica
lo scioglimento delle Camere.
Il Primo
Ministro nomina e revoca i Ministri ed i Viceministri. Può richiedere al Presidente
della Repubblica lo scioglimento della Camera dei deputati.
La riforma
mantiene "inalterate" le istituzioni di garanzia dell’ordinamento
costituzionale.
Il Presidente
della Repubblica rimane il supremo garante dell'equilibrio fra i poteri, intervenendo,
in particolare, nella fase di scioglimento delle Camere, di promulgazione delle
leggi e di emanazione degli atti aventi valore di legge e dei regolamenti. Anzi,
il suo ruolo sarà destinato ad accentuarsi a seguito dell’apertura della rappresentanza
parlamentare alle istanze degli enti territoriali. (