IMMIGRAZIONE
Una proposta di legge a iniziativa popolare per la cittadinanza
italiana ai figli di immigrati già stabilmente residenti nel nostro Paese
Fabio Granata (Fli) spiega su www.stranieriinitalia.it i termini della proposta
lanciata dal suo partito e che giungerà in Parlamento dopo una raccolta firme
in tutta Italia
ROMA
– Fabio Granata, deputato di Futuro e Libertà per il terzo polo, illustra in
un’intervista pubblicata oggi dal portale dell’immigrazione www.stranieriinitalia.it il progetto di legge
lanciato dal partito di Gianfranco Fini relativo all’acquisizione della cittadinanza
italiana per i nati in Italia da genitori già residenti stabilmente nel nostro
Paese.
Un
progetto di iniziativa popolare su cui, dopo la presentazione in Cassazione,
sarà avviata una raccolta firme in tutta Italia. Ne occorrono 50mila per far
arrivare la proposta in Parlamento. “La riforma della cittadinanza è un tema
centrale per i diritti civili – afferma Granata, - chiediamo quindi un vero
coinvolgimento democratico, la partecipazione attiva dei cittadini”.
“Introduciamo
nel nostro ordinamento il concetto di ius soli temperato. Non diciamo
– sottolinea Granata, chiarendo i termini della proposta - che chiunque nasce
in Italia è italiano, diciamo che è italiano chi nasce da genitori regolarmente
in Italia da almeno cinque anni, se sono extracomunitari, o da almeno tre se
sono comunitari”. “Prevediamo – aggiunge - che chi è arriva in Italia da bambino
diventi italiano dopo aver concluso un intero ciclo di studi, ad esempio le
scuole elementari. In questo modo il percorso di acquisizione della cittadinanza
diventa anche un strumento formidabile di partecipazione attiva al perimetro
pubblico del Paese”.
La
proposta serve anche ad evitare la formazione di “un’area di ragazzi quasi apolidi,
che per legge non sono italiani e di fatto non sono stranieri. Questi potrebbero
essere spinti a rinchiudersi in identità religiose e culturali dei paesi d’origine
dei loro genitori e cadere nella ghettizzazione – spiega Granata. Il deputato
siciliano si dice convinto che sulla cittadinanza italiana per le seconde generazioni
anche gli elettori dell’attuale maggioranza siano più aperti dei loro rappresentanti
in Parlamento. “Non è difficile – conclude - trovare esempi di questa
situazione. Anche se guardiamo alle amministrazioni locali, vediamo una sensibilità
diversa. Il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, dialoga con i nuovi italiani.
Una legge di iniziativa popolare sarà una spinta importante, spero definitiva,
anche per Pdl e Lega”. (