COSTI DELLA POLITICA
Esteban Caselli (Pdl): “Tutti i senatori e i deputati
a rinuncino al 50 per cento del proprio stipendio”
“Ministri, sottosegretari, presidenti di Commissioni
parlamentari ed alti funzionari lascino le indennità”
ROMA – “In questi giorni molto si è parlato della manovra economica proposta dal Ministro Tremonti e votata in Parlamento e quanto poco sia stata toccata la classe politica nei tagli che la suddetta proposta contiene. Continuo ad ascoltare in Aula dei suggerimenti per approfondire questa manovra nel nostro campo che, però, mi sembrano insufficienti e privi di ogni senso di grandezza patriottica e di solidarietà per i nostri concittadini che devono sopportare la maggior parte del peso quotidianamente” . Lo afferma in una nota Esteban Juan Caselli, senatore del Pdl eletto nella ripartizione America Meridionale e responsabile del Settore Italiani nel Mondo del partito.
“Affinché la politica possa diventare più credibile fin da subito – prosegue Caselli - non è necessario aspettare un lungo iter di riforma costituzionale, ma produrre dei gesti che ognuno di noi può facilmente compiere e che servono per far capire agli italiani che la situazione economica è molto grave e che anche noi siamo disposti ad affrontarla in condizioni simili alle loro. In questa linea invito tutti i senatori e tutti i deputati a rinunciare al 50% del proprio stipendio, io lo faccio per primo, così come esorto tutti i ministri e sottosegretari, presidenti di Commissioni parlamentari ed alti funzionari a rinunciare alle indennità previste per gli incarichi quali le auto blu, con le conseguenti spese di benzina e di autisti; ai voli aerei nazionali utilizzando, invece, il treno.
Penso – conclude
Caselli – che saranno d’accordo i senatori Felice Belisario e Luigi Zanda che
difendono questa tesi così come il ministro Calderoli ed il sottosegretario
Mantica che suggeriscono l’abolizione della Circoscrizione Estero per ridurre
i costi della politica. Solo fatti concreti come questi possono far tornare
credibile la politica e che la gente comune la senta al loro servizio e non
un privilegio di casta”. (