INFORM - N. 137 - 18 luglio 2011


ASSOCIAZIONI

Il Coordinamento delle Associazioni Siciliane d’Emigrazione (Carse) contesta l’avviso pubblico regionale relativo alle attività 2011 in materia d’emigrazione

Chiesta all’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro la revoca del provvedimento

 

PALERMO - Le associazioni siciliane aderenti al Coordinamento delle Associazioni Siciliane d’Emigrazione (Carse) hanno chiesto all’assessore della Regione Sicilia alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro la revoca dell’avviso pubblico delle attività 2011, previsto dalla legge regionale in materia di emigrazione ed emesso lo scorso 10 giugno.

La revoca è stata chiesta – si legge in una nota firmata da Domenico Azzia, presidente dell’associazione Sicilia Mondo, facente parte del Carse – perché le associazioni ritengono di non essere state ascoltate in vista della formulazione dell’avviso, e definiscono quest’ultimo “un pianeta inventato” e non conforme alla legge regionale in vigore, che “va osservata non essendo stata né modificata, né abrogata. Un avviso pubblico non può mai sostituire la legge, né modificarne o svuotarne i contenuti. Le associazioni si sono riservate di impugnare l’avviso pubblico n.2 del 10 giugno 2011”.  

“Il bilancio di previsione della Regione per il 2011, ai fini degli interventi in favore dell’emigrazione, accorpa in unica voce le attività culturali, il turismo sociale, colonie e campeggi, ma l’avviso pubblico ha prelevato solo le attività culturali, escludendo immotivatamente le altre attività – si legge nella nota, a proposito delle ragioni che hanno determinato l’impugnazione dell’avviso da parte delle associazioni. - In realtà, l’art. 24 bis,  oggetto dell’avviso, è rimasto un articolo nominale in quanto sono stati cambiati i soggetti destinatari dei contributi espressamente indicati dall’art. 9 della stessa legge che ha precisato dettagliatamente i  requisiti richiesti. L’art. 24 bis ne surroga i soggetti destinatari con altri soggetti che non hanno niente a che fare con l’emigrazione”.

“Come se ciò non bastasse, - prosegue la nota - sempre all’interno dell’art. 24 bis, sono state alterate le attività in esso elencate, con la inclusione di nuove tipologie di attività, l’aggiunta di altre e la esclusione di quelle non gradite”.

Le associazioni segnalano inoltre come, nonostante le disponibilità di bilancio,”sia rimasta ingessata” la Consulta regionale dei siciliani all’estero, “motore della legge in quanto organo collegiale e rappresentativo delle comunità siciliane a livello continentale cui la legge demanda il compito di formulare indicazioni e proposte all’assessore, per la stesura dei programmi annuali e di tutte le altre attività e scelte operative. Non averla attuata, - aggiunge la nota - è stata una perdita per non avere avuto il necessario aggiornamento da parte delle comunità all’estero”.

“La cosa più grave è che senza la Consulta, questo 2011, così come è stato  il 2010, è rimasto senza progetto e programmi operativi e, quindi, senza una logica nell’impiego delle risorse e senza una ragionevole previsione di ritorno. Tra l’altro, in questi 2 anni, è mancato il supporto prezioso dei singoli programmi che le associazioni storiche presentavano entro il 31 luglio dell’anno precedente. Programmi aggiornati che interpretavano e raggiungevano trasversalmente tutte le sensibilità provenienti dalle varie parti del mondo, con risultati positivi. In mancanza di una programmazione progettuale ed operativa, l’avviso pubblico ha scelto la strada del finanziamento a pioggia, con la polverizzazione delle risorse su scala continentale. Come se la cultura che è un valore immateriale – ammonisce la nota - possa essere messa ad avviso pubblico”.

Azzia in particolare critica l’avviso definendolo “bulgaro”. “Eppure siamo in pieno 2011, proprio in un momento in cui il governo Lombardo, di cui fa parte lo stesso assessore, ostenta le sue leggi di semplificazioni burocratiche. L’avviso pubblico non solo svuota la legge regionale 55/80 nel suo complesso ma anche all’interno dello stesso art. 24 bis, oggetto del bando, scegliendo le tipologie di attività che piacciono ed escludendone quelle che non piacciono. Tra le attività espressamente non gradite le pubblicazioni - rileva Azzia, segnalando come questo abbia comportato la negazione del contributo alla rivista “Sicilia Mondo”. “Una rivista che pure è stata editata per l’intero 2010 e nonostante i suoi 43 anni di ininterrotta pubblicazione, conosciuta in tutto il mondo. Cancellando così una voce di libertà e di democrazia. Ma anche di storia siciliana. Incredibili ma anche inquietanti le motivazioni per una pubblica amministrazione - ha detto Azzia, definendo “discriminante” la logica alla base di tale decisione.

“L’avviso pubblico è fuori strada,  anche rispetto alla volontà del legislatore che fece la legge 55/80. Legge semplice, - si legge nella nota, - ancora attuale e copiata dalle altre Regioni italiane. Con la 55/80 il legislatore si riprometteva di riannodare  legami stabili di relazioni culturali ed umane con i siciliani che erano andati via, affidando la sua applicazione alle associazioni che istituzionalmente si interessavano di emigrazione, in quanto essendo, esse stesse “relazione” tra uomini, erano le più indicate a “relazionare” con i siciliani fuori dall’isola, con l’intento di riaggregare, tenere vivi e rinsaldare i legami identitari.  In questa chiara visione del mondo migratorio, il legislatore scelse il “principio di sussidiarietà” in considerazione che si trattava di gestire  valori, sentimenti di solidarietà, di riaggregazione  e di recupero di identità. Ma sempre con il rispetto delle norme della pubblica amministrazione. Una scelta per evitare che succedesse quello che è avvenuto oggi con gli avvisi pubblici. Così è stato fatto per 30 anni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Le associazioni storiche hanno costruito un patrimonio culturale ed umano inestimabile che oggi appartiene alla Regione ed ai siciliani tutti. I segni sono riconoscibili in tutte le parti del mondo. Prezioso il sostegno di dirigenti accorti e degli uffici dell’assessorato che hanno sostenuto le associazioni perché hanno creduto alla legge 55/80 e alla sua etica di volontariato”.

Le associazioni rilevano invece come oggi questa sensibilità difetti e non possa essere sostituita con “bizantinismi” definiti “autoritari”.

A questo proposito viene richiamato l’avviso pubblico emesso nel 2010. “Suscitò cordate di clubs, aggregazioni, agenzie di viaggi, funzionari dei Comuni, delle Province e della Regione stessa. Tutti alla ricerca di conoscenze all’estero per costruire i requisiti della partecipazione. Le code davanti ai Consolati. Se ne è parlato a Roma nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – segnala la nota. Non ha giovato all’immagine della Sicilia.  Alla fine furono 200 le domande di ammissione. Cosa che conferma la interpretazione dell’avviso pubblico come la possibilità di un’escursione all’estero. Ma solo 45 le domande che per mano della Commissione domestica superarono l’esame. Anche se non è passata inosservata la scoperta, in provincia di Palermo, di circa 30 aggregazioni e clubs con tre anni di attività istituzionalizzata in emigrazione e con sede”.

“In realtà, l’avviso pubblico è stato una grossa impalcatura burocratica ed autoritaria, proprio all’opposto del concetto politico di gestione da parte di un assessorato regionale. Emblematica la struttura ispettiva, avendo l’avviso imposto la presenza di 2 funzionari ispettori di accompagnamento alle 45 attività che sono state ammesse: ben 90 funzionari ispettori che hanno lasciato gli uffici, mediamente 9-10 giorni ciascuno, per garantire l’esatta osservanza delle norme disposte  dal Servizio II emigrazione ed immigrazione dell’assessorato. Che senso ha avuto, allora, - domandano le associazioni - la selezione sulla affidabilità dei partecipanti? Non bastava la dichiarazione di avvenuta manifestazione da parte dei Consolati come è stato sempre fatto? Per l’avviso pubblico 2011, essendo state ulteriormente aperte le maglie di partecipazione, si prevede una affluenza doppia di partecipanti al punto che il Servizio II emigrazione ed immigrazione dell’assessorato ha predisposto, nella zona antistante l’ufficio di posta in entrata, una prestazione straordinaria per contenere la prevedibile calca”. (Inform)

 


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