ITALIANI ALL’ESTERO
Dal “Messaggero
di sant’Antonio, luglio-agosto 2011
Gran
Bretagna. Radici di una presenza
Un
Regno per ricominciare
Oltremanica
batte un cuore verde, bianco e rosso. È il cuore delle migliaia di italiani
che, nel corso dei secoli, hanno raggiunto le coste inglesi alla ricerca di
un lavoro e di una nuova vita lontana da casa
LONDRA
- La presenza italiana nel Regno Unito si perde nella notte dei tempi. I tanti
monaci, musicisti e artisti che, lasciata la nostra penisola, sono stati accolti
dalla Gran Bretagna sono la prova del multiculturalismo e del fervore intellettuale
di questo Paese, caratterizzato da un sistema politico forte e stabile.
A cavallo
tra il Settecento e l’Ottocento in Italia aumenta l’emigrazione di commercianti,
insegnanti e di alcuni esuli politici, tra cui più tardi anche Giuseppe Mazzini.
L’ondata migratoria, corrispondente al periodo delle guerre napoleoniche, porta
in Inghilterra migliaia di italiani poveri che faticano a integrarsi. Si tratta
di garzoni ambulanti, di corniciai, specchiai, carpentieri e venditori di statuette
di gesso. Alcuni fanno gli organettisti e i figurinai, altri sono mercanti.
Con il loro arrivo, in Gran Bretagna nascono i primi club e circoli che puntano
a supportare gli immigrati più bisognosi.
Nel 1861
il marchese d’Azeglio, primo ambasciatore italiano alla Corte di San Giacomo,
fonda
Punto
nevralgico per l’accoglienza agli immigrati è Londra: qui molte associazioni
stabiliscono la loro sede nelle zone più popolate dalla comunità di espatriati.
A Soho, per esempio, Lucia Jemini, nel 1886, crea un luogo di riferimento per
gli impiegati nella ristorazione, condividendo gli spazi con il circolo dei
mandolinisti e il circolo dei velocipedisti.
Nel resto
del Regno, intanto, altre colonie cominciano a organizzarsi: nel
A Londra,
la presenza di connazionali comincia a spostarsi dal cuore di Clerkenwell, dove
era stata costruita
Il
secondo dopoguerra
Un numero
consistente di immigrati sbarca in Gran Bretagna negli anni Cinquanta, grazie
ad accordi intergovernativi per far fronte alla scarsità di manodopera in vari
settori della produzione. Sono perlopiù meridionali e, per la prima volta, la
maggioranza è composta da donne non sposate. Improvvisamente città come Peterborough,
Manchester, Glasgow,
Bedford, Woking e Cardiff vedono il fiorire
di matrimoni, in contemporanea alla nascita di attività redditizie e di nuove
realtà aggregative.
Il boom
associativo, sia a Londra che nel resto del Paese, si ha all’inizio degli anni
Settanta quando gli immigrati, una volta raggiunta la stabilità economica, possono
pensare al recupero delle loro tradizioni. Tra le organizzazioni più numerose,
all’epoca, ci sono quelle di origine piacentina. Nel giro di un decennio a Londra
vengono fondate cinque associazioni: tra queste, gli Amici di Casanova Valceno
e l’associazione dei parmigiani Valtaro, che contano parecchie centinaia di
aderenti.
Durante
l’anno si susseguono numerosi eventi di beneficienza che raggiungono l’apice
con
Accanto alle espressioni regionali di aggregazione
nascono anche circoli di concittadini particolarmente attivi, come quello dei
padovani e dei trevisani.
Chiesa
e categorie professionali
La religione
è l’asse portante di gran parte della storia dell’emigrazione nel Regno Unito.
Le Chiese italiane si fanno carico dei problemi legati alla comunità, offrendo
assistenza e occasioni di ricreazione per le famiglie. Accanto alla Chiesa di
san Pietro, designata nel 1953 dal Vaticano come sede parrocchiale di tutti
gli italiani in Gran Bretagna, nasce Casa Pallotti, uno spazio dove i fedeli
si riuniscono dopo le messe e durante la settimana, rafforzando i legami sociali.
A sud di Londra si sviluppa anche il Club Italia, che affianca il centro degli
Scalabriniani.
Accanto
alle missioni crescono i club e i circoli: a Birmigham come a Bradford, a Manchester
come a Bedford. Senza dimenticare i patronati e le associazioni che rappresentano
alcune categorie di professionisti. Tra queste ultime la più antica è quella
degli arrotini, mentre negli anni Ottanta nascono l’Amira (Associazione maitres
italiani ristoratori e alberghi) e
Intrattenimento
e socializzazione sono, invece, i motivi di aggregazione delle nuove generazioni.
I loro gruppi nascono nei centri di maggior presenza italiana su tutto il territorio,
come Coventry, Leamington Spa, Derby, Blackburn, e ruotano intorno a un comitato
che organizza feste. Altrettanto importanti sono i club sportivi che sostengono
le squadre del cuore, o
Il nuovo
secolo ha portato una ventata di novità nell’associazionismo in Gran Bretagna.
La nuova
emigrazione, composta di ragazzi spesso laureati e linguisticamente competenti,
preferisce conoscersi sulle piattaforme virtuali, concretizzando i rapporti
in successive occasioni d’incontro. Italianialondra.com e Italiansoflondon.com
sono due portali che offrono ai giovani l’opportunità di stringere amicizia
e di approfondire la cultura britannica.
Inossidabili
rimangono negli anni le scampagnate e le feste religiose che, durante la primavera
e l’estate, celebrano i santi patroni cari agli emigrati. Basta menzionare
Che dire
infine della festa di sant’Antonio? Un appuntamento che ogni anno attira nel
sud della capitale masse intere di fedeli italiani, ma anche inglesi. Del resto,
la popolarità del Santo portoghese non conosce confini, neppure nel mondo anglosassone.
(Sagida Syed-Il Messaggero di sant’Antonio edizione italiana per l’estero/