INTERVENTI
Razzi (Noi Sud) sulla certificazione di qualità per la
ristorazione italiana nel mondo
“La targa di ‘Ottimo’ rilasciata dai ministeri dell’Agricoltura,
del Turismo e degli Esteri è il solo provvedimento valido e già in vigore che
attesti l’italianità dell’offerta”
ROMA
– Antonio Razzi, deputato eletto nella ripartizione Europa con l’Italia dei
Valori oggi iscritto al gruppo parlamentare di Popolo e Territorio (Noi Sud),
contesta la proposta di legge relativa all’istituzione di un marchio “Ospitalità
italiana” per la ristorazione italiana all’estero, ricordando come già sia stata
approvata quella relativa alla targa “Ottimo”, riconoscimento proposto dallo
stesso Razzi e rivolto alla medesima categoria, con le stesse finalità.
Secondo
Razzi la proposta di legge sul marchio “Ospitalità italiana” formulata da Guglielmo
Picchi e Raffaele Fantetti, rispettivamente deputato e senatore eletti nella
ripartizione Europa per il Pdl, “va a sovrapporsi ad un decreto che non
propone chiacchiere ma fatti concreti ed efficacia immediata”. “I ristoratori
italiani nel mondo devono sapere che qualsiasi riconoscimento, diploma, medaglia,
attestato che riceveranno non sarà mai a titolo della targa di «Ottimo» rilasciata
dai ministeri dell’Agricoltura, del Turismo e degli Esteri che è il solo provvedimento
allo stato valido e già in vigore per vedersi attestare l’italianità della loro
offerta – aggiunge Razzi, secondo cui l’assunto promesso dall’iniziativa di
Picchi e Fantetti sarebbe, “stante le leggi vigenti, lontano mille miglia dalla
esecutività del decreto da me proposto e da due ministri avallato”.
“Già
nel settore della ristorazione all’estero vi sono confusioni e pasticci organizzativi,
non occorre inoculare altre informazioni che pilotano al consenso piuttosto
che chiarire i fatti – prosegue la nota, segnalando come nel comparto già “troppi
partecipanti si arrogano aggettivi di qualità che non meritano”.
“Il
fascio unico che si tenta di fare di tutti ristoratori italiani all’estero danneggia
quanti lavorano e si prodigano per offrire un prodotto che sia veramente di
qualità e che vada oltre le medaglie appiccate loro al petto senza il vaglio
di atti validi ed efficaci scaturiti da procedimenti legislativi in vigore –
prosegue il parlamentare, precisando come, non essendoci il tempo necessario
per giungere all’approvazione della proposta di legge presentata da Picchi e
Fantetti, si rischino di generare nella categoria ulteriori aspettative “che
non trovano il riscontro dei fatti”.
Per
quanto riguarda invece il riconoscimento “Ottimo” proposta da Razzi, egli segnala
come sia già al lavoro l’organismo per l’istruzione delle pratiche inerenti
il suo conferimento. “A giorni – conclude - sarà composto un Comitato ristretto
con gli organi preposti e competenti per predisporre tutto quanto necessario
al lavoro che sarà coscienzioso e capillare per la lotta alla contraffazione
causa di danni irreparabili alla nostra immagine culinaria nel mondo”. (