INFORM - N. 136 - 15 luglio 2011

 


CONSIGLIO ITALIANO DEI RIFUGIATI

Malta-Italia: non si può giocare con al vita dei rifugiati

 

ROMA - Il Consiglio Italiano per i Rifugiati è estremamente preoccupato per le condizioni dei migranti soccorsi dalla Nave Spagnola Almirante Juan de Borbón, che a 6 giorni dal salvataggio non hanno ancora trovato un approdo sicuro.

Come riportato dalla stampa, i 111 migranti partiti dalla Libia su un barcone sono stati soccorsi dall’imbarcazione spagnola sotto il comando NATO domenica scorsa, a causa del motore in panne. Ma da domenica non hanno ancora trovato un porto sicuro che li accolga: sono ancora bloccati nelle acque internazionali. La nave soccorsa a 88 miglia nautiche da Lampedusa e 141 da Malta, ha portato i migranti verso Malta che ne ha rifiutato lo sbarco. Solamente un bimbo di 10 mesi e una donna incinta hanno trovato soccorso e sono assistiti a Malta. Non chiara la dinamica dei rapporti tra Nato, Italia e Malta.

 “Ancora una volta l’unica cosa chiara è che ci troviamo di fronte a egoismi nazionali che vanno a colpire le vite delle persone. Finalmente le navi che pattugliano il Mediterraneo stanno provvedendo al soccorso delle persone in difficoltà. Cosa aspettano Malta e Italia a dare loro accoglienza?” dichiara Christopher Hein direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati. 

Ricordiamo che le Convenzioni sul diritto del mare stabiliscono che le persone salvate debbono essere portate verso il primo porto sicuro, e lì debbono essere subito soccorse.

 “In questi mesi abbiamo visto morire quasi 2.000 migranti e rifugiati nel tentativo di cercare protezione. Vedere che operazioni fondamentali di salvataggio siano ostacolate non permettendo lo sbarco dei naufraghi non è accettabile, è semplicemente inumano” conclude Christopher Hein.  (Inform)

 


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