Manovra
e pensioni: di
ROMA -
“Il testo della manovra economica approvato ieri al Senato e oggi alla Camera,
contiene una importante novità per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni”.
E’ quanto di
“Grazie
– proseguono - alla ferma presa di posizione e alla successiva mobilitazione della
Uilp e della Uil, insieme alla Cisl, siamo riusciti a far ritirare la norma che
dimezzava la rivalutazione delle pensioni di importo compreso tra
In una
situazione così grave – affermano Proietti e Bellissima – siamo dunque riusciti
ad evitare la penalizzazione delle pensioni medie. Come Uil e Uil Pensionati,
ribadiamo comunque che l’indicizzazione delle pensioni al costo vita è ormai da
diversi anni l’unico strumento di rivalutazione delle pensioni e che è uno strumento
insufficiente, anche per l’inadeguatezza del paniere Istat ai reali consumi dei
pensionati. Non a caso, negli ultimi 15 anni le pensioni hanno progressivamente
perso parte del loro potere d’acquisto. Restiamo dunque convinti che il meccanismo
di rivalutazione delle pensioni vada tutelato e migliorato, anche perché l’inflazione
sta tornando a crescere.
Tuttavia
– proseguono Proietti e Bellissima – non possiamo neppure ignorare la gravissima
situazione di crisi che l’Italia sta attraversando, stretta tra la necessità di
ridurre il proprio elevatissimo debito pubblico e di bloccare la speculazione.
Una situazione che ha portato il Presidente Napolitano a lanciare un invito alla
coesione e l’opposizione a consentire una rapida approvazione della manovra stessa.
Un segnale che era necessario inviare ai mercati internazionali e ai partner europei.
Quello che ci sembra assolutamente insufficiente, però, è l’intervento sulla riduzione
dei privilegi, degli sprechi e dei costi della politica, nazionale e locale. Le
misure approvate nella manovra in merito sono inadeguate e soprattutto non entrano
immediatamente in vigore. L’Italia non può più sostenere simili livelli di costi
della politica. Se la situazione è grave, ed è effettivamente grave, tutti devono
contribuire. Perfino il contributo di solidarietà
sulle pensioni più alte non si applica ai vitalizi a qualsiasi titolo erogati,
per cui sulle pensioni dei parlamentari non verrà operata alcuna trattenuta. Questo
ci sembra francamente inaccettabile. Pensiamo inoltre che se la gravità della crisi
rende necessari sacrifici da parte di chi ha redditi elevati, questi sacrifici
dovrebbero essere equamente distribuiti tra chi dispone di rendite elevate, chi
percepisce retribuzioni elevate e chi percepisce pensioni elevate.
Inoltre
l’anticipo al 2013 dell’entrata in vigore del legame tra aspettativa di vita e
momento del pensionamento e l’ulteriore differimento di uno, due e tre mesi dal
2014 – rispetto alla finestra già prevista – del pensionamento per i lavoratori
che abbiano maturato 40 anni di contributi, rappresentano gli ennesimi provvedimenti
volti a fare cassa su un sistema previdenziale che ha invece raggiunto la sostenibilità
finanziaria e rispetto al quale bisognerebbe invece lavorare per una sua piena
sostenibilità delle prestazioni.
Attendiamo
ora, infine – concludono Proietti e Bellissima – un rapido confronto sulla riforma
fiscale e dell’assistenza, per evitare che dal 2013 scattino automaticamente i
tagli lineari delle agevolazioni fiscali. Serve una discussione vera che porti
a una riduzione della pressione fiscale per i pensionati e per i lavoratori dipendenti
e a una razionalizzazione del sistema dell’assistenza, che garantisca tutele e
servizi a chi è in condizioni di bisogno e introduca una legge quadro nazionale
per la non autosufficienza, con relativo Fondo”.(