VOTO
ALL’ESTERO
I deputati Pd eletti all’estero sulla proposta Calderoli:
Abolizione della circoscrizione Estero, si chiude il cerchio della “soluzione
finale”…
ROMA - “L’abolizione della circoscrizione Estero è la
chiusura del cerchio di quella specie di soluzione finale che il centrodestra
ha adottato nel giro di soli tre anni: i tagli progressivi e lineari alle
politiche emigratorie, la mutilazione delle reti dei servizi per gli italiani
all’estero (Consolati, Consolati onorari, corsi di lingua e cultura, assistenza
diretta e indiretta, stampa italiana, ecc.), il ridimensionamento e lo svuotamento
della rappresentanza e - colpo finale - l’abolizione del voto per corrispondenza
e della rappresentanza parlamentare. In nessun momento della storia dell’emigrazione
italiana un governo nazionale si è rapportato alla nostra diaspora in modo
tanto distruttivo e perverso”.
Gino Bucchino, Gianni Farina,
Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta, deputati Pd eletti nella circoscrizione
Estero, reagiscono con durezza al progetto di cancellazione della circoscrizione
Estero contenuto nella bozza del ddl di riforma costituzionale a firma del
ministro alla Semplificazione normativa Roberto Calderoli (Lega), che dovrebbe
approdare questa settimana in Consiglio dei ministri.
“Non sappiamo – affermano i deputati - se gli eletti
nella Circoscrizione Estero siano le persone più indicate per commentare le
anticipazioni sulla bozza di riforma costituzionale che il Governo si accinge
a varare e che prevede, tra l’altro, l’abolizione del terzo comma dell’articolo
48 della Costituzione, nel quale è stato introdotta appena undici anni fa
la stessa circoscrizione estera. Se non come perorazioni difensive, queste
considerazioni valgano almeno come testimonianze di persone informate dei
fatti e consapevoli delle conseguenze che un’impostazione di questo tipo comporta”.
I deputati Pd della circoscrizione Estero nella loro
nota congiunta citano una di
”In un quadro di questo genere – proseguono - appare
ancora più grave l’errore commesso da chi ha ritenuto di “riformare” la rappresentanza
con la politica del carciofo, vale a dire pezzo per pezzo, con l’ormai evidente
conseguenza di fare semplicemente a pezzi l’intero sistema della rappresentanza,
lasciando sul terreno solo macerie”.
Per venire al progetto Calderoli, “ammesso che sia qualcosa
di più di un’offensiva propagandistica volta a fare uscire dall’angolo dove
sono finiti governo e maggioranza, l’eventuale abolizione del terzo comma
dell’art. 48 della Costituzione è grave, anzi gravissima – dicono i deputati
- non tanto perché comporta l’abolizione della Circoscrizione Estero, quanto
perché cancella l’ “effettività” dell’esercizio del diritto di voto degli
italiani all’estero, che la Carta aveva finalmente accolto dopo decennali
battaglie. Con essa – concludono i deputati Pd eletti all’estero - è
stata cancellata la più grande ipocrisia della nostra storia democratica:
affermare che milioni di cittadini residenti all’estero fossero uguali agli
altri e nello stesso impedire di fatto che essi potessero esercitare davvero
il primo dei loro diritti, quello di voto. Questo non è un problema degli
eletti della Circoscrizione Estero, ma di milioni di concittadini che vivono
all’estero. Questo è un problema della democrazia italiana”. (