INFORM - N. 138 - 19 luglio 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal Corriere Canadese del 19.7.2011

Preoccupazione bipartisan tra i deputati eletti all’estero

 

TORONTO - Una proposta che non piace, ma che potrebbe aiutare a mettere a punto un sistema che non funziona bene.

E’ questa, in linea di massima, l’idea sulla bozza di riforma della legge elettorale con cancellazione della circoscrizione estero presentata dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che si sono fatti i parlamentari eletti all’estero.

«Questa proposta di legge in forma costituzionale mi sembra una stupidaggine», attacca il deputato Pd eletto in Nordamerica Gino Bucchino. «Che la Lega sia da sempre contraria alla partecipazione degli italiani all’estero alla vita politica italiana è fatto noto da tempo», continua il deputato spiegando che paradossalmente questa bozza «ci può aiutare in maniera indiretta a dare la certezza del voto, eliminare i brogli e tutte le cose che sono successe per cui non mi preoccuperei».

D’accordo con Bucchino anche l’altro deputato eletto in Nordamerica, il pidiellino Amato Berardi. «Con tutto il rispetto per il ministro Calderoli - esordisce Berardi - ci sono molti altri tagli che si possono fare all’interno dei vari collegi italiani. Noi all’estero dobbiamo rimanere». Per Berardi, la priorità è «tagliare le spese extra» e per questo «ci sarà una riforma», ma nessuno tocchi il voto per gli italiani all’estero. «La maggioranza e la minoranza sono d’accordo su questo», conferma Berardi.

Più preoccupato, o perlomeno più orientato a capire le finalità della riforma, il democratico Marco Fedi, eletto nella circoscrizione che comprende Africa, Australia e Asia. «Siamo in attesa di maggiori informazioni - spiega Fedi - e che si apra un dibattito su come gli italiani all’estero possano continuare ad esercitare il diritto di voto anche senza la circoscrizione estero». La circoscrizione estero infatti, spiega Fedi è «una soluzione tecnica che consente l’esercizio del voto e l’elezione diretta in parlamento di rappresentanti delle nostre comunità nel mondo». Ma cancellando questa «soluzione tecnica» e con la caduta dei rappresentanti diretti, gli italiani all’estero come voteranno? «Secondo noi l’esercizio del diritto del voto deve continuare» spiega Fedi, secondo il quale il sistema tramite cui continuare è quello che i cittadini residenti all’estero possano «votare per il collegio di ultima residenza o per quello di ultima residenza di genitori».

Insomma la cosa che più interessa al momento i deputati eletti all’estero è che i nostri connazionali che vivono fuori dall’Italia «possano partecipare anche se non si eleggono propri rappresentanti direttamente in parlamento». La paura è invece che «per dare una risposta forte a questa richiesta di riduzione dei costi della politica «si riduca la discussione politica su questo tema». Anche perché dietro a questa problematica si nasconde il «diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero».

Nessuna sorpresa invece per Franco Narducci, vicepresidente della commissione Affari esteri, che ricorda come la Lega persegua fedelmente la sua linea di condotta visto che già nella scorsa legislatura «si batté per cancellare il voto estero». «Noi Pd riteniamo sia un errore gravissimo - prosegue Narducci - è come mettere indietro le lancette dell’orologio e negare un diritto che è stato inseguito per decenni». Nessuno nega che ci siano problemi da superare e che si debba lavorare molto per creare «quel sistema Paese a 360 gradi» che comprende gli italiani residenti in Italia e all’estero, con questi ultimi che continuano ad essere «una grande risorsa per l’Italia sotto il profilo economico, culturale e sociale». Per Narducci, questa mancanza di un sistema rodato tra Italia ed estero non può essere imputato solo ai deputati eletti fuori dai nostri confini.

«Ci sono gravi carenze di ascolto, di attenzione, gravi carenze di attenzione verso le comunità italiane all’estero - dice Narducci - Quando si distrugge la stampa, la promozione della cultura italiana e si chiudono i consolati è evidente che non c’entra la circoscrizione estero ma è una cecità che si ritorce contro il Paese stesso».

«Calderoli pone un problema - spiega Loris Stucchi della Lega Nord - Una rimodulazione dei deputati e senatori eletti all’estero dev’essere fatta». «Non so questa bozza sia la strada migliore - continua - ma per ridurre i costi bisogna trovare una soluzione che garantisca il contenimento dei costi da una parte e la rappresentanza ai cittadini all’estero dall’altra. Certo oggi è molto costoso». (Leonardo N. Molinelli-Corriere Canadese.it del 19.7-2011/Inform)

 


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