INFORM - N. 137 - 18 luglio 2011


INTERVENTI

Razzi (Noi Sud) sulla certificazione di qualità per la ristorazione italiana nel mondo

“La targa di ‘Ottimo’ rilasciata dai ministeri dell’Agricoltura, del Turismo e degli Esteri è il solo provvedimento valido e già in vigore che attesti l’italianità dell’offerta”

 

ROMA – Antonio Razzi, deputato eletto nella ripartizione Europa con l’Italia dei Valori oggi iscritto al gruppo parlamentare di Popolo e Territorio (Noi Sud), contesta la proposta di legge relativa all’istituzione di un marchio “Ospitalità italiana” per la ristorazione italiana all’estero, ricordando come già sia stata approvata quella relativa alla targa “Ottimo”, riconoscimento proposto dallo stesso Razzi e rivolto alla medesima categoria, con le stesse finalità.

Secondo Razzi la proposta di legge sul marchio “Ospitalità italiana” formulata da Guglielmo Picchi e Raffaele Fantetti, rispettivamente deputato e senatore eletti nella ripartizione Europa per il Pdl,  “va a sovrapporsi ad un decreto che non propone chiacchiere ma fatti concreti ed efficacia immediata”. “I ristoratori italiani nel mondo devono sapere che qualsiasi riconoscimento, diploma, medaglia, attestato che riceveranno non sarà mai a titolo della targa di «Ottimo» rilasciata dai ministeri dell’Agricoltura, del Turismo e degli Esteri che è il solo provvedimento allo stato valido e già in vigore per vedersi attestare l’italianità della loro offerta – aggiunge Razzi, secondo cui l’assunto promesso dall’iniziativa di Picchi e Fantetti sarebbe, “stante le leggi vigenti, lontano mille miglia dalla esecutività del decreto da me proposto e da due ministri avallato”.

“Già nel settore della ristorazione all’estero vi sono confusioni e pasticci organizzativi, non occorre inoculare altre informazioni che pilotano al consenso piuttosto che chiarire i fatti – prosegue la nota, segnalando come nel comparto già “troppi partecipanti si arrogano aggettivi di qualità che non meritano”.

“Il fascio unico che si tenta di fare di tutti ristoratori italiani all’estero danneggia quanti lavorano e si prodigano per offrire un prodotto che sia veramente di qualità e che vada oltre le medaglie appiccate loro al petto senza il vaglio di atti validi ed efficaci scaturiti da procedimenti legislativi in vigore – prosegue il parlamentare, precisando come, non essendoci il tempo necessario per giungere all’approvazione della proposta di legge presentata da Picchi e Fantetti, si rischino di generare nella categoria ulteriori aspettative “che non trovano il riscontro dei fatti”.

Per quanto riguarda invece il riconoscimento “Ottimo” proposta da Razzi, egli segnala come sia già al lavoro l’organismo per l’istruzione delle pratiche inerenti il suo conferimento. “A giorni – conclude - sarà composto un Comitato ristretto con gli organi preposti e competenti per predisporre tutto quanto necessario al lavoro che sarà coscienzioso e capillare per la lotta alla contraffazione causa di danni irreparabili alla nostra immagine culinaria nel mondo”. (Inform)

 


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