INFORM - N. 138 - 19 luglio 2011


VOTO ALL’ESTERO

Il segretario generale del Cgie Elio Carozza critica la proposta di riforma costituzionale che cancella la circoscrizione Estero

“Un ulteriore schiaffo agli italiani nel mondo. Continueremo a lottare per l’affermazione dei loro diritti”

 

ROMA – “La  proposta di riforma costituzionale del Ministro alla semplificazione Normativa Roberto Calderoli per l’abrogazione del voto all’estero rappresenta un ulteriore schiaffo e umiliazione agli italiani all’estero. Questo non fermerà le nostre lotte per l’affermazione dei diritti e per riconoscere e valorizzare la risorsa che essi rappresentano per il Paese Italia” Lo afferma in una nota il segretario generale del Cgie Elio Carozza. “La bozza di riforma costituzionale - spiega Carozza - non solo cancella la circoscrizione Estero prevista dall’art 48 della Costituzione, costituendo un fatto gravissimo, ma ancora più gravemente elimina il sacrosanto diritto di voto di milioni di persone che vivono fuori dai confini nazionali. Il citato articolo impone in particolare l’effettività del diritto di voto per i cittadini residenti all’estero, cancellando il terzo comma dell’articolo 48 sparisce ogni riferimento costituzionale ai cittadini che vivono all'estero. Il Governo, - continua il segretario generale - tramite il ministro Calderoli, scopre le carte e finalmente viene alla luce la sua volontà di annullare, recidere e tagliare definitivamente il legame che unisce l’Italia con i suoi milioni di cittadini”.

“L’Italia – riflette Carozza - è uno strano Paese che permette un vero paradosso. Nel momento in cui il sistema di rappresentanza costruito per i propri cittadini che vivono fuori dai confini nazionali, viene considerato come esempio da imitare da molti Paesi Europei e non, anche i più avanzati, si decide di smantellare tutto e di riaprire una ferita della storia dell’emigrazione italiana e del suo rapporto con la madrepatria. Volontà, questa del nostro Governo, piena di pregiudizi e di superficialità, che umilia milioni di persone e una lunga storia fatta di uomini e di donne, una storia che dovrebbe essere considerata parte integrante del nostro Paese. In questi ultimi mesi. festeggiando il 150 anniversario dell’Unità d’Italia, abbiamo avuto occasione di evidenziare il ruolo e l’importanza della nostra emigrazione anche in riferimento allo sviluppo economico italiano del dopoguerra e alla sua credibilità nel mondo. Le iniziative di smantellamento messe in atto negli ultimi anni in materia di politiche in favore degli italiani all’estero, - prosegue il segretario generale - in particolare quelle destinate alla diffusione e al mantenimento della lingua e cultura italiana, ai servizi consolari, all’informazione e all’assistenza, insieme alla scelta di ridimensionare e svilire la rappresentanza intermedia, i Comites ed il Cgie, confermano quanto il vero obiettivo nascosto in realtà fosse proprio il diritto di voto e di rappresentanza. La scelta di voler trattare la riforma della rappresentanza in maniera disorganica, in assenza di una visione globale, ha causato la frammentazione di tutta la questione legata agli italiani all’estero. Come Comites e Cgie – ricorda Carozza - avevamo intuito questo pericolo sin dall'inizio della discussione sulla riforma. Abbiamo cercato di convincere e sollecitare le forze politiche presenti in Parlamento ad invertire il percorso e a guardare alle nostre comunità che vivono nel mondo come una fortissima risorsa per il Paese Italia. Fino ad oggi non ci siamo riusciti. Abbiamo avuto spesso la sensazione di trovarci di fronte al detto ‘non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire’. Ci aspetta – conclude Carozza - un lungo e complesso percorso, considerati i tempi dell’iter della riforma Costituzionale. Credo di poter confermare, anche a nome dei Comites e di tutto il Cgie, il pieno e continuo impegno per l'affermazione dei diritti di milioni di connazionali. Il nostro Paese deve prendere coscienza dell’immenso patrimonio di cui dispone nel Mondo, costituito dai suoi cittadini ed in particolare dalle giovani generazioni”. (Inform)

 


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